Le novità introdotte sui lavori a tempo determinato

Si trasformano i rapporti di lavoro, con l’entrata in vigore della legge n° 247/2007, che reca le norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007, i contratti di lavoro subiscano
delle importanti modifiche. In particolare, quelli a tempo determinato e a tempo parziale.

Per quelli a tempo determinato viene modificata la loro durata massima: complessivamente, tra proroghe e rinnovi, non potrà superare i 36 mesi. Superato questo termine il rapporto di
lavoro verrà trasformato direttamente in un contratto a tempo indeterminato. Esiste, però, una deroga.

La riforma rende possibile la stipula di un ulteriore contratto a termine, alla scadenza dei 36 mesi, purché questa avvenga per una sola volta e sia effettuata presso la direzione
provinciale del lavoro competente per territorio insieme a un rappresentante delle organizzazioni sindacali. La nuova normativa non si applica, comunque, per i lavoratori stagionali. È
da sottolineare, inoltre, come la nuova legge stabilisca un «diritto di precedenza» nella trasformazione del contratto in tempo indeterminato ai lavoratori che lavorano per
un’azienda con un contratto a termine da più di sei mesi.

Riguardo ai contratti a termine in corso, la nuova legge stabilisce che questi seguano la loro scadenza naturale. Tuttavia, il tempo di lavoro già prestato presso quell’azienda
andrà a sommarsi per la valutazione dei 36 mesi complessivi, ma entro 15 mesi dall’entrata in vigore della legge sul Welfare.

Sul lavoro a tempo parziale, invece, la 247/ 2007 stabilisce alla sola contrazione collettiva la possibilità di stabilire clausole flessibili relative alla collocazione temporale della
prestazione lavorativa. In pratica, è stata abolita la possibilità per il datore di lavoro e il dipendente di stabilire direttamente queste clausole. In più, viene
consentita la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in parziale ai lavoratori che soffrono di gravi patologie oncologiche, che abbiano famigliari a carico che le presentino,
oppure figli conviventi di età fino a 13 anni portatori di handicap.

Infine, per rilanciare la competitività, il governo ha cercato di sgravare, in maniera minima, il costo del lavoro. Così, a partire dal 1 gennaio, è stata abolita
contribuzione aggiuntiva all’Inps sul lavoro straordinario.

Leggi Anche
Scrivi un commento