Commercio, Nuova legge Veneta: Gava diffida l'Ascom

By Redazione

Veneto, 7 Dicembre 2007 – I legali dell’Assessore regionale alle Politiche Economiche con delega al Commercio Fabio Gava stanno predisponendo una diffida all’Ascom Veneto ad interrompere
la pubblicazione a mezzo stampa, internet, televisione, o volantinaggio, con riserva di azione civile di risarcimento, i contenuti delle pagine pubblicitarie fatte pubblicare ieri per attaccare
i contenuti della proposta di nuova legge regionale sul commercio.

Lo ha reso noto oggi lo stesso Gava, nel corso di una conferenza stampa convocata per rispondere nel merito alle accuse rivoltegli dalla Confcommercio Ascom Veneto. «Siamo di fronte ad un
comportamento inqualificabile, sia sul piano personale che su quello istituzionale – ha detto Gava – con la diffusione di elementi non veritieri e un attacco alla persona di cui non ho memoria
in tanti anni di attività politica e amministrativa. Di tutto mi si può accusare, tranne che di non aver avuto la massima onestà intellettuale nell’affrontare questa
complessa riforma – ha aggiunto – e di non esser stato più che disponibile a incontri e confronti che durano da tempo, l’ultimo dei quali, il 3 dicembre scorso, si è concluso con
la richiesta di Ascom, subito da me acconsentita, di altri 15 giorni di tempo per presentare ulteriori segnalazioni e richieste di modifica del testo (dopo le molte già accolte). Il 3
dicembre ci lasciamo con quest’accordo e il 6 dicembre mi trovo paginate a pagamento di accuse sui giornali – ha proseguito Gava. Mi sembra di sognare!».

Sul futuro del provvedimento, Gava ha precisato: «ora mi confronterò con il Presidente Galan, che ringrazio per il suo attestato di stima, e valuteremo se portarlo direttamente in
Giunta o attendere comunque l’arrivo dell’annunciato documento dell’Ascom». Più in generale, Gava ha sottolineato che «la nostra proposta ha tenuto conto delle esigenze, a
volte contrapposte, sul tappeto, facendo sintesi punto per punto delle diverse istanze, e tenendo sempre come criterio informatore gli interessi dei consumatori. Non è vero che
riempiremo di cemento e grandi centri commerciali il Veneto; i dati che abbiamo utilizzato sono inconfutabili perché frutto di un vero e proprio censimento e del lavoro dei massimi
esperti universitari a cominciare dal Professor Ferruccio Bresolin. Non è vero che i piccoli esercizi sono affossati dalla grande distribuzione, perché i dati parlano chiaro: dove
c’è grande distribuzione, anche i piccoli crescono, mentre calano laddove cresce la media distribuzione, che non è competenza della Regione, ma degli Enti Locali. Non è
vero che gli outlet possano aprire a discrezione. L’aumento delle aperture festive è limitato (passano da 8 a 12) e risponde alle esigenze emerse dai consumatori». Poi Gava
è entrato, punto per punto, nel merito delle accuse lanciate dall’Ascom. Eccone la sintesi.

Sull’erroneità dei dati sui quali si fonda il documento di programmazione commerciale: Il disegno di legge si fonda su un’analisi condotta da un gruppo interdisciplinare di lavoro,
composto da rappresentanti di diverse strutture regionali e da docenti presso l’Università degli Studi «Ca’ Foscari» di Venezia e l’Università degli Studi di Padova,
particolarmente qualificati nel campo delle Scienze Economiche e della Statistica. Tale gruppo, con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Economiche dell’ateneo veneziano, ha condotto
un monitoraggio su tutti i Comuni del Veneto per conoscere il numero complessivo degli esercizi commerciali e delle loro superfici di vendita nel territorio regionale: il monitoraggio,
aggiornato a dicembre 2007, sarà messo a disposizione di Confcommercio e delle altre associazioni di categoria. Il monitoraggio è stato condotto sull’attuale classificazione delle
tipologie di struttura di vendita previste dalla vigente legge regionale in materia di commercio (legge regionale 13 agosto 2004, n.15 e successive modificazioni e integrazioni). I dati
ottenuti risultano, pertanto, assolutamente veritieri.
Sulla previsione di mq 355.000 da assegnare alla grande distribuzione: Il disegno di legge concerne, per la prima volta, una programmazione regionale delle grandi strutture di vendita di tipo
qualitativo oltre che quantitativo, considerata l’accertata inadeguatezza di una programmazione esclusivamente quantitativa ad assicurare lo sviluppo della rete distributiva, anche in termini
di efficienza, nell’ottica della tutela del consumatore.
La programmazione si articola in tre forme:

