Lettera aperta libera propositiva e costruttiva all’attuale Governo in tempo di pandemia covid19

Lettera aperta libera propositiva e costruttiva all’attuale Governo in tempo di pandemia covid19

Lettera aperta, libera, propositiva e costruttiva all’attuale Governo e a chi ha il potere di mettere in atto soluzioni, in tempo di pandemia covid19

 

Nota del direttore:
Mi sorge un dubbio… siamo sicuri che l’Italia sia ancora uno Stato Sovrano? Siamo sicuri che quello che sta succedendo non sia altro che una delle ultime fasi di conquista del nostro Bel Paese?
… una invasione silente iniziata da pochi decenni, una serie di innocenti “acquisizioni” di brand prestigiosi tricolori, di attività commerciali, di attività culturali… (a suon di soldoni e/o di rapine legalizzate) per cercare di insediarsi da padroni nel Paese più bello del mondo e magari prendersi anche la nostra Anima, la Italianità! … è una guerra sottile, senza armi convenzionali, senza spargimento di sangue ma il conto delle vittime sarà un vero e proprio olocaustro… per gli Italiani, ormai destinati a fare la fine degli Indiani d’America scacciati dalle loro terre dal cavallo d’acciao.

Il testo di Giampietro Comolli non è altro che un urlo disperato, a nome anche di tutti gli Italiani che contano ormai tanto quanto il due da picche…

Giuseppe Danielli
direttore e fondatore Newsfood.com- Nutrimento&nutriMENTE

Giampietro Comolli

Sinceramente, con il cuore in mano, sono deluso e fortemente allibito di fronte alle scelte, ai tempi, ai modi in cui si è affrontato e si sta affrontando il più grave problema della storia recente che vede coinvolti tutti i continenti, come in un regolamento di conti mondiale. Non posso neanche pensare che tutti gli errori, mancanze, perdite di tempo, scelte siano dovute solo a inesperienza, non conoscenza della vita reale, situazione vera dell’intero paese.

Qui si va ben oltre, con danni irreparabile per almeno due prossime generazioni, la mia e quella delle mie figlie. Lasciamo un buco nero mastodontico, un paese sull’orlo del fallimento, la 7^ o 8^ potenza mondiale su 200 Pesi! E’ inconcepibile. Forse insufficienza di fondi, già un debito astronomico pubblico (non privato), una sanità arretrata basata su teorie e piani vecchi guidata da figure statiche, una grave situazione di liquidità ed economia “da precari” per 7 persone su 10 italiani.

Eccetto gli eletti…  3,5 milioni di dipendenti pubblici che da marzo non hanno perso un tollino, anzi fatto vacanze lunghe e goduto delle spiagge sarde, campane, siciliane, abruzzesi, pugliesi.

Non entro nel merito di numeri e di danni materiali arrecati cui aggiungere quelli post Dpcm ultimo: notizie vere e false circolano sui media. Vorrei capire cosa è mancato, cosa non è stato fatto, cosa hanno pensato presidenti e commissari, i vertici altissimi dello Stato quando è successo il lockdown di marzo 2020.

Forse che non sarebbe più successo nulla? Che tutto sarebbe andato in vacanza? Che le scuole non si sarebbero più riaperte? Che i trasporti pubblici non ci sarebbero più stati? Che continuare con l’assistenzialismo e i regali si sarebbe potuto far fronte a mancanza di fatturati in settori, come quello enogastronomico e turistico? Settori che in 12 mesi fanno ben oltre il 20% del Pil nazionale (tre mesi di lockdown vuol dire 85-90 mld/euro persi).

E’ mai possibile che quando si parla di solidarietà, sussidiarietà, solidalismo, comunione, resilienza… i dipendenti privati, i precari, i giovani, i pensionati sono sempre quelli che contano tanto come il due da picche mentre  gli “eletti” fanno la parte dell’asso piglia tutto?

Convinti che tre o sei mesi di cassa integrazione risolva la vita delle famiglie e delle persone? Dove è finito il paese del liberalismo sociale e della socialità condivisa che tutti esaltano, soprattutto chi oggi è al Governo? C’è qualcuno che pensa che “statalizzando” tutto si risolva la questione. Vedi i 18 mld/euro già buttati in Alitalia negli ultimi 20 anni: risolto il problema?

Chi decide queste cose sa che la macchina pubblica, nota per i suoi eccessi burocratici per autoreferenza e auto sostegno e autosopravvivenza, costa 830-850 mld/euro l’anno?

Ripeto basta numeri, sono da capogiro, da incazzatura forte.

Io spererei una cosa sola a questo punto, visto che purtroppo andare a votare vuol dire delegare e in una Repubblica parlamentare non è il cittadino elettore che decide, ma il delegato protempore: spero che si facciano tutte-tutte quelle Riforme che questo Paese ha assolutamente bisogno.

