Commercio: Gava risponde ai «no Gava» dell'Ascom Vicentina

By Redazione

Vicenza, 5 Dicembre 2007 – «L’Ascom di Vicenza sta attuando una manovra scorretta, e il suo Presidente Rebecca, per sostenere le sue tesi, utilizza molte bugie» non usa mezzi
termini l’Assessore regionale alle Politiche Economiche con delega al Commercio Fabio Gava, nel rispondere oggi all’iniziativa dei commercianti vicentini che, con una conferenza stampa ed una
distribuzione di volantini, hanno attaccato duramente la proposta di nuova legge regionale attualmente nella fase di discussione e di confronto con le categorie.

«L’Ascom è scorretta – incalza Gava – prima di tutto perché lancia questo attacco mentre la sua delegazione regionale continua a trattare proponendo svariate modifiche
(molte delle quali accolte) al tavolo del confronto e chiedendo (appena il 3 dicembre scorso) altri 15 giorni per presentare ulteriori proposte condivise da tutte le Associazioni di categoria
del commercio, richiesta peraltro già accolta». «Quanto al Presidente Rebecca – prosegue Gava – nella sua reprimenda dimentica di dire molte cose, e certamente non
perché non le sappia! Dimentica, ad esempio, che la programmazione dura 6 anni e non 3 come accaduto finora; dimentica che il limite di 200 mila metri quadri (sempre in 6 anni) relativo
alle programmazioni negoziata e strategica è un limite di salvaguardia e non un obbiettivo di Piano e, in pratica, non obbliga la Regione ad utilizzare tutta la superficie. E’ invece
vero che di volta in volta dovranno essere valutati gli elementi di interesse pubblico che stanno alla base della programmazione».

«Se anche venisse utilizzata nei 6 anni tutta la superficie – continua Gava – l’aumento percentuale della grande distribuzione non supererebbe poi il 16% dell’attuale rete
distributiva!». Gava fa notare, inoltre, che «i dati utilizzati dalla Regione per la sua programmazione sono del 2007, e costituiscono un vero e proprio censimento, mentre quelli
citati del Ministero dello Sviluppo Economico risalgono al 2005. Non solo, ma Rebecca dovrebbe ben sapere che i dati ministeriali fanno riferimento alla cosiddetta «distribuzione
moderna», realizzata cioè in base ai canali distributivi e quindi comprendendo anche i minimarket di 400 metri quadrati». Questo, secondo l’Assessore regionale, impedisce di
effettuare confronti diretti, perché i valori della grande distribuzione riportati da Confcommercio risultano più elevati, in quanto considerano come grande distribuzione anche
esercizi di piccole dimensioni, ma che adottano una formula distributiva diversa dal tradizionale negozio sotto casa. «Quanto alla legge 15 che Rebecca definisce intelligente – incalza
Gava – proprio questa ha invece determinato una programmazione scoordinata, testimoniata ampiamente dalla fotografia delle rete distributiva veneta, che vede la grande distribuzione al 14%, gli
esercizi di vicinato al 41% e la media distribuzione al 44%: un dato non riscontrabile in nessun’altra Regione italiana!». Gava fa infine notare che «dai dati della Regione emerge
chiaramente che le difficoltà per i negozi di vicinato vengono dalla media, e non dalla grande distribuzione. Ed è proprio per questo che la nuova legge veneta introduce criteri
di programmazione anche per la media distribuzione che, lo voglio ricordare, non è di competenza regionale».

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