Veneto: bozza legge commercio
12 Dicembre 2007
Veneto, 11 Dicembre 2007 – «Sino ad oggi Zanon e Cortelazzo sono stati alleati informati e silenziosi. Li consiglierei di non farsi contagiare da frenesie partitiche nazionali
estranee al Veneto, dove si lavora con tutte le categorie, non sempre essendo d’accordo come nel caso dell’Ascom, per il bene del Veneto».
Così l’Assessore regionale alle Politiche Economiche con delega al Commercio Fabio Gava commenta la presa di posizione dei Consiglieri regionali Zanon e Cortelazzo sulla polemica
lanciata giorni addietro dall’Ascom contro lo stesso Assessore sulla bozza di nuova legge sul commercio in fase di definizione. «Spiace dover osservare – dice Gava – che alleati che sono
stati puntualmente informati e coinvolti in tutti i passaggi di confronto sin qui attuati, e che in quella fase non mi hanno esplicitato perplessità alcuna, anzi incitandomi ad andare
avanti, se ne escano adesso con queste critiche, evidentemente generate da un atteggiamento di appiattimento nei confronti di una categoria, che attribuisco al desiderio di accaparrarsi qualche
consenso in più, facile da ottenere in una fase di divergenza di opinioni come questa. Sostenere che si stia cercando di imporre un provvedimento dall’alto senza nessuna consultazione
è negare la verità di mesi e mesi di consultazioni e incontri, sino a quello del 3 dicembre scorso quando concordammo altri 15 giorni perché Ascom potesse avanzare nuove
proposte e richieste di modifica».
«E’ un comportamento poco corretto – aggiunge Gava – sia sul piano politico che su quello umano: politicamente perché se avevano delle perplessità avrebbero dovuto e potuto
esprimerle nei momenti e nelle sedi opportune; umanamente perché io degli amici e colleghi tendo sempre a fidarmi, qualche volta, come in questo caso, sbagliandomi». «E’
anche assurdo nel merito – continua Gava – sostenere che la proposta sia un passepartout per la grande distribuzione, che il censimento condotto dall’Università Cà Foscari
dimostra non essere la responsabile delle asserite difficoltà dei piccoli negozi».