Chiedo che le due generazioni nate fra il 1945-1970 portino a termine almeno “La Riforma” democratica, civile, sociale, liberale, comunitaria di questo Paese non tanto composto da una preminente popolazione anziana, quanto piuttosto di strutture mentali e materiali vecchie e attaccate al vecchio.

Non chiedo redditi di salvataggio, di cittadinanza, quote 100 o 102, prebende, concorsi pubblici nella scuola ad personam, incollature alle sedie di lavoro e in parlamento, sgommate sullo statuto dei lavoratori, liberalizzazione delle droghe, travisature delle sante parole di Papa Francesco, contratti a tempo indeterminato per tutti… chiedo solo riforme sociali e liberali.

Scopro che non esiste ancora oggi per certe categorie di lavoratori -come gli artisti- nessun tipo di registro, di ordine, di tutela… quando in altri paesi europei, molto meno artistici del mio,  ci sono fior fior di garanzie e paracadute cum grano salis!

Non mi turba psicologicamente e mentalmente non uscire di casa o, se mi tolgono il mio tempo libero, a cazzeggiare fuori casa (c’è sempre un libro finalmente), mi dà fastidio come contribuente dello Stato non vedere controlli, vigili urbani in giro h24, non vedo multe esemplari (se non per divieto eppure bisognava prima di tutto imprimere una prevenzione di questo tipo.

Non si può chiedere, caro Governo 5S-PD e altri, che a pagare sia qualcuno e non tutti. Credo anche che una patrimoniale intelligente sia da mettere in campo, che certe imprese virtuali debbano pagare tasse con aliquote uguali ad altre e nei paesi dove fanno ricavi e reddito, che il tetto minimo di reddito isee o di famiglia debba esistere per tutte le categorie non solo per i meno abbienti, che il recupero della evasione fiscale sia il primo vero Recovery Fund di questo paese compreso il blocco del riciclaggio di denaro sporco e attività illecite, guidate da nulla tenenti.

Possibile che in certi paesi democratici del mondo non ti permettono di prendere un aereo se non hai pagato tutte le tasse che devi pagare? E’ più facile trovare scappatoie in un guazzabuglio di 1000 leggi e leggine oppure in 100 leggi vere, nette, precise e con “il” responsabile in solido dei controlli? Come può l’Inps con una circolare interpretare o modificare un Dpcm e chiedere l’uso della cassa integrazione a settimane alterne: fermiamo la filiera e la catena del lavoro in base al burocrate di turno?

Non voglio essere Cassandra, ma almeno stimolare chi ci Governa a non rincorrere soluzioni estemporanee che hanno più il sapore della caccia ai voti o di patente ai sindaci di partito, bensì a pensare che forse il 24 novembre 2020 ci troveremo circa 500.000 disoccupati in più nel settore dell’Horeca e senza altre misure più concrete saranno altri 500.000 al 31 dicembre di quest’anno.

Al di là dei presunti 300 mild/euro che arriveranno in 24 mesi dall’Europa, che cosa si intende fare come prevenzione, come strutturazione, come difesa dei fondamentali dell’economia? Il Governo ha imposto spese di “adeguamento” ai pubblici esercizi non rimborsati, ed ora chiude alle 18: nell’horeca il 70% del fatturato soprattutto invernale è dalle 18 in poi. Chi è il genio consulente tecnico che ha scoperto questo orario fatidico?

Credo anche che la prevenzione vera dovesse essere fatta quando il Covid19 era calato, cioè da giugno ad agosto, come hanno fatto certi paesi vietando e scaglionando ferie vacanze, invece di consentire assembramenti su traghetti, navi, treni.

Anche questa è una Riforma che necessita a questo Paese: concentrare le ferie non è come concentrare le imprese o concentrare i capitali!  Prima di tutto la salute di tutti, l’impegno sociale è fondamentale, ma il senatore Bersani non può dire, dopo che è stato un politico per 50 anni, che tutti i ristoratori sono evasori fiscali: forse è vero? Ma cosa ha fatto per sistemare la questione: le lenzuolate che dovevano abbassare tutte le tariffe?

Ebbene, oggi, il costo del consumo di luce, acqua, gas, metano in qualunque bolletta di qualsiasi italiano non arriva mai al 50% del totale della fattura!!

Il viceministro dell’economia, è giusto che consigli di cambiare lavoro se quel lavoro è ipotizzato trasmettitore involontario asintomatico di un virus? Da che pulpito poi dare del pigro al lavoratore che non cambia datore di lavoro da parte del presidente dell’Inps. Queste sono cose che un onesto cittadino che rispetta tutti i Dpcm di questo mondo, paga le tasse, mette la mascherina… non vuol proprio sentire dire: scarichi barile da rispedire ai mittenti con nome e cognome.

 

Giampietro Comolli,
66 anni compiuti,
non ancora in pensione

 

Immagine di copertina: elaborazione grafica di Newsfood.com

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