Latte alla melamina: i provvedimenti comunitari e nazionali adottati sono in grado di proteggere realmente i consumatori?

 

Il riscontro di elevati livelli di melamina nel latte per lattanti e in altri prodotti lattieri “made in China” ha creato un forte allarme a livello nazionale e comunitario
con conseguente adozione di una serie di provvedimenti a tutela della salute pubblica.

Si noti che la melamina è un composto chimico comunemente usato nella produzione di resine, plastiche e colle. In Europa l’impiego della melamina è autorizzato nella
produzione di materie plastiche e oggetti in plastica, ma ne è vietato l’uso negli alimenti per l’uomo e nei mangimi per animali.

Prima ancora dell’intervento comunitario, il nostro Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche sociali con provvedimento del 25 settembre 2008, stabiliva che gli
integratori alimentari, gli estratti e le materie prime per integratori alimentari, le bevande di cereali in polvere, le proteine isolate di soia e riso, gli aminoacidi vari, le salse
piccanti, di soia, le preparazioni per salse, i biscotti e i dolci, gli alimenti dietetici, le caramelle, il latte in polvere a base di noci e soia, latte di cocco; le preparazioni per
zuppe, minestre e brodi; i lieviti alimentari, derivati di lieviti, gli estratti di lievito e il cioccolato potevano essere ammessi all’importazione soltanto se accompagnati da
una certificazione sanitaria rilasciata dalle competenti autorità cinesi che garantisse l’assenza di melamina o di latte e prodotti a base di latte.

In assenza di tale certificazione era stabilito che l’importatore potesse chiedere la distruzione della partita, la rispedizione o il blocco ufficiale della stessa in dogana sino
ad acquisizione della partita.

Poco dopo veniva pubblicata nella G.U.U.E. del 27 settembre 2008 la decisione della Commissione 2008/757/CE con la quale venivano imposti a livello comunitario condizioni speciali per
le importazioni dei prodotti contenenti latte o prodotti lattieri originari della Cina o da essa provenienti.
Tenendo in considerazione che le importazioni di diversi prodotti di origine animale tra cui latte e prodotti lattieri (compreso il latte in polvere) dalla Cina, erano già
vietate, in virtù delle Decisioni 2002/69/CE e 2002/994/CE, è possibile tuttavia che fossero giunti sui mercati dell’Unione europea alcuni prodotti composti
contenenti componenti di latte trasformato.

Ciò premesso, con la Decisione 2008/757/CE la Commissione europea stabiliva che:
– gli Stati membri dovessero vietare l’importazione nella Comunità dei prodotti composti contenenti latte o prodotti lattieri, destinati all’alimentazione particolare dei
lattanti e dei bambini nella prima infanzia, originari della Cina o da essa provenienti;
– gli Stati membri dovessero effettuare i controlli documentali, di identità e materiali, comprese le analisi di laboratorio, su tutte le spedizioni — originarie della Cina
o da essa provenienti — di prodotti composti contenenti oltre il 15 % di prodotti lattieri, nonché su tutte le spedizioni di tali prodotti composti per i quali non fosse
possibile determinare il contenuto di prodotto lattiero. Tali controlli miravano in particolare a stabilire che l’eventuale tenore di melamina non superasse i 2,5 mg/kg di prodotto (in
tal caso il prodotto doveva essere distrutto);
– gli Stati membri dovessero adottare le misure necessarie a garantire che i prodotti già presenti sul mercato fossero sottoposti a controlli di livello opportuno per accertare
il livello di melamina.

Successivamente il Ministero della salute interveniva, con provvedimento del 27 settembre, per integrare il precedente alla luce della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione europea della suddetta decisione.

I prodotti contenenti latte o derivati del latte di origine cinese, eventualmente presenti sul mercato dovevano essere ritirati a cura dell’operatore il quale doveva darne
immediata comunicazione all’ASL territorialmente competente ai fini della verifica dell’effettiva distruzione dei prodotti, mentre i prodotti eventualmente rinvenuti dagli
organi di controllo dovevano essere sequestrati e distrutti senza essere oggetto di campionamento.

