Commercio, gli acquisti in azienda ( 8%) battono negozi e iper

Commercio, gli acquisti in azienda ( 8%) battono negozi e iper

Un italiano su due (52 per cento) ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita battendo
nell’alimentare negozi (- 1,3 per cento) ed ipermercati ( 1,8 per cento) grazie ad un incremento dell’ 8 per cento del valore delle vendite per un totale stimato in 2,7 miliardi di Euro. E’
quanto emerge dal “Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole”, realizzato da Coldiretti dal quale si evidenzia che nel 2008 sono saliti a 60.700 con un
aumento boom del 57 per cento rispetto al 2001 i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente.

Alle vendite dirette in azienda si aggiungono 228 “mercati di campagna amica”, aperti dalla Coldiretti nelle piccole e grandi città, dei quali quasi la metà già accreditati
per il rispetto di un preciso disciplinare che impegna tra l’altro a garantire prezzi inferiori al 30 per cento di quelli indicati dal servizio sms consumatori del ministero delle Politiche,
sulla base di un accordo sottoscritto dalla Coldiretti con tutte le principali associazioni dei consumatori. Sul sito www.campagnamica.it e’ disponibile una mappa delle imprese agricole che
vendono direttamente i prodotti distinti per provincia, ma anche un elenco dei mercati dei produttori attivi nelle diverse città.

Dei circa 2,7 miliardi di euro spesi dagli italiani per acquistare direttamente dai produttori agricoli ben il 43 per cento – spiega la Coldiretti – viene destinato all’acquisto di vino in
cantina, mentre il 23 per cento dall’ortofrutta, il 12 per cento per i formaggi, il 7 per cento per carni e salumi, il 6 per cento per l’olio di oliva e il 5 per cento per le piante
ornamentali. Si  tratta di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del
cibo dopo i recenti allarmi alimentari, dai maiali alla diossina irlandesi al latte alla melamina cinese. Tra le motivazioni di acquisto dall’agricoltore dall’indagine Swg/Coldiretti
spicca  la genuinità (63 per cento) seguita dal gusto (39 per cento) e dal  risparmio (28 per cento). Ma esistono anche enormi spazi di crescita con quasi la metà (44
per cento) dei consumatori che non effettuano acquisti direttamente dai produttori e che non lo fanno perchè non sanno a chi rivolgersi o dove andare, tanto che l’88 per cento della
popolazione si recherebbe in un farmers market se c’è ne fosse uno nella propria zona.

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