La Sardegna a Milano per far assaporare i vini, la cucina eccellente e perdersi nella sensualità di un tango del Sulcis Iglesiente

La Sardegna a Milano per far assaporare i vini, la cucina eccellente e perdersi nella sensualità di un tango del Sulcis Iglesiente

Il STL Sulcis Iglesiente, la Provincia di Carbonia Iglesias e il nuovo Assessore al Turismo Marinella Grosso hanno organizzato a Milano, alla San Vittore Lounge di viale Papiniano, una serata per
presentare i profumi, i sapori e la passione di uno dei territori più incontaminati e interessanti della Sardegna, il Sulcis Iglesiente.

La provincia di Carbonia Iglesias è un vasto territorio con spiagge dalle sfumature turchesi e un entroterra ricco e rigoglioso di prodotti enogastronomici che caratterizzano da sempre
questa regione in tutto il mondo. Qualità, tradizione, ricerca e innovazione sono gli ingredienti che fanno dei prodotti dell’enogastronomia e dell’artigianato del Sulcis Iglesiente dei
veri e propri capolavori.

La passione e il rispetto dei produttori per la loro terra, il mare e la storia di questi luoghi completa  alla perfezione ogni opera. Il pesce, il tonno, i molluschi, la bottarga,il pane
civraxiu, le confetture, i formaggi di capra e di pecora, la selvaggina, i funghi, le paste e i dolci.
Una cucina eccellente e ricette d’autore che coniugano sapientemente il profumo del mare ai segreti e sapori della terra con inaspettate contaminazioni arabe, liguri, piemontesi e un’attenzione
particolare all’etno gastronomia.

Bottiglie da classifica, produzioni di nicchia, barriques e distillati, cantine museo e operatori ospitali. Del Sulcis Iglesiente si assaporano in un bicchiere infinite sfumature e intensi
bouquet, passione e tradizione, amore e semplicità, il soffio del vento, la rugiada e la sabbia su cui crescono ancora oggi queste viti.

Achille Pinna, appassionato chef e titolare del ristorante Da Achille Sant’Antioco (CI), che ama raccontare il proprio territorio attraverso le esperienze dei viaggi partiti dalla sua isola in
giro per il mondo, per deliziare la serata con un  menu nato proprio come un viaggio per trasmettere il sapere e il sapore di questa terra meravigliosa.
Un menu tradizionale, semplice e d’effetto: “Abbiamo portato i nostri gamberi rosa di Sant’Antioco, li abbiamo abbinati a una crema di ceci, abbiamo fatto la galletta del pescatore, che è
una galletta secca abbinata alla buzzonaglia del tonno, con pomodorini, un po’ d’aceto, un olio novello e un po’ di cipolle rosse in agrodolce. Poi abbiamo fatto un pesce spada affumicato con
delle pigne, con un pomodorino candito, un cappero e un pezzettino di pane.
 
I formaggi di capra e pecora, accompagnati da miele di corbezzolo, con un retrogusto amaro, da miele di cardo, al contrario con un gusto ricco e pieno, molto più dolce e aromatico e dalla
composta di mele cotogne, che ho preparato io, cotta non eccessivamente con poco zucchero, con del cardamomo bruno, del pepe di Sichuan e dell’anice stellato. Un formaggio di pecora giovane
arrostito con dei crostoni ed i sottoli, le nostre verdure, con le favette novelle, i cardi selvatici e i gambi di carciofo, perché sono inusuali e perché per noi il gambo è
la parte più succulente e carnosa.
Una fregola con i gamberi e i carciofi e dei gnocchetti sardi, con dei sughi di salsiccia e pecorino. Per chiudere in dolcezza la cassatina con la crema di ricotta, i pistacchi e le scorzette
candite con le nostre arance che faccio a casa, avvolte da una cialda croccante di zucchero, uova, burro e farina di mandorle.”
Il tutto innaffiato dai vini bianchi e rossi delle cantine della “Strada del Carignano del Sulcis”, Sardus Pater a Sant’Antioco, Santadi a Santadi, Mesa a Sant’Anna Arresi, Calasetta a Calasetta
e 6 Mura.

 
E poi tango, romantico, sensuale e infine drammatico dal bandoneòn di Fabio Furia accompagnato al pianoforte da Marcello Melis, che ha presentato un estratto dello spettacolo che si
intintola Buenos Aires Reporter: “un viaggio irreale a Buenos Aires che attraversa le varie sensazioni, i periodi e le circostanze che si possono incontrare dalle origini del tango, quello nato
nei bordelli, quindi allegro e ballabile, fino ad autori più impegnati, come Juan De Dios Filiberto, per poi passare ai nostri arrangiamenti originali sulle musiche di Astor Piazzolla, di
cui abbiamo dato una lettura in chiave jazzistica e moderna nel rispetto del tango e del linguaggio piazzolliano di cui siamo esperti conoscitori.

Un viaggio ideale che parte dalle origini fino alla Buenos Aires modernissima, con tutte le contraddizioni che si possono trovare in un viaggio così impegnativo. La mia passione nasce da
piccolissimo, volevo suonare il pianoforte, ma i miei non potevano permetterselo e così mio nonno, che faceva l’ambulante di torrone e a cui piaceva il tango, mi regalò una
fisarmonica. Ho iniziato a suonare da solo, in brevissimo tempo ero diventato una piccola star e suonavo dappertutto.
A 14 anni sono entrato in conservatorio, in soli 4 anni mi sono diplomato in clarinetto, ho vinto molti concorsi e sono entrato nell’orchestra del teatro di Iglesias. Ho girato il mondo e dopo
 20 anni di carriera nella musica classica ho ripreso la strada del tango, la mia passione, con il clarinetto.
Suonavo sempre di più tango fino a che sono ritornato allo strumento che più lo rappresenta, il bandoneòn, non pensando di avere così tanto successo.”

Mascia Maluta
Newsfood.com

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