a) la programmazione ordinaria, volta allo sviluppo della rete esistente: in termini di superfici di vendita sono previsti circa 155.000 mq in sei anni (a differenza dell’attuale fase di
programmazione, in cui sono stati previsti circa 113.000 mq. nel periodo 2004-2007); si tratta di uno scenario di sviluppo «controllato», o per meglio dire, di sostanziale
«blocco» alla crescita della rete distributiva delle grandi strutture di vendita;
b) La programmazione negoziata e la programmazione strategica, per le quali sono previsti 200.000 mq circa in sei anni e che rispondono entrambe a particolari finalità di interesse
pubblico, ispirate a criteri di innovazione, qualità e riuso del territorio.

L’analisi condotta dal gruppo di lavoro ha portato alla conclusione che il previsto incremento della rete di vendita della grande distribuzione pari a mq 355.000 complessivi in sei anni
comporta, in termini di presenza rispetto alla rete di vendita globale veneta, il passaggio dall’attuale 14% al 16% circa, ben al di sotto della soglia del 20% risultante dalle analisi condotte
dal gruppo.
Sull’ampliamento delle liberalizzazioni delle strutture «medio grandi» : Il disegno di legge prevede, al contrario, una pianificazione urbanistico – commerciale delle medie
strutture di vendita «medio grandi» affidata alle Province e non più ai Comuni, con la finalità di assicurare un più incisivo controllo sullo sviluppo della
rete distributiva.

Sulla concessione di aperture, outlet compresi, a discrezione di pochi: Quanto alla presunta discrezionalità relativa all’apertura di nuove superfici di vendita «outlet
compresi», il disegno di legge, con riferimento alle iniziative oggetto di programmazione regionale negoziata e strategica, prevede articolate procedure di autorizzazione che richiedono
la necessaria presenza di Comune, Provincia e Regione, nonché di tutti i soggetti pubblici e privati interessati dalle iniziative commerciali. Fondamentale, al riguardo, è lo
studio condotto dall’Università di Venezia, finalizzato anche ad evitare ulteriori aggravi all’assetto viario e ambientale del Veneto.
Sull’aumento delle aperture festive a favore dei grandi gruppi: L’aumento, peraltro contenuto, delle aperture domenicali e festive (dalle attuali 8 oltre il mese di dicembre, a 12 oltre il mese
di dicembre) non favorisce esclusivamente i grandi gruppi, ma costituisce una misura vista con favore da tutte le associazioni di categoria, con conseguente miglioramento del servizio reso al
consumatore.

A ciò si deve aggiungere che l’aumento delle aperture domenicali e festive è compensato dall’introduzione delle giornate di chiusura obbligatoria in occasione di festività
di particolare importanza.
Da ultimo va evidenziato che il disegno di legge, stante l’esigenza di un’adeguata tutela del consumatore e, nel contempo, dell’interesse pubblico alla corretta gestione dell’ambiente e del
territorio, pone già tra le principali finalità della programmazione regionale l’equilibrio tra le diverse forme distributive (piccoli, medi e grandi esercizi commerciali), con
l’adozione di misure idonee ad assicurarne la compresenza sul territorio, tra le quali spiccano, ad esempio, le misure di incentivazione previste a favore dei centri storici, urbani e dei
comuni montani.

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