L’innovazione tecnologica traina il successo dell’alimentare Made in Italy nel mondo
18 Ottobre 2011
Il successo dei prodotti alimentari made in Italy nei mercati internazionali è dovuto anche alla dinamicità dell’industria meccanica per la lavorazione ed il
confezionamento del cibo, un comparto in crescita che fa della costante innovazione tecnologica il suo punto di forza. 4 miliardi di euro di ricavi complessivi, con una quota export superiore
all’80%, leader sui mercati internazionale assieme ai tedeschi, questo comparto ha la sua forza nell’innovazione tecnologica: il 43% delle imprese alimentari italiane, infatti, rinnovano i
macchinari ed investono in packaging e design e ciò si è tradotto, nel periodo 2010-2011, in un aumento del 18% dell’export per le aziende innovatrici.
E’ quanto è emerso oggi dal convegno inaugurale di “Cibus Tec 2011 Technologies & Solutions for the food industry”, la fiera internazionale del settore meccano alimentare che si
tiene presso le Fiere di Parma dal 18 al 21 ottobre.
L’Istat e Cariparma hanno presentato a Cibus Tec la prima indagine census sull’incidenza dell’innovazione tecnologica nel comparto alimentare, da cui risulta che le imprese che hanno innovato
hanno avuto tassi di crescita export tripli rispetto alle imprese che non hanno innovato.
L’innovazione nella filiera alimentare si distribuisce lungo tutta la filiera, dal campo alla logistica passando per il design, ed è rilevante nonostante la prevalenza di PMI. Ben il 36%
delle imprese fa innovazioni di processo con tecnologie di processo e confezionamento come quelle esposte a CIBUS TEC.
“Gli investimenti nell’innovazione hanno aumentato la competitività delle imprese delle imprese dell’industria alimentare – ha spiegato Roberto Monducci Direttore del Dipartimento per i
conti nazionali e le statistiche economiche dell’Istat – perché l’innovazione ha un impatto differenziale positivo sulle performance economiche, dell’occupazione e delle esportazioni
mediamente superiori a quelli registrati dalle imprese non innovatrici nella fase di crescita pre-crisi, tra il 2001 e il 2008, con performance delle esportazioni tre volte superiori a quelle
delle imprese non innovatrici nella fase di ripresa, tra il 2010 e il 2011”.
“L’innovazione dell’alimentare in Italia si fa soprattutto nel day by day e collaborando con l’università – ha spiegato ancora Monducci – oppure in collaborazione con i fornitori di
macchine e impianti”.
La rilevanza dell’innovazione tecnologica è stata sottolineata anche da Federalimentare, l’associazione delle imprese alimentari italiane associata a Confindustria, riferendo che il 2% del
fatturato, pari a quasi 2,5 miliardi di euro l’anno, vengono investiti dalle 32 mila imprese alimentari italiane (che fatturano 124 miliardi l’anno, di cui 21 grazie all’export).
“Non tutti gli italiani si rendono conto di questo valore – ha dichiarato a Cibus Tec la Presidente dei giovani imprenditori di Federalimentare, Annalisa Sassi – di una innovazione che si svolge
non solo nei laboratori, ma lungo tutta la catena produttiva fino al consumatore finale. Nel settore del prosciutto, per fare un esempio, garantire un prodotto fresco nelle vaschette, con la
shelf life raddoppiata, è stata un’innovazione tecnologica grandiosa, tra camere bianche, impianti di confezionamento sterili, atmosfere modificate, materiali plastici barrierati, ed il
consumatore percepisce perfettamente il contenuto qualitativo e di servizio, ovvero avere sempre a disposizione in frigorifero salumi come appena affettati, ma non lo sforzo tecnologico alle
spalle”.
Le nuove soluzioni tecnologiche per l’industria alimentare sono in esposizione alla 72° edizione di Cibus Tec, presenti 700 aziende, tra cui le aziende italiane ed estere leader nel mondo, e
che si prevede verrà visitata da 25 mila operatori.
“Cibus Tec non è solo tecnologia – ha precisato Franco Boni, Presidente di Fiere di Parma – ma anche convegni, seminari e workshop sulle soluzioni di processo innovative. Si tratta di una
delle fiere di settore più antiche e più importanti al mondo, che guarda ai nuovi mercati e ha scelto tra i Paesi Focus di questa edizione: India, Brasile, Russia, Francia,
Germania, Svizzera e Regno Unito”.
A fianco delle imprese, per sostenerle negli investimenti cospicui nell’innovazione e lo sviluppo, si distingue il ruolo della banca Cariparma Crédit Agricole: “Grazie alla presenza del
Gruppo Crédit Agricole, storicamente attivo nel mercato agricolo e agroalimentare – ha dichiarato Carlo Piana, Direttore Centrale Imprese Corporate del Gruppo Cariparma Crédit
Agricole intervenendo al convegno inaugurale – Cariparma dispone di una struttura dedicata che può sostenere le aziende italiane del comparto nei processi di innovazione, non solo
attraverso i mezzi classici di erogazione del credito, ma anche mediante strumenti di accompagnamento allo sviluppo. Per esempio, tramite il veicolo d’investimento CA Agro-Alimentare che ci
consente di entrare nel capitale delle imprese come socio di minoranza ed essere in grado di fornire una consulenza a 360°, in particolare seguendo i processi di crescita e i passaggi
generazionali”.





