Legge Commercio, nota della Regione Lombardia

Lombardia – «La salvaguardia delle domeniche (e delle feste in generale) e del diritto al riposo settimanale è un tema ben presente nella recente legge sul commercio che il
Consiglio regionale ha varato, non è vero infatti che le nuove norme, come pure è stato detto, sacrifichino domeniche e feste comandate sull’altare del consumo e del lavoro, al
contrario, cercano di preservarle il più possibile».

E’ quanto si legge in una Nota della Regione Lombardia, in riferimento alle perplessità espresse in questi giorni sulla nuova legge regionale sul commercio.
«Raccogliendo le richieste e le istanze degli esercenti e dei loro rappresentanti – prosegue la Nota – la legge consente, e certamente non impone, un certo numero di aperture festive
introducendo limiti più ristretti di quelli posti dalle norme nazionali (decreto Bersani) e di quelli normalmente vigenti nella grande maggioranza delle altre regioni
italiane».
«Il decreto Bersani – si legge ancora nella Nota – consente ad esempio nei comuni turistici l’apertura fino a 52 domeniche all’anno. La legge lombarda ha ridotto il numero dei comuni
turistici da 433 a meno di 200 (su 1546 comuni). Quanto agli outlet, mentre prima potevano restare aperti 52 domeniche all’anno, ora possono aprire i battenti solo per 21 domeniche (o 31 se
richiesto dal Comune interessato ma solo con l’accordo delle organizzazioni di categoria). Per quanto riguarda il periodo natalizio, fino a ieri i negozi potevano restare aperti sia nel giorno
di Natale sia in quello di Santo Stefano, mentre da oggi, per esplicita richiesta dei commercianti, solo il mattino di Natale. In più, niente vendita di pane fresco la domenica mattina
per garantire il riposo festivo a una categoria di lavoratori impegnata su turni e orari gravosi».

«Per i supermercati – aggiunge la Nota – la possibilità di apertura domenicale passa da 8 a 17 durante l’anno, oltre alle 4 o 5 domeniche di dicembre. Con la normativa Bersani,
oltre 100 Grandi Strutture potevano aprire fino a 52 domeniche mentre ora saranno meno di 40 quelle che lo potranno fare. Quanto ai piccoli negozi, essi stessi hanno chiesto la
possibilità di poter scegliere loro le domeniche di apertura (dunque su tutto l’arco dell’anno) e le valuteranno liberamente in relazione all’esigenza di reggere la concorrenza dei
centri commerciali vicini».
«La legge – conclude la Nota – cerca dunque di rispondere con equilibrio alle esigenze dei cittadini consumatori, a quelle espresse dai commercianti, offrendo delle limitate
opportunità, e non certo degli obblighi, riguardo alle domeniche. La massima attenzione viene riservata alla persona e alle sue esigenze, secondo la cultura che contraddistingue la
politica di Regione Lombardia in tutti i campi».

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