I prodotti composti di origine o provenienza cinese contenente latte e derivati del latte in quantità superiore al 15%, ovvero quelli per i quali non è possibile
stabilirne la percentuale, secondo tale provvedimento dovevano essere sottoposti a blocco ufficiale con sequestro cautelativo per l’applicazione delle misure di controllo. Tali
prodotti potranno essere liberalizzati se gli operatori, d’intesa con le ASL, avvalendosi di laboratori accreditati per l’effettuazione di controlli analitici per la ricerca
della melamina sottoporranno i prodotti ad analisi che accertino il rispetto del suddetto limite di melamina

Nonostante l’emanazione delle suddette procedure, la questione non poteva ancora dirsi conclusa, poco dopo, infatti, la Commissione europea interveniva con un provvedimento
(decisione 2008/798/CE) che abrogava e sostituiva la decisione 2008/757/CE.

In particolare, è stato oggetto di revisione il punto della Decisione 2008/757/CE che prevedeva l’effettuazione di controlli documentali, di identità e materiali,
comprese le analisi di laboratorio, su tutte le spedizioni — originarie della Cina o da essa provenienti — di prodotti composti contenenti oltre il 15 % di prodotti lattieri
nonché su tutte le spedizioni di tali prodotti composti per i quali non sia possibile determinare il contenuto di prodotto lattiero.

La pratica ha infatti evidenziato che si realizzano particolari difficoltà nello stabilire l’esatto contenuto di latte o di prodotto lattiero dei prodotti compositi. Ne consegue
che il citato valore del 15 % è da ritenersi in larga misura inadeguato per decidere se una partita debba essere sottoposta a controlli prima dell’importazione.

Per snellire e semplificare le procedure dei controlli all’importazione, è stato pertanto ritenuto opportuno prevedere l’obbligo dei controlli indipendentemente dal tenore
esatto di latte o di prodotto lattiero dei prodotti compositi.

Ciò premesso, l’attuale assetto normativo concernente l’importazione di prodotti lattieri dalla Cina prevede che:
– gli Stati membri vietano l’importazione nella Comunità dei prodotti composti — originari della Cina o da essa provenienti — contenenti latte o prodotti lattieri,
destinati all’alimentazione particolare dei lattanti e dei bambini nella prima infanzia ai sensi della direttiva 89/398/CEE del Consiglio concernente i prodotti alimentari destinati ad
un’alimentazione particolare;
– gli Stati membri garantiscono inoltre il ritiro immediato e la distruzione di questi prodotti eventualmente presenti sul mercato dopo l’entrata in vigore della presente
decisione;
– gli Stati membri effettuano i controlli documentali, di identità e materiali, comprese le analisi di laboratorio, su tutte le partite, originarie della Cina o da essa
provenienti, di prodotti composti, compresi i mangimi, contenenti prodotti lattieri;
– gli Stati membri possono effettuare controlli casuali prima di importare altri mangimi e alimenti ad alto contenuto proteico originari della Cina;
– tali controlli mirano in particolare a stabilire che l’eventuale tenore di melamina non superi i 2,5 mg/kg di prodotto. il livello di 2,5 mg/kg è il livello opportuno per
distinguere tra il livello di base inevitabile di melamina e l’adulterazione inaccettabile.
Questo tenore risponde anche all’esigenza di garantire un ampio margine di
sicurezza;
– gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che i prodotti di cui al paragrafo 2 e, se del caso, i prodotti alimentari e i mangimi ad alto contenuto proteico già
presenti sul mercato vengano sottoposti a controlli di livello opportuno per accertare il tenore di melamina;
– sono immediatamente distrutti i prodotti nei quali, a seguito dei controlli effettuati a norma dei paragrafi 2 e 5, venga riscontrato un tenore di melamina superiore a 2,5 mg/kg di
prodotto.

Si auspica che l’intervento del legislatore sia in grado di scongiurare il rischio di una possibile diffusione di prodotti contaminati anche sul nostro territorio nazionale e
comunitario, ed arginare l’allarme sociale derivante dai tragici episodi che hanno colpito la Cina.

Leggi Anche
Scrivi un commento