Lettera aperta a Gesù Bambino: il Santo Natale è in pericolo e Babbo Natale?

Lettera aperta a Gesù Bambino: il Santo Natale è in pericolo e Babbo Natale?

By Redazione

Newsfood.com
Pubblichiamo questa lettera  indirizzata a Gesù Bambino in quanto la sua email ha già la casella di posta elettronica intasata dalle proteste.
Siamo preoccupati per Gesù Bambino ed anche per  Babbo Natale. Le sue renne “europee” rischiano di essere
sostituite da un tappeto volante, musulmano. Che fine faranno? Le renne andranno al macello!

Giuseppe Danielli
Caro Gesù Bambino,
leggiamo, non senza stupore, la notizia riportata da tutti i mezzi di comunicazione, che ci ha segnalato il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali (ed ora anche di difesa delle radici
culturali e rurali  tipiche delle genti autoctone, non solo padane, non solo italiane ma ormai europee).

Inizio messaggio inoltrato:
Da: Luca Zaia
Data: 12 dicembre 2009 11:49:58 GMT+01:00
Oggetto: BASTA CON L’HARAKIRI CULTURALE, IL NATALE VA FESTEGGIATO

Un insegnante di una scuola elementare di Cremona frequentata da bambini di diverse nazionalità ha deciso di sostituire le celebrazioni per il Natale con la cosiddetta ‘Festa delle
luci’.
Un altro harakiri culturale perpetrato da un finto educatore sulla pelle dei nostri bambini.
Sarebbe il caso, oltre alla dovuta solidarietà a Gesù, Giuseppe e Maria, di dare tutto l’appoggio possibile ai bambini vittime di queste capriole buoniste.
È assurdo che si decida di cancellare una festività come il Natale in nome di un principio di inclusione che ha il sapore di una ipocrisia politicamente corretta.
C’è chi, evidentemente amando poco la storia e le tradizioni che definiscono la nostra identità, vuole eliminarne i simboli più forti e persino i nomi, sostituendoli con
espressioni edulcorate e false come ‘festa delle luci’.
A questo istinto di autodistruzione ci ribelliamo.
Il Natale va festeggiato e va chiamato Natale, perché momento centrale della eredità cristiana in cui è radicata la nostra cultura.
Dopo la proposta di schiodare i crocifissi dalle aule, ora l’idea di eliminare il Natale.
Si vuole forse annullare la propria identità e sensibilità per non urtare quella degli altri? Sono proprio queste iniziative buoniste e ipocrite, figlie di una cultura politica
decadente, che ghettizzano le varie realtà culturali che esistono oggi nel nostro Paese.
I musulmani non si sognerebbero mai, giustamente, di rinunciare alle proprie celebrazioni e ai propri riti per paura di dare fastidio a noi.
Senza contare che proprio nel Corano, la Madonna e Gesù Cristo sono ampiamente citati.
Bisogna celebrare il Natale, con i suoi simboli, e insegnare ai nostri figli cosa esso significhi.
Le feste posticce dai nomi neutri, segno dell’omologazione e della paura, lasciamole ad altri,
Luca Zaia
 

Caro Gesù Bambino,
è proprio perchè rispettiamo gli altri che PRETENDIAMO che siano rispettati i nostri diritti.
Non ce la prendiamo con chi crede in Allah ma con chi lascia che un mastro elementare (vogliamo pensare che la sua sia soltanto buona intenzione e volontà a far partecipi della NOSTRA
FESTA  anche i bimbi non cattolici) ….ma l’ignoranza, la stupidità ed il buonismo  a volte, come in questo caso,  possono causare danni irreparabili.
Ci chiediamo: la legge permette questo? Non ci rendiamo conto che si sta mettendo in discussione tutta una cultura ultra millenaria?
Per non “urtarci” l’un l’altro dovremo istituire una festa unica mondiale? ….cancellando tutte le altre? Oltre a dover mangiare tutti lo stesso “rancio” che ci propinerà “un grande
vecchio Multinazionale unico mondiale” ….dovremo festeggiare a comando? Una solo volta all’anno, alla stessa ora, magari collegandoci in Video-Conferenza via Internet?
Ogni popolo ha il diritto/dovere di salvaguardare le proprie radici.
In nome tuo, ci rivolgiamo ai potenti:
per favore…lasciateci il nostro Cristo in Croce e lasciamo che Gesù Bambino possa portare i suoi doni nella Notte del Santo Natale.
Buon Natale
(chissà per quanto tempo potremo ancora dirlo alla luce del sole, prima di doverci nascondere nuovamente nelle catacombe).

Festeggiamo il Natale con un buon pranzo a base di prodotti rigorosamente della nostra terra e terminiamo con un buon Panettone e brindiamo con lo spumante italiano.
Giuseppe Danielli Newsfood.com
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