Letizia Moratti indagata per gli “incarichi d'oro”

By Redazione

Il sindaco di Milano Letizia Moratti è indagata per abuso d’ufficio nell’ambito della nuova inchiesta condotta dal Pm Alfredo Robledo su alcuni incarichi assegnati a consulenti esterni,
l’indagine, in particolare, riguarda l’assegnazione, da parte della Giunta di Milano, di “incarichi d’oro”, per cui tra l’altro, secondo Robledo alcuni dirigenti avrebbero costretto dipendenti
al pensionamento in modo da rendere disponibili alcuni incarichi.

Oltre al sindaco Moratti, nella lista degli indagati compaiono altre 4 persone: si tratta dell’ex sindaco e direttore generale Comunale Giampiero Borghini (accusato di corruzione, abuso
d’ufficio e truffa aggravata), del vice direttore generale Comunale Rita Amabile (accusata di concussione), dell’ex direttore centrale delle Risorse umane Federico Bordogna (anch’esso accusato
di concussione) e del capo di Gabinetto Alberto Bonetti Baroggi (accusato di truffa aggravata).
La denuncia è partita dietro segnalazione di Basilio Rizzo (Lista Fo), che ha dichiarato ad Affaritaliani.it: «Valuterò assieme a tutti i miei colleghi
dell’opposizione quale atteggiamento assumere. Dico però che Milano non merita di avere un sindaco che non sia più che al di sopra di ogni sospetto».
Al momento la Guardia di Finanza sta eseguendo le perquisizioni nei locali del Comune di Milano ed arrivano i primi commenti dal mondo politico.
Il vice commissario milanese di Forza Italia, Maurizio Lupi, ha risposto alle domande dei cronisti di Affaritaliani.it manifestando la propria solidarietà alla Moratti e dicendosi
preoccupato per la tendenza ad «utilizzare la magistratura come strumento di confronto politico«: «Innanzitutto esprimo totale solidarietà al sindaco. Chiunque ha fatto
l’amministratore e fa l’amministratore sa che i cittadini chiedono ad un sindaco di amministrare bene la propria città. Letizia sta svolgendo questo ruolo in coerenza con quello che le
è stato chiesto. Cosa che sta facendo nella scelta dei propri collaboratori e della macchina amministrativa».
«Sono preoccupato – ha aggiunto Lupi – che la magistratura diventi uno strumento del confronto politico. La cosa nasce da una denuncia giusta dell’opposizione che rientra nella dialettica
politica. Sono convinto che la magistratura farà il suo dovere, mi auguro che non si utilizzi come sempre nell’ambito di un confronto politico un terzo potere che deve rimanere
estraneo».

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