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Diritto allo studio, più risorse con la riforma del sistema

By Redazione

Firenze, 9 Ottobre 2007 – «Aumentare le opportunità di accesso e prosecuzione degli studi, estendendo a quanti più studenti possibile agevolazioni ed incentivi, con
l’obiettivo di eliminare davvero tutti gli ostacoli che impediscono ai più meritevoli di avere successo negli studi.

Sono queste le linee che guidano l’impegno della Regione per il diritto allo studio, un impegno che è sempre più rivolto all’obiettivo di potenziare adeguatamente l’investimento
nelle risorse umane, piuttosto che alla semplice erogazione di un servizio».

Così l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha spiegato come la Regione si muove nel campo del diritto allo studio nel corso di un incontro promosso a Pisa
dall’Anci Nazionale sul tema dei servizi agli studenti nelle città universitarie.

Un tema importante, spiega Simoncini, che ha visto raggiungere negli ultimi anni notevoli traguardi, a fronte di interventi massicci sia sul fronte degli alloggi, che su quello delle borse di
studio. Per fare fronte all’emergenza casa, ma non solo a quella, sono stati stanziati dal 2000 ad oggi circa 140 milioni di euro, che hanno permesso di raggiungere nei tre atenei quota 3.657
posti letto. Un numero imponente, che fa della Toscana la prima regione a livello nazionale nel rapporto fra numero di studenti iscritti e posti letto. Ma che ancora non basta perché la
domanda è in crescita. In Toscana, infatti, su circa 130 mila iscritti all’Università, sono oltre 35 mila gli studenti provenienti da fuori regione e dall’estero e gli idonei
(cioè coloro che hanno fatto domanda per un alloggio avendone i requisiti), sono circa 7 mila. Ma i numero del diritto allo studio non finiscono qui. A questi si devono aggiungere anche
le 12061 borse di studio erogate ad altrettanti studenti, che costituiscono la totalità di coloro che sono risultati idonei. Ci sono poi 2500 studenti che usufruiscono di contributi per
l’affitto e i 3 milioni e 650 mila pasti erogati dalle mense universitarie, per un totale di oltre 80 mila studenti. Ci sono poi i prestiti agevolati e d’onore, i sussidi straordinari e gli
esoneri dalla tassa regionale.

«E’ per far fronte di più e meglio a tutti questi impegni – spiega l’assessore – che si sta pensando di incrementare le risorse a disposizione per il diritto allo studio anche
attraverso una sinergia fra enti locali, università e privati».
Quanto alle borse di studio, è ormai consolidata da anni l’assegnazione al 100% degli eventi diritto. Oggi come oggi l’erogazione di borse di studi e alloggi in Toscana è pari al
9% del totale nazionale, a fronte di una quota di iscritti che è il 7% di tutta la popolazione universitaria.
«Anche in questo caso non ci accontentiamo – prosegue Simoncini – perché vorremmo che la fascia di studenti interessata alle agevolazioni economiche si allargasse ulteriormente,
anche al di là di quelli che sono i tradizionali parametri per l’accesso al diritto allo studio».
In questa stessa direzione va anche la proposta di legge cui si sta lavorando per riorganizzare la macchina amministrativa del diritto allo studio. Una prima bozza della riforma sarà
discussa nella prossima seduta di giunta e porterà all’accorpamento delle tre aziende per il diritto allo studio, con una forte riduzione dei costi, riducendo da tre a uno i consigli di
amministrazione e le relative strutture dirigenziali. In previsione di questa razionalizzazione la giunta ha approvato una delibera che nega alle tre aziende la facoltà di attribuire
nuovi incarichi dirigenziali e di assumere atti che ostacolino il processo di accorpamento. La razionalizzazione sarà comunque attenta a mantenere inalterate ed anzi ad ampliare le forme
di partecipazione degli studenti all’attività di indirizzo e controllo sull’azienda».

Barbara Cremoncini

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