Le crucifere combattono il cancro riparando il DNA

Le crucifere combattono il cancro riparando il DNA

Broccoli, cavoli e cavoletti: l’azione anticancerosa delle crucifere è un fatto accettato dalla comunità scientifica: tuttavia, ad oggi i dettagli del sistema erano poco chiari.

A fare luce, una ricerca della Georgetown University (di Washington, USA), diretta dal dottor Fung-Lung Chung e pubblicata sul “Journal of Medicinal Chemistry”.

Gli studiosi hanno lavorato su diversi tipi di cancro: seno, polmone e colon.

Secondo gli esperti, al centro del meccanismo delle crucifere gli isotiocianati. Tali sostanze puntano a p53, gene che ha il compito di regolare i tessuti ed, in caso di problemi, favorisce i
tessuti cancerogeni, informi ed incontrollati. Gli isocianati interagiscono con il DNA, riparando le proteine corrotte e lasciando invariati quelle funzionali. L’osservazione su tessuti
cancerosi ha confermato la tesi: i vegetali colpiscono le proteine “cattive”, lasciando stare quelle “sane”.

Tra le crucifere, posto particolare ha il crescione.

Una passata ricerca dell’Università di Southampton (pubblicata su British Journal of Nutrition) ha registrato gli effetti della pianta su quattro colpite da cancro al seno. I test del
team britannico hanno mostrato come il crescione provocasse la riduzione della proteina 4E, sostanza nutritiva per il tumore. I britannici hanno definito il crescione “Via chimica anticancro”
ma altri studiosi frenano: pochi dati per concludere.

FONTE: Fung-Lung Chung et al.,”Selective Depletion of Mutant p53 by Cancer Chemopreventive Isothiocyanates and Their Structure−Activity Relationships”, J. Med. Chem., Article ASAP,
DOI: 10.1021/jm101199t, January 11, 2011

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento