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La vite ad alberello di Pantelleria, un patrimonio Unesco da salvaguardare

La vite ad alberello di Pantelleria, un patrimonio Unesco da salvaguardare

By Giuseppe

Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria impegnato a salvaguardare la vite ad alberello

A Pantelleria, si è tenuto un dialogo a più voci per la valorizzazione della pratica agricola riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità.

NOTA Introduttiva di Giampietro Comolli a commento del comunicato

Un ulteriore passo in avanti e segnale condiviso per fare sviluppo sull’isola di Pantelleria non a suon di parole e di decreti ministeriali e regionali siciliani , ma nei fatti urgenti e concreti per gli agricoltori panteschi, viene offerto dall’incontro dell’8 novembre 2022 del Parco di Pantelleria e enti coinvolti. Ripeto, finalmente, fa molto piacere che dopo la “carta di Pantelleria” e la “carta dello Zibibbo Pantesco” presentata (redatta da un autorevole eno-avvocato come il trapanese  Diego Maggio per conto del Comune) e cofirmata da autorità e tecnici esperti in viticoltura, enologia, ambiente e distretti produttivi-turistici nazionali ed europei in occasione dei 3 convegni tenuti nel 2019 al Castello di Pantelleria voluti dal Comune e dal sindaco Vincenzo Campo. Fa piacere che si ritorni dopo 3 anni sullo stesso tema a sostegno di quanto già proposto. Fa piacere che chi era assente all’epoca, oggi sostenga con forza il legame inscindibile-obbligato-indispensabile del riconoscimento Unesco all’alberello viticolo pantesco con lo Zibibbo ampelografico pantesco. Un binomio, mariage, che nessuno deve e può scalfire o manipolare…. appropriandosene. Gli unici veri proprietari sono i “viticoltori coltivatori panteschi”.

Nessun ente o politico o esperto di altri settori può qualificare e classificare il valore della agri-cultura espressa dalla unione sinergica dell’uomo pantesco con l’alberello pantesco, il muretto a secco pantesco e il giardino pantesco.

Materia che vede le istituzioni agricole primarie e prioritarie nelle scelte da prendere più che strutture e strumenti prettamente connessi alla gestione e cura dell’agro-ambiente cui compete la salute la sanità la sicurezza del territorio anche per prevenire disastri o effetti di un clima che sta cambiando che possono creare danni irreparabili all’alberello pantesco, ai capperi, agli ulivi, ai limoni più che sviluppo. Ben vengano tutte le iniziative, di chiunque.

Il Comune di Pantelleria si è preso carico anche, proprio, delle peculiarità climatiche e dell’uso di presidi naturali di controllo vegetativo al posto della chimica già da tempo. Quanto sottoscritto nella Carta di Pantelleria è già in monitoraggio dal 2019 da strutture e esperti competenti in materia vitivinicola enologica ambientale collegate a diverse università e centri di ricerca europei che hanno avviato identici processi in Champagne, in Altamarca, in Franciacorta, in Borgogna, nel Bolgherese, in Alto Adige.

Per dare più forza a Pantelleria, allo Zibibbo, all’alberello, alla Vitis Vinifera occorre che ciascuno operi per competenza e per ambito ma in totale sinergia concreta reale fattibile: solo così si potrà vedere realmente nel cuore e nelle tasche dei panteschi il vero sviluppo economico e non abbandono di una terra di confine, accogliente di popoli diversi, meravigliosa per natura>>

Giampietro Comoll
Newsfood.com

Il significato e il valore del riconoscimento UNESCO della “Pratica Agricola della vite ad alberello”, quale Patrimonio Immateriale distintivo dell’Isola di Pantelleria, è stato oggetto di un incontro tra istituzioni e comunità agricola locale, lo scorso martedì 8 novembre, nel contesto del Circolo Trieste Stella di Khamma.

Un appuntamento nato dall’obiettivo di far conoscere ad un ampio pubblico l’importanza della coltivazione ad alberello, elemento identitario della Perla Nera del Mediterraneo, che coniuga millenni di storia, tradizioni e biodiversità, espressione di un sapere antico da tutelare, promuovere e tramandare.

Pantelleria: vite ad alberello

Un bene immateriale culturale che il Parco Nazionale Isola di Pantelleria si impegna a salvaguardare attraverso il dialogo con le istituzioni e i produttori locali.

Sonia Anelli, Direttrice del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, ha annunciato in occasione dell’incontro, l’avvio della selezione di 6 nuove figure professionali che andranno a creare un team strategico e operativo, per portare aventi i molti progetti previsti tra cui un piano integrato di valorizzazione del territorio a livello culturale e sociale

All’appuntamento istituzionale hanno preso parte rappresentanti di partner dell’Ente Parco, ognuno dei quali ha contribuito presentando i primi dati di studi dedicati al progetto.

Università Telematica Unitelma Sapienza di Roma ha presentato le linee guida dell’indagine condotta sulle tematiche di conservazione e protezione / promozione e valorizzazione / trasmissione e documentazione – da implementare per far sì che Pantelleria possa continuare a preservare il proprio territorio e la comunità di produttori che con dedizione e passione lavora per tutelarne il genius loci.

I risultati finali saranno raccolti in un dossier che il parco condividerà con i rappresentanti locali e che saranno la base da cui partire per la definizione dei progetti futuri.

Un altro intervento è stato quello a cura di Agronica-Ibf società del gruppo Bonifiche Ferraresi, specializzata nell’erogazione di servizi informatici in agricoltura: l’analisi è stata incentrata sulla variazione della copertura e uso del suolo dell’Isola degli anni 2008-2013-2019 e ha permesso di delineare una prima mappatura del contenuto di carbonio organico, principale indicatore di qualità dei suoli agricoli. Dopo aver mappato gli appezzamenti a uve Zibibbo, Agronica-Ibf ha eseguito un’analisi multitemporale utilizzando immagini satellitari, con lo scopo di caratterizzare la variabilità del vigore vegetativo dei vigneti dell’Isola.

 

SVIMEZAssociazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiornosi è unita all’appello del Parco Nazionale Isola di Pantelleria con una ricerca che evidenzia come le azioni identificative per la tutela e salvaguardia del Patrimonio Unesco, vadano di pari passo con quelle necessarie per garantire uno sviluppoeconomico del territorio.  SVIMEZ ha sottolineato come sia fondamentale un’azione concertata da parte di tutti i partner e della comunità pantesca, sotto il coordinamento dell’Ente Parco, per continuare a comunicare e a promuovere il Patrimonio Immateriale dell’Umanità. L’attività è stata realizzata grazie al contributo del MIPAAF.

 

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Redazione Newsfood.com
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