Lino Cauzzi, scippato di 5 alberghi nel 2009: un altro anno è passato senza l’Hermes e La Contea

Lino Cauzzi, scippato di 5 alberghi nel 2009: un altro anno è passato senza l’Hermes e La Contea

Desenzano, 15 novembre 2013
Lino Cauzzi, continua il suo calvario ma non demorde, oggi compie 71 anni.

Siamo andati a trovarlo a Desenzano, per fargli gli auguri e per  sentire da lui a che punto è la situazione.

Sig. Cauzzi, sono passati tre anni e mezzo da quella tragica notte del 26 giugno 2009, ha voglia di fare un sunto di ciò che è successo in questo tempo? 

(Leggi l’articolo e guarda il video girato giovedì 8 novembre 2012 davanti all’Hotel Hermes di
Cremona, in occasione del suo 70° compleanno)

Lino Cauzzi:
“Già, quattro anni e mezzo…per la precisione, 1603 giorni di lotta e 1603 notti di angoscia ma continuerò a lottare per me, per la Giustizie e per coloro che non ce l’hanno fatta
a reagire.
Sono abituato a lottare fin da quando ero bambino e andavo con la mia mamma a spigolare o la aiutavo a fare quei miseri lavori che ci permettevano di poter avere un tozzo di pane (raramente) e
qualche fetta di polenta per tirare avanti.
Non volevo vivere nella povertà, non è umano vivere di stenti.
A tredici anni, era il 1955, sono andato a cercare fortuna, a Milano.
La città era in fermento e mi diedi da fare. Una lira dopo l’altra, cercando di spendere il meno possibile, mi hanno permesso di entrare nel mondo immobiliare e, con perseveranza e un po’
di fortuna, dopo tanti anni, nel 2003 sono riuscito ad avere cinque hotels in proprietà.
Purtroppo non avevo fatto i conti con l’invidia e i predatori che, sempre più numerosi, e sempre più in giacca e cravatta, aspettano che le loro vittime cadano nella loro
ragnatela.
Chi sono i predoni del nostro tempo? Sono politici, avvocati, commercialisti, notai, funzionari di banca… professionisti che conoscono le leggi e studiano il modo di fare soldi facili,
prendendo scorciatoie più o meno lecite.
Vengono chiamate “operazioni finanziarie”.
Le vittime sono imprenditori e aziende, spesso in difficoltà,  che si lasciano convincere con la speranza di risolvere i loro problemi.”

Ci parli specificamente del suo caso, quando e come è stato contattato?

Lino Cauzzi:
“Un giorno, siamo nel 2008, si sono presentati in auto blu e lampeggiante dei personaggi che si sono proposti come potenziali soci in affari.
Solo quando mi trovai nello studio del Notaio a Poggibonsi mi accorsi della truffa. Mi rifiutai di firmare ma fui costretto con la forza, a cedere la gestione dei miei alberghi”

Questi malavitosi hanno truffato diversi altri imprenditori, ci può illustrare il modus operandi?

Lino Cauzzi:
“La banda era ben organizzata e da tempo agiva nel Nord Est. Truffatori ed estorsori professionisti che individuavano, “agganciavano” e mettevano la vittima in condizioni di dover cedere i suoi
beni.
Il malcapitato imprenditore veniva costretto a confluire le proprie attività in una GEIE costituita ad hoc dalla quale veniva subito estromesso dalla carica di amministratore unico
attraverso atti falsi (con la complicità del notaio).
Contestualmente si procedeva allo “svuotamento” della holding, modificando la denominazione sociale ed il trasferimento di sede. In genere venivano costituite due nuove società di
capitali, una srl in Italia e una Ltd nell’area di Diritto anglosassone. Gli amministratori unici, di fatto erano dei prestanome, facenti capo al clan malavitoso. La società inglese
acquisiva gli utili, compresi i patrimoni personali degli imprenditori derubati, e quella italiana le perdite, che ovviamente era destinata al fallimento.

E’ stato questo il modo che ha “inghiottito” i miei cinque alberghi.
Il Touring di Desenzano, il Margot di Canneto sull’Oglio e il Peschiera di Peschiera del Garda son ritornati nelle mie mani ma devo ancora lottare per riavere i due mancanti. Nonostante che siano
stati fatti fallire dal Gruppo Catapano (lo ha ammesso il Notaio Sannino – leggi documento del Collegio dei Notai del…) e lo ha stabilito il Tribunale di Padova, non sono ancora riuscito a
riavere La Contea di Marcaria (che presenta danni per oltre un milione di euro) e l’Hermes di Cremona”.

Quali sono le sue speranze di poter avere giustizia?  

Lino Cauzzi:
“Nonostante tutto credo ancora nella Giustizia. Il processo penale dovrebbe essere ormai a buon punto; ora ci concentreremo nelle richieste danni verso coloro che con dolo e/o per incompetenza
hanno infierito sulla mia persona e sui miei beni. I danni subiti ammontano ormai a circa 140 milioni di euro.
I beni sequestrati al Gruppo Catapano sono valutati circa 200 milioni e poi ci sono le richieste danni ai vari professionisti, molti dei quali già condannati penalmente”.

Oggi, 15 novembre 2013, è il suo 71esimo compleanno, tra poco sarà Natale, cosa vorrebbe trovare sotto l’albero?

Lino Cauzzi:
“Non vedo l’ora di poter ottenere un giusto risarcimento per poter saldare i debiti dei creditori meritori e ringraziare coloro che hanno creduto in me e mi stanno aiutando a combattere questa
battaglia. E un po’ di serenità, per me e per le persone vittime di coloro che usano la legge (volutamente scritta con la elle minuscola) come un’arma impropria. Questi malviventi non sono
soltanto truffatori ma dovrebbero essere perseguiti per tentato omicidio e/o istigazione al suicidio. Questi miei 1603 giorni e 1603 notti non li auguro a nessuno, nemmeno a coloro che mi hanno
fatto del male”.

Giuseppe Danielli

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