L’acqua di mare? Ottima per cucinare
1 Giugno 2010
Raccogliere l’acqua di mare, depurarla, inserirla in bottiglia e venderla, come ingrediente di lusso per la cucina.
E’ la strada per il successo scelta da Andy Inglis, ex funzionario ONU, descritta dal quotidiano “Indipendent”.
Il signor Inglis, al momento impiegato part-time presso il Dipartimento per lo Sviluppo internazionale, ammette di essere stato ispirato da una ricerca di scienze della figlia.
Così, ha iniziato a raccogliere l’acqua che bagna Barneray (isola delle Ebridi, in Scozia) ed ha sottoporla ad un processo di filtrazione. L’acqua viene infatti raccolta dal mare,
passata attraverso un apposito filtro per rimuovere ogni traccia di sabbia o sporcizia e, quindi, raccolta nella cisterna di Dunbar (dove esperti si assicurino che superi gli standard UE per
l’acqua potabile); infine, è lasciata decantare in una botte, come quella per il vino.
Il risultato finale viene chiamato Aquamara ed è venduto a 4,95 sterline (circa 6 euro) per un contenitore di 3 litri.
Come ammette il creatore, Aquamara non risponde solo al desidero di ricchezza personale ma anche all’aspirazione di rivitalizzare l’economia locale.
Spiega Inglis: “Capisco che per qualcuno possa essere un’idea un po’ sfacciata, ma se può servire a creare posti di lavoro alle Ebridi, allora ben venga la mia sfacciataggine. Comunque
sia, per quanti amano il cibo preparato in un certo modo o per quegli chef che si alzano magari alle 5 del mattino per andare a comprare gli ingredienti migliori, questo prodotto è senza
dubbio destinato a diventare indispensabile”. Sembra davvero che Aquamara di un qualcosa in più alle pietanze preparate con i frutti di Nettuno: “Ho provato a cucinare alcune cose usando
l’acqua di mare e non avete idea di quanta differenza ci sia nel gusto finale dei piatti. Assolutamente notevole. Ecco perché ho cominciato a guardarmi attorno per vedere se potevo
trasformare questa idea in un vero affare e parlando con gente del settore, mi hanno detto che era un progetto possibile”.
Ad essere onesti, l’idea dell’acqua di mare come ingrediente per la cucina non è per nulla originale, ma è una delle tante armi non convenzionali usati dagli chef del mondo.
Il Noma di Copenaghen (miglior ristorante del mondo secondo la classifica San Pellegrino) offre come stuzzichini scampi cotti proprio in acqua di mare. L’ingrediente è apprezzato
anche da Ondine, locale specializzato in piatti di pesce, il cui chef Roy Brett ritiene che “Il gusto che hanno i cibi cotti in questo modo è assolutamente incredibile, perché
sembra di sentire davvero l’odore del mare”. L’ingrediente piace anche a Tom Kitchin, chef dell’omonimo ristorante di Edimburgo, stella Michelin, che ammette di trovarlo intrigante (“cosa
potrebbe garantire più freschezza della conservazione e della cottura in acqua di mare?”) e consiglia di spruzzare l’acqua sull’insalata o di usarla per cuocere le verdure, come sana
alternativa al sale.
Fonte: Jonathan Brown, “The new gourmet delight – bottled sea water”, The Indipendent 31/05/010
Matteo Clerici
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