La Regione Toscana punta a un testo unico sulla Cultura

Firenze – Sono almeno 60 le principali fonti – comunitarie, nazionali, regionali – di cui l’assessorato alla cultura della Regione Toscana dovrà tener conto per
elaborare e stendere il testo unico in materia di beni e attività culturali. Il dato emerge da una comunicazione tenuta oggi in Consiglio regionale dall’assessore alla cultura che ha
illustrato le linee preliminari di una complessa attività normativa.

La comunicazione al Consiglio con il conseguente confronto in aula è il presupposto per l’inizio di una procedura assai complessa: tenendo conto degli indirizzi dell’assemblea, gli
uffici della Giunta inizieranno un lavoro che porterà alla presentazione della proposta di un testo unico e all’approvazione da parte della Giunta. Ciò dovrebbe avvenire entro il
prossimo dicembre per restituire la parola definitiva al Consiglio.
Attualmente sono 8, in Toscana, le leggi regionali di settore: la più antica risale al 1980 e riguarda musei e raccolte di interesse locale; l’ultima, che disciplina le attività
di programmazione in ambito culturale, è del 2006. Altre leggi regionali di settore riguardano musica e canto corale, spettacolo, istituzioni culturali di rilievo regionale, cultura
contemporanea, biblioteche, archivi.

Alle norme regionali vanno aggiunte almeno 8 fondamentali norme comunitarie: trattati, atti unici e regolamenti. Si va dal Trattato di Roma (marzo 1957) a un regolamento (luglio 2006) sul Fondo
Sociale Europeo.
Sono invece 31 le norme nazionali sia di carattere generale che riferite ai singoli comparti della cultura (nel solo settore dello spettacolo esistono 8 fra leggi e decreti ministeriali da
tenere in considerazione). Esistono poi, per restare solo all’ultimo quinquennio, almeno 13 principali sentenze della Corte Costituzionale che derivano da impugnative di singole Regioni o del
governo centrale.
Con questa sua proposta di testo unico la Regione Toscana intende semplificare la sua normativa in un settore così decisivo per l’identità stessa della comunità toscana. Si
parte da quanto sancito nello Statuto (articolo 44) e dalla necessità di conseguire le politiche regionali con «meno regole e migliori regole».

Nel corso degli anni, la Toscana ha conosciuto «un consistente aumento di musei, biblioteche e teatri», si sono moltiplicati luoghi e strumenti di spettacolo, è aumentata in
tutti i comparti la capacità di valorizzare un patrimonio enorme di beni culturali. Ora il problema («non più rinviabile») riguarda un moderno governo del sistema
attraverso un provvedimento legislativo organico che sappia anche aumentare il coinvolgimento delle comunità locali. Ecco dunque la proposta di testo unico che sarà presentata al
Consiglio regionale con l’obiettivo di riorganizzare, ridefinire, coordinare, armonizzare, integrare disposizioni che attualmente vivono nelle diverse leggi di settore. L’obiettivo sarà
raggiunto in coerenza con la legge regionale 27/2006 che detta le più generali norme di programmazione nella cultura. Centrale il ricorso a forme concertative e un modello di governance
cooperativa con gli enti locali. Si punta ad adottare un «sistema a rete» con il coinvolgimento effettivo di tutti i soggetti, pubblici e privati, che animano l’ambito della
cultura.

Mauro Banchini

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