La Toscana investe nel sociale, più risorse rispetto al 2005 e al 2006

Perequazione territoriale dei livelli di spesa sociale pro-capite e dei livelli delle prestazioni (attraverso la costituzione dei cosiddetti Livelli base di cittadinanza sociale), stipula di
patti territoriali (in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale), integrazione sociale e sanitaria, individuazione dei settori prioritari d’intervento. E più risorse
da investire. Sono questi i punti chiave contenuti nel Piano Integrato Sociale Regionale 2007-2010 (in sigla PISR) che è stato approvato pochi giorni fa in Consiglio regionale. «I
primi due aspetti – spiega l’assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori – ovvero i livelli base di cittadinanza sociale e la stipula di patti territoriali tra tutti gli attori presenti
sul territorio, sono tra loro strettamente collegati. Dalla loro integrazione dipende la possibilità di omogeneizzare a livello regionale la spesa sociale ed il livello dei
servizi». I livelli base di cittadinanza sociale si riferiscono alla attivazione di tutta una serie di strumenti: i punti unici di accesso, sportelli dove le famiglie potranno rivolgersi
per avere tutte le risposte per l’accesso ai servizi, il segretariato sociale per l’informazione e l’orientamento, per permettere la più ampia diffusione delle informazioni relative ai
servizi disponibili, il servizio sociale professionale, il pronto soccorso sociale, strutture alle quali rivolgersi per avere una risposta immediata alle urgenze. «La realizzazione di
tutto ciò – prosegue Salvadori – è possibile soltanto se tutti soggetti presenti sul territorio (istituzioni, privato sociale, mondo del volontariato, terzo settore, sindacati,
categorie economiche) sono in grado di impegnarsi, nell’ambito delle proprie competenze, a collaborare, a garantire la massima partecipazione. La struttura complessiva del nuovo Piano sociale
è in grado di funzionare soltanto se si mette in pratica questa integrazione, traduzione in pratica del principio di sussidiarietà orizzontale, proprio per raggiungere, nella
programmazione, la più ampia rappresentazione degli interessi dei cittadini e di condivisione delle modalità di risposta al bisogno».

Il PISR 2007-2010 sarà l’ultimo Piano sociale separato da quello sanitario. «Ci siamo impegnati ad allineare i tempi dei due strumenti di programmazione – chiarisce l’assessore –
proprio perché dalla corretta integrazione degli obiettivi previsti a livello sociale e sanitario dipende un migliore e più efficiente impiego delle risorse a disposizione».

Capitolo risorse: aumentano rispetto al 2005 e al 2006. «Cercare di uniformare la spesa pro-capite per gli interventi in campo sociale – aggiunge ancora Salvadori – significa voler dare
un segnale chiaro: non si tratta di aumentare la spesa ma di investire nel sociale, mettere a disposizione servizi innovativi in tanti settori che riguardano da vicino la vita quotidiana delle
nostre famiglie. Nel 2005 avevamo a disposizione oltre 55 milioni di euro, nel 2006 oltre 74 milioni. Per il 2007 ne abbiamo più di 80».

Infine uno sguardo ai settori prioritari di intervento: anziani, immigrati, giovani ed esclusione sociale. «Questo – conclude Salvadori – non significa trascurare tutti gli altri, ma
dedicare un’attenzione maggiore a quelli che secondo noi presentano maggiori criticità. Gli anziani, attraverso la definizione del progetto di assistenza continua ai non autosufficienti
(compresi anche i disabili), per il quale si sta avviando la fase sperimentale, gli immigrati, aspetto strettamente collegato al precedente attraverso l’ambito del sostegno familiare, i
giovani, non come criticità ma come segmento della popolazione che necessita un’adeguata azione per prevenire disagio ed esclusione sociale».

Federico Taverniti

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