L’Europa dell’agroalimentare (Quaderno 3 di 3 ) – La PAC del futuro: meno burocrazia, più competitività e una nuova sovranità alimentare

L’Europa dell’agroalimentare (Quaderno 3 di 3 ) – La PAC del futuro: meno burocrazia, più competitività e una nuova sovranità alimentare

By Giuseppe

L’Europa è chiamata a ripensare la Politica Agricola Comune per affrontare le nuove sfide globali: sicurezza alimentare, cambiamenti climatici, innovazione, ricambio generazionale e concorrenza internazionale.


Newsfood.com, 27 Luglio 2026


NOTA del Direttore
L’Europa agroalimentare è nata per garantire pace, cibo e stabilità. Oggi deve affrontare sfide completamente diverse: competizione globale, transizione ecologica, innovazione tecnologica e sicurezza degli approvvigionamenti. La risposta non può essere né un ritorno al passato né un’accelerazione indiscriminata della regolamentazione. Servono regole più semplici, controlli efficaci, investimenti nella ricerca e una visione strategica capace di tenere insieme agricoltori, industria, distribuzione e consumatori. In fondo, la vera domanda non è se l’Europa debba cambiare, ma come cambiare per continuare a essere un punto di riferimento mondiale nell’agroalimentare. E questi cambiamenti produrranno nuove figure di agricoltori, sempre meno coi calli alle mani ma sempre più imprenditori succubi della aumentata burocrazie.

“L’Europa non è perfetta. L’Italia nemmeno. Ma l’agroalimentare europeo rappresenta una delle più grandi costruzioni economiche, sociali e culturali del dopoguerra. Criticarlo è doveroso. Conoscerlo, prima ancora, è indispensabile.”
Giuseppe Danielli


Quaderni Newsfood – Europa & Agroalimentare inaugura una nuova collana di approfondimenti dedicata ai grandi temi che hanno segnato e continuano a influenzare il settore agroalimentare europeo.



L’Europa dell’agroalimentare (Quaderno 3 di 3)

La PAC del futuro: meno burocrazia, più competitività e una nuova sovranità alimentareL’Europa è chiamata a ripensare la Politica Agricola Comune per affrontare le nuove sfide globali: sicurezza alimentare, cambiamenti climatici, innovazione, ricambio generazionale e concorrenza internazionale.

 

L’Europa non è più quella del 1962

Quando nacque la PAC, il problema principale era produrre abbastanza cibo.

Oggi il problema è molto diverso.

L’Europa produce alimenti sicuri e di elevata qualità, ma deve confrontarsi con concorrenti che operano con costi inferiori, normative meno severe e dimensioni aziendali molto più grandi.

Nel frattempo il mondo è cambiato.
Sono cambiati i mercati. Sono cambiate le tecnologie. Sono cambiati i consumatori.
È cambiata perfino la geopolitica del cibo.

Competere senza perdere la propria identità

L’agroalimentare europeo non potrà mai competere esclusivamente sul prezzo.

La sua forza resta:

  • qualità;
  • sicurezza;
  • tracciabilità;
  • sostenibilità;
  • denominazioni d’origine;
  • biodiversità;
  • cultura alimentare.

Ma tutto questo rischia di non bastare se la produttività continua a crescere più lentamente rispetto ai principali concorrenti internazionali. L’OCSE Italia osserva infatti che il sistema agroalimentare europeo ha dimostrato resilienza e capacità innovativa, ma la crescita della produttività è stata meno dinamica rispetto ad altri Paesi OCSE, mentre gli obiettivi ambientali sono ancora lontani dall’essere pienamente raggiunti.

La vera parola chiave: competitività

Negli ultimi anni la stessa Commissione europea ha modificato il proprio linguaggio.
Accanto alla sostenibilità compare con sempre maggiore frequenza il concetto di competitività. Non è un caso.

Le recenti strategie europee riconoscono che gli agricoltori devono poter investire, innovare e produrre reddito, anche per garantire la sicurezza alimentare e l’autonomia strategica dell’Unione.

Le sfide del prossimo decennio

La nuova PAC dovrà affrontare contemporaneamente almeno dieci grandi questioni:
ricambio generazionale; cambiamenti climatici; gestione dell’acqua; agricoltura digitale; intelligenza artificiale; robotica; genetica e nuove tecniche di miglioramento vegetale; riduzione della burocrazia; competitività internazionale; sicurezza alimentare.

Nessuna di queste potrà essere affrontata singolarmente.

Il rischio più grande per l’Europa (e l’Italia) agroalimentare

Negli ultimi anni gli agricoltori europei hanno manifestato una crescente preoccupazione.
Non contestano soltanto alcune norme ambientali. Temono soprattutto che l’Europa imponga standard molto elevati ai propri produttori, consentendo nello stesso tempo l’ingresso di prodotti provenienti da Paesi che operano con regole molto meno rigorose.

È il tema della cosiddetta reciprocità delle regole, destinato a diventare uno dei cardini della futura politica agricola.

Una nuova alleanza fra ambiente ed economia

L’errore sarebbe contrapporre sostenibilità e competitività. L’Europa dovrà dimostrare che le due dimensioni possono rafforzarsi a vicenda.
Investire in innovazione significa spesso consumare meno acqua, meno energia, meno fertilizzanti e produrre alimenti migliori.

La sfida consiste nel rendere conveniente ciò che oggi viene percepito soltanto come un obbligo.

Il futuro si giocherà anche fuori dai campi

La competitività non dipenderà soltanto dagli agricoltori.

