Alla base dell’amicizia c’è il DNA. Più è simile, più si va d’accordo

Alla base dell’amicizia c’è il DNA. Più è simile, più si va d’accordo

Libero arbitrio ma anche influenza genetica. Alla base dell’amicizia non vi è solo la comunanza d’interessi e passioni ma anche la similitudine di DNA che spinge il soggetto verso coloro
che hanno geni meno distanti.

Tale affermazione è sostenuta da una ricerca dell’Università di San Diego e della Harvard University di Boston (entrambe negli USA), diretta dai dottori James Fowler e Nicholas
Christakis e pubblicata su “PNAS”.

Il gruppo di Boston-San Diego ha osservato ed analizzato alcuni volontari, uniti tra loro tra vincoli di amicizia. L’esame del loro DNA ha rilevato come all’origine della relazione vi fossero
determinate geni, per gli esperti corresponsabili della rete sociale. Ad esempio, coloro che avevano una determinata mutazione del gene “Drd2” erano meglio disposti verso gli altri possessori
della stessa mutazioni.

In ogni caso, per gli esperti, il legame tra DNA e relazioni sociali è lungi dall’essere chiarito. Perciò, essi hanno in programma ricerche ulteriori.

FONTE: James H. Fowler, Jaime E. Settle, and Nicholas A. Christakis, “Correlated genotypes in friendship networks”, PNAS published ahead of print January 18, 2011,
doi:10.1073/pnas.1011687108

Matteo Clerici

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