L’influenza suina e San Giacomo di Compostela: la Spagna vieta il bacio al santo

L’influenza suina e San Giacomo di Compostela: la Spagna vieta il bacio al santo

San Giacomo, il santo pellegrino di Santiago di Compostela, è uno dei santi più amati in Spagna  e non solo. Ma neanche il suo santuario, ed il rito ad esso collegato,
è potuto sfuggire all’influenza suina. Dal Medioevo, pellegrini da tutta Europa compiono “il cammino di Santiago”, un percorso fisico e spirituale, che si conclude nel santuario iberico,
dove i fedeli baciano la statua del santo.

Oggi questo non è più possibile: essendo considerato un veicolo di trasmissione del virus H1N1, il bacio all’effige sacra è stato vietato. Ma con discrezione, come spiega
José Maria Diaz, il decano della cattedrale: “Non abbiamo affisso avvisi o altro del genere invitiamo al massimo di astenersi dal bacio”.

Tale misura (in vigore anche in un altro santuario iberico, quello della Madonna di Toledo) fa parte di un pacchetto approvato dal Ministero della Sanità di Madrid per contenere una
pandemia che ha già ucciso 12 persone e si espande al ritmo di 10.000 casi alla settimana. Così, in Spagna il bacio, specialmente tra estranei, è diventato un tabù
da sostituire con la più igienica stretta di mano: Trinidad Jimenez, Ministra della Sanità, è stata criticata per aver violato tale regola, baciando un collega
(ironicamente proprio prima di una riunione sul tema dell’influenza A).

Per ora, la reazione degli spagnoli, specialmente dei più religiosi, è stata piuttosto scettica, Essi pensano infatti come il divieto del bacio sia un palliativo inutile, in
quanto il contatto fisico (e quindi il rischio di passarsi il virus) rimane ad esempio durante il segno della pace della messa cattolica.

In ogni caso, la Spagna non è un caso isolato.
In Brasile, per evitare il diffondersi dell’influenza suina i vescovi nei giorni scorsi hanno messo al bando la distribuzione delle ostie e le acquasantiere all’ingresso delle chiese in quattro
stati del Nordest ( Alagoas, Paraiba, Pernambuco e Rio Grande do Norte). In una nota, le autorità ecclesiastiche consigliano inoltre alle persone più fragili di seguire la messa
via TV o radio ed agli ammalati di influenza A di non frequentare le funzioni religiose ed il catechismo. Finora, in Brasile i morti per il virus h1n1 sono 330.

Matteo Clerici

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