Le diete? Roba da… primitivi

Le diete? Roba da… primitivi

Volete dimagrire e stare meglio? Vi ritenere dei duri, capaci di resistere alle privazioni? Benissimo. Dimenticate la dieta del pompelmo, la dieta delle zuppe, l’ultima scoperta alimentare della
divetta del momento: l’unico vero, autentico stile di nutrizione è la Paleo-dieta, o la Dieta del Cavernicolo, cioè mangiare gli stessi alimenti di cui si nutrivano i nostri
antenati.

A sostenerlo è Ray Mears, esperto inglese di vita all’aria aperta e tecniche di sopravvivenza, per cui tornare alle origini è la chiave per sconfiggere patologie legate all’eccesso
di zucchero e carboidrati, tipiche del ricco Occidente: «I nostri progenitori erano cacciatori-raccoglitori che mangiavano molto pesce e molta carne. Avevano una dieta completamente
differente dalla nostra e, se noi la seguissimo, non staremmo male: abbiamo corpi dell’Età della Pietra. Abbiamo menti moderne, ma le nostre menti ed i nostri corpi hanno bisogno dello
stesso cibo».

A dirla tutta, i suggerimenti di Mears non sono farina del suo sacco: il primo studioso a ricavare lezioni salutistiche dalle abitudini dei cavernicoli, è stato Walter L. Voegtlin, un
gastroenterologo, responsabile della diffusione del termine Paleo Dieta (dal Paleolitico, il periodo dei primi uomini) ed autore di The Stone Age Diet: Based on In-depth Studies of Human Ecology
and the Diet of Man, pubblicato nel 1975.

Voegtlin, applicando i principi della genetica all’alimentazione, affermò che la dieta dell’uomo era rimasta relativamente uguale fin dall’alba dell’agricoltura, 10.000 anni fa: per
questo, il mangiare migliore per l’uomo moderno è lo stesso del suo antico «fratello». La Paleo Dieta consiste in carne, pesce, vegetali, radici, frutta e noci. Tende ad
escludere i prodotti dell’addomesticamento degli animali e dei vegetali coltivati, come zuccheri raffinati e carboidrati lavorati.

Teoria a parte, in cosa consiste la dieta primitiva? Mears inizia la giornata con una colazione a base di frutta e prosegue con un pranzo d’insalata, funghi selvatici e carne di cervo cacciato
nei boschi che circondano la tenuta di campagna nel Sussex. Un sistema alimentare si valuta in base a due fattori, apporto energetico e gusto; a proposito del primo punto, l’inglese afferma:
«Non sono un nutrizionista, ma ho parlato con alcuni nutrizionisti riguardo alla dieta. La sto seguendo perché mi fa sentire veramente bene. Voi potete provarla di persona». Ma
il sapore com’è? Mears chiarisce: «Alcuni dei cibi dei nostri antenati hanno un sapore veramente amaro, che non gradireste. Ma le nocciole cucinate sono deliziose e la billieri
flessuosa è fantastica, dovete solo prepararla come insalata».

Sapore non disprezzabile e pedigree nutrizionale: la Paleo Dieta sembra avere le carte in regola per affermarsi nel difficile mercato dei codici alimentari. Non è però priva di
difetti, come evidenziato proprio dal suo sostenitore, beccato in atteggiamento inequivocabile con un sandwich di carne, patatine e cola dietetica. Interrogato al riguardo, Mears ammette senza
problemi: «Sono ancora goloso di cibi cattivi. Noi tutti bramiamo grassi e zucchero, che sono difficili da trovare allo stato selvatico. Carboidrati e cibi lavorati sono le cose più
facili da mangiare ora, e noi ne mangiamo troppi». Come a dire: può essere bello imitare gli antenati cacciando selvaggina e raccogliendo bacche, ma il fascino di un piatto di pasta
con il ragù, di una frittura mista o di una coppa di tiramisù rimane immutato. In fondo, l’evoluzione in cucina non è poi così malvagia.

Illustrazione di serafinofiloni@yahoo.it

Matteo Clerici

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