Influenza suina: il Laninavir sfida il Tamiflu

Influenza suina: il Laninavir sfida il Tamiflu

Fino ad ora il Tamiflu (nonostante tutti i suoi difetti) era considerato il miglior farmaco nei trattamenti contro l’influenza suina: ora, le cose potrebbero cambiare.

Nuovi test clinici, condotti dall’Imperial College di Londra e descritti dalla rivista “Nature”, mostrano come nella lotta contro il virus H1N1 possa essere usata una nuova sostanza, il
Laninavir.

Il Laninavir, come il Tamiflu nasce come prodotto anti influenza, ma possiede numerosi vantaggi “originali”.
Innanzitutto, i pazienti curati con esso hanno recuperato la salute come quelli curati con il Tamiflu e meno effetti collaterali, il vero grande handicap del vecchio farmaco. Inoltre, è
sufficiente una singola medicazione (effettuata con un inalatore) e ciò rende il composto più facile da immagazzinare. In più, il Laninavir è impiegabile con
profitto anche contro l’influenza aviaria (ed il virus H5N1).

Il dottor John Oxford, virologo specialista del Queen Mary, Università di Londra, descrive i risultati ottenuti come una “piccola rivoluzione” negli obiettivi a lungo termine delle
terapie per l’influenza, arrivati proprio al momento giusto. Ma Oxford sottolinea come dovremmo aspettarci un lungo periodo di pandemia, in quanto la lotta contro di essa “sarà un tiro
alla fune”, lungo e non certo facile.

Il Laninavir è prodotto dalla Biota, compagnia australiana, che aspetta l’autorizzazione per vendere il prodotto sul mercato del Giappone (dove il virus H1N1 sta vivendo una fase di
espansione). Biota sta inoltre cercando un partner commerciale per insediarsi anche in Europa e negli Stati Uniti; al momento, Roche, la compagnia farmaceutica svizzera, sembra il candidato
più probabile.

Matteo Clerici

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