Legambiente denuncia: “Cancellati 1.000 treni per i pendolari”

Mille treni per i pendolari non ci sono più, scomparsi, cancellati. Annunciati come certi, contenuti nel piano industriale delle Ferrovie dello Stato approvato dal Governo (con un
investimento di 6,4 miliardi di euro), sono invece stati tagliati dalla finanziaria, che si è “dimenticata” di dare copertura economica all’investimento annunciato in pompa magna da
Prodi, Letta, Bianchi e altri autorevoli esponenti del Governo.

Ecco cosa affermava il Governo nel maggio scorso: “Un piano per 1000 nuovi treni per i pendolari entro il 2011, un progetto finalmente all’altezza dei problemi di chi si muove in treno nelle
città italiane con un investimento complessivo di 6,4 miliardi parte finanziato dallo Stato e parte dal Piano di investimento di FS. Nella Finanziaria 2008 la prima tranche di 300milioni
di Euro”. Cosa è successo? Nella Finanziaria dei primi 300 milioni di euro non c’è nemmeno l’ombra e l’unico provvedimento che riguarda il trasporto ferroviario è il
ripianamento dei debiti dello Stato con Trenitalia sui contratti di servizio (articolo 9 del Decreto Legge 159/2007, collegato alla Finanziaria). Mentre per quanto riguarda l’acquisto di
veicoli l’unico riferimento è il fondo presso il Ministero dei Trasporti previsto dall’articolo 6 della Legge di Bilancio (A.S. 1817), con 150 milioni di Euro per l’acquisto di treni
ferroviari e metropolitani, tram, filobus, autobus a minor impatto ambientale. Nel primo caso non c’è alcuna indicazione per cui le risorse verranno girate all’acquisto di treni
pendolari, nel secondo caso le risorse devono essere suddivise tra diversi interventi. Di sicuro sarà quanto mai difficile che le risorse vengano trovate nel nuovo Piano delle FS. Mauro
Moretti, l’amministratore delegato, è stato lapidario nell’intervista al Corriere della Sera del 9 Novembre scorso: “Non ci sono risorse nella Finanziaria per realizzare il Piano delle
Ferrovie 2007-2011” e “Quindi ci teniamo i treni vecchi, i bilanci in rosso e i passeggeri che non ne possono più”.

Per Legambiente sarebbe un errore imperdonabile lasciare in uno stato di degrado il trasporto ferroviario con la conseguenza di non trovare risposta alla congestione stradale, all’inquinamento
e alle emissioni di CO2 che provengono dai trasporti.
“Si trovi subito in Parlamento una soluzione, se i 300 milioni di euro necessari nel 2008 per l’acquisto della prima tranche di treni non si individuano li si prenda dalle risorse per la Legge
Obiettivo” ha dichiarato Roberto Della Seta, Presidente nazionale di Legambiente. Basti dire che per le opere della Legge Obiettivo le risorse sono consistenti, 3.612milioni di Euro da
investire attraverso impegni quindicennali per le opere proposte dal Ministro Di Pietro. Ossia soprattutto nuove autostrade che richiedono ingenti investimenti pubblici come la Pedemontana
Lombarda, la Pedemontana Veneta, la Ravenna-Venezia solo per citare le più note.

Il Governo deve ridare un ordine alle priorità che riguardano i trasporti, non ha alcun senso investire nelle autostrade e abbandonare a se stessi Trenitalia e il trasporto pendolare
ferroviario gestito dalle Regioni con i Contratti di servizio. Rivedere queste scelte ha tanto più senso perché il bacino della domanda pendolare è 8 volte superiore a
quello che ogni giorno si sposta sui treni a percorrenza nazionale (un milione e seicentomila contro 200mila circa), può ambire a togliere una quota rilevantissima di spostamenti che
oggi avvengono in automobile nelle aree metropolitane italiane.
Legambiente annuncia mobilitazioni nelle prossime settimane davanti al Parlamento insieme ai comitati pendolari di tutta Italia.

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