Serviranno investimenti in:
logistica; ricerca; formazione; digitalizzazione; infrastrutture; export; comunicazione.

Perché il valore aggiunto dell’agroalimentare nasce sempre più lungo tutta la filiera.

L’Europa continuerà a essere una potenza agroalimentare?

Molto probabilmente sì. Ma soltanto se saprà tornare allo spirito originario della PAC:
non produrre norme per le imprese, bensì creare condizioni favorevoli affinché le imprese possano produrre ricchezza, occupazione e sicurezza alimentare.

 


BOX

Come l’Europa vede sé stessa

Nelle strategie ufficiali della Commissione europea ricorrono alcuni concetti fondamentali.

L’Europa dell’Agroalimentare si definisce:

  • garante della sicurezza alimentare;
  • leader mondiale nella qualità degli alimenti;
  • riferimento internazionale per sicurezza e tracciabilità;
  • promotrice della sostenibilità ambientale;
  • tutela della biodiversità;
  • sostegno al reddito degli agricoltori;
  • motore della transizione ecologica;
  • protagonista dell’innovazione agricola;
  • difesa dell’autonomia strategica alimentare.

Secondo la Commissione europea, gli agricoltori sono “la spina dorsale della sicurezza alimentare europea” e il futuro della PAC dovrà garantire contemporaneamente competitività, sostenibilità e redditività delle imprese agricole.

Ma come è vista l’Europa dal resto del mondo?

L’immagine dell’agricoltura europea cambia a seconda dell’osservatore.

Punti di forza riconosciuti

  • standard sanitari tra i più elevati al mondo;
  • prodotti di qualità;
  • DOP e IGP considerate un modello internazionale;
  • forte tutela dei consumatori;
  • capacità scientifica e tecnologica.

Critiche più frequenti

  • eccesso di regolamentazione;
  • lentezza decisionale;
  • costi produttivi elevati;
  • burocrazia complessa;
  • difficoltà nel conciliare sostenibilità e competitività.

L’OCSE, ad esempio, riconosce la resilienza del sistema agroalimentare europeo, ma osserva che la crescita della produttività procede più lentamente rispetto ad altri Paesi avanzati e che i risultati ambientali sono inferiori alle ambizioni dichiarate.

Anche il dibattito internazionale sul commercio evidenzia una tensione costante tra la volontà europea di mantenere standard elevati e la necessità di competere con economie che operano con regole differenti.



 

Dieci domande per la PAC del 2040

  1. Come ridurre la burocrazia senza ridurre i controlli?
  2. Come garantire un reddito dignitoso agli agricoltori?
  3. Come favorire il ricambio generazionale?
  4. Come difendere le produzioni europee dalla concorrenza sleale?
  5. Come utilizzare l’intelligenza artificiale nelle aziende agricole?
  6. Come gestire la crescente scarsità d’acqua?
  7. Come mantenere vive le aree rurali?
  8. Come valorizzare ancora di più le DOP e le IGP?
  9. Come aumentare la produttività senza compromettere ambiente e biodiversità?
  10. Come rafforzare la sovranità alimentare europea in un mondo sempre più instabile?

 

 

L’Unione Europea in numeri (2025-2026)

Indicatore Valore indicativo
Stati membri 27
Popolazione circa 450 milioni di abitanti
Superficie 4,23 milioni di km²
PIL complessivo oltre 17.000 miliardi di euro
Peso sul commercio mondiale circa il 14%
Bilancio UE 2025 circa 200 miliardi di euro
Quota destinata ad agricoltura e sviluppo rurale (PAC) circa il 30% del bilancio UE
Aziende agricole circa 9 milioni
Occupati nella filiera agroalimentare circa 30 milioni di persone
Superficie agricola utilizzata (SAU) circa 157 milioni di ettari
Valore della produzione agricola oltre 560 miliardi di euro
Export agroalimentare UE oltre 230 miliardi di euro/anno
Import agroalimentare UE circa 170 miliardi di euro/anno
Prodotti DOP, IGP e STG registrati oltre 3.600
Primo produttore agricolo europeo Francia (volumi)
Primo Paese UE per valore aggiunto agricolo Italia
Primo esportatore agroalimentare UE Paesi Bassi

Da sapere

  • L’Unione Europea rappresenta meno del 6% della popolazione mondiale, ma continua a essere una delle maggiori potenze agroalimentari del pianeta.
  • È il primo mercato unico al mondo per gli alimenti e dispone del sistema di sicurezza alimentare più avanzato e controllato.
  • La Politica Agricola Comune (PAC) rimane una delle politiche storiche dell’Unione, anche se oggi assorbe una quota del bilancio molto inferiore rispetto agli anni Settanta, quando superava il 70%.
  • Oltre il 70% del territorio europeo è costituito da aree rurali, dove vive circa il 30% della popolazione: un dato che spiega perché l’agricoltura continui ad avere un ruolo strategico non solo economico, ma anche ambientale e sociale.

Citazione delle fonti
pastedGraphic.png
OECD
Policies for the Future of Farming and Food in the European Union | OECD
9 ottobre 2023


Collana Quaderni Newsfood – Europa & Agroalimentare – A cura della redazione di Newsfood con il contributo di autorevoli collaboratori e il supporto delle più avanzate tecnologie di ricerca e analisi delle informazioni.


© Riproduzione Riservata

Copyright:

Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
Siamo ciò che nutre  i nostri sensi
Fondata nel 2001, on line dal 2005,
testata giornalistica dal 2010

Direttore Giuseppe Danielli
Redazione Contatti

 

 

 

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD