La Regione Marche incentiva l’occupazione femminile

La Regione Marche incentiva l’occupazione femminile

Regione Marche – Inserimento, permanenza e reinserimento delle donne nel mercato del lavoro. Formazione, condizioni di lavoro e conciliazione tra famiglia
e lavoro. Sono gli obiettivi della Rete istituzionale, interregionale e transnazionale, dal titolo “Politiche di genere”, costituita tra autorità di gestione del Fondo sociale europeo, a
cui la Giunta regionale ha aderito. Adesione che verrà confermata da un protocollo d’intesa che verrà sottoscritto dall’assessore regionale all’istruzione, formazione e pari
opportunità. 

“Migliorare l’accesso e la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e la conciliazione dei tempi di vita e professionali – sostiene l’assessore Stefania Benatti – sono questioni
ineludibili da affrontare come prioritarie per dare alle donne la possibilità di dedicarsi pienamente sia alle attività di cura in famiglia che al lavoro”. Ancora oggi purtroppo,
considera Benatti, “la donna non gode in Italia di uguali opportunità rispetto agli uomini ed è proprio con le disuguaglianze di genere e le flessibilità che la
società le penalizza. La Regione Marche si adopera quindi sostenendo l’occupazione e la formazione, e, parallelamente, creando le condizioni per una buona qualità della vita”.

Le amministrazioni che sottoscriveranno il protocollo d’intesa s’impegnano a collaborare per la realizzazione di iniziative di promozione, sostegno e rafforzamento della prospettiva di genere
nelle politiche e negli strumenti, con particolare riferimento alla partecipazione femminile sul mercato del lavoro. Tenuto conto che, viene sottolineato nel documento, “nell’attuale contesto
di crisi economica, finanziaria ed occupazionale, occorre dedicare particolare attenzione alle donne, dato che costituiscono un gruppo vulnerabile a forte rischio di espulsione dal mercato e,
quindi, sensibile alla perdita dei posti di lavoro e di reddito”.

La collaborazione sostenuta dalla rete istituzionale “Politiche di genere” sarà coordinata dalla Regione Toscana. Gli incontri che si sono svolti finora hanno registrato l’adesione al
protocollo di sei Autorità di gestione Fse italiane (Toscana, Basilicata, Lombardia, Piemonte, Umbria e Marche) e quattro Autorità di Stati membri (Spagna, Malta, Romania e
Svezia).

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