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Legge regione Lombardia su scuola e formazione

By Redazione

Dopo la decisione assunta dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge della regione Lombardia
su scuola e formazione, Forza Italia ha presentato giovedì 4 ottobre 2007 una interpellanza urgente di Valentina Aprea firmata dai parlamentari azzurri. Te la proponiamo?.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:
su richiesta del ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, nella seduta di venerdì 28 settembre 2007, il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare la legge regionale
della Lombardia n. 19 del 6 agosto 2007, davanti alla Corte costituzionale;
nonostante la legge regionale n. 19 del 2007 rientri nelle competenze che la Costituzione affida alle Regioni in materia di Istruzione e di Istruzione e Formazione professionale, si apprende,
da fonte giornalistica, che la più forte contestazione espressa dal Governo riguarderebbe l’aver legiferato, da parte di Regione Lombardia, in assenza della definizione dei livelli
essenziali delle prestazioni che competono allo Stato;
l’assenza di tali atti da parte dello Stato non può essere un limite all’azione legislativa regionale, né il ritardo nell’emanazione degli atti statali può essere
utilizzato per impedire alle Regioni l’esercizio delle proprie competenze costituzionali e la legge regionale è comunque rispettosa dei livelli essenziali delle prestazioni,
poiché ne richiama esplicitamente il rispetto;

la legge regionale n. 19 è frutto di un lungo lavoro di confronto che ha coinvolto le parti sociali, datoriali, gli enti locali, le espressioni del mondo della scuola e della formazione
(associazioni docenti, dirigenti scolastici, genitori, enti di formazione), e finanche gli Uffici periferici del Ministero della pubblica istruzione, alla fine del quale si è registrato
un ampio consenso, ad esclusione della sola Cgil e di alcune espressioni leoncavalline;
la legge n. 19 è stata approvata dal Consiglio regionale con una maggioranza trasversale, che ha visto convergere, attraverso un voto di astensione, i partiti dell’Ulivo verso le
posizioni di tutta la Casa delle Libertà;
la volontà del Governo di impugnare la legge regionale n. 19 del 2007 crea un pericoloso vulnus nel mondo della formazione così ricco di esperienze di successo come in Lombardia,
e mette a repentaglio la possibilità di rispondere più puntualmente ai bisogni urgenti di quel territorio, mortificando, per l’ennesima volta le naturali esigenze del nord a tutto
vantaggio di politiche centralistiche -:
quali ragioni abbiano spinto il Governo a procedere in tal senso, considerato che nel testo della suddetta legge regionale non si ravvisano elementi di incostituzionalità.

«Aprea, Lupi, Bernardo, Berruti, Bocciardo, Casero, Catone, Colucci, Craxi, Gregorio Fontana, Gelmini, Jannone, Moroni, Palmieri, Paroli, Pecorella, Ravetto, Rivolta, Romani, Romele,
Testoni, Uggè, Valducci, Verro, Airaghi, Armani, De Corato, Frassinetti, Gamba, Garnero Santanchè, Ronchi, Saglia, Rosso, Zanetta, Sanza, Fallica, Galli, Ponzo, Baiamonte,
Prestigiacomo, Mondello, Giudice, Carlucci, Mazzocchi, Ricevuto, Picchi, Vitali, Santelli, Della Vedova, Licastro Scardino, Gardini, Pelino, Carfagna, Biancofiore, Ceccacci Rubino, Gianfranco
Conte, Palumbo, Gioacchino Alfano, Giro, Bondi, Osvaldo Napoli».

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