Argentina: Un grande passo avanti contro la povertà, nascono i mercati agroalimentari familiari

Argentina: Un grande passo avanti contro la povertà, nascono i mercati agroalimentari familiari

Buenos Aires – Grazie alla cooperazione italiana, a Buenos Aires nascerà da gennaio il primo mercato di prodotti agroalimentari familiari. L’Icei, una delle circa 20 Ong italiane in
Argentina, è capofila di questo progetto che vuole essere una risposta alle immense difficoltà per le imprese agricole familiari a sopravvivere nel mercato argentino.  

In Argentina oggi dire agricoltura ormai significa soprattutto parlare di coltivazioni estensive di soia, un prodotto con un’altissima resa per un bassissimo costo. Ettari ed ettari vengono man
mano sottratti all’ortofrutticolo ed alla zootecnia per seminare soia. Che però non si mangia, ma si esporta. E il risultato è che, secondo autorevoli economisti, questo Paese con
soli 40 milioni di abitanti benché grande 15 volte l’Italia l’anno prossimo potrebbe finire con l’importare grano e carne, beni che ha da sempre esportato in quantità.
  

“Le coltivazioni della soia – spiega Marco Morani, un pavese che per l’Icei è in Argentina dal 2002 – sono molto redditizie ma uccidono le piccole realtà produttive quelle
familiari e danno una spinta decisiva all’urbanizzazione sfrenata dell’Argentina, una delle cause della povertà del Paese che viaggia a tassi più alti di quelli dichiarati dalle
statistiche governative”. Da qui l’idea dell’Icei, in collaborazioni con altre istituzioni locali: dare ai piccoli coltivatori (non solo famiglie, ma anche cooperative che non arriverebbero da
sole alla distribuzione) un mercato dove vendere direttamente i loro prodotti. Non solo frutta e verdura, ma anche zucchero e grano.   

“Il passo successivo sarà quello di certificare la qualità dei prodotti familiari”, dice Giuseppe Busalacchi, 34 anni, l’agronomo palermitano che coordina per l’Icei questo
progetto che, spiega, sostanzialmente mira a “impedire che i piccoli produttori diminuiscano la loro produzione perché nessuno la compra o perché gli intermediari impongono loro
prezzi troppo bassi. Se cala la produzione agroalimentare qui si va verso la fame; perché frutta e verdura le mangiano gli uomini, la soia si vende per il mangime del bestiame… In Cina”.
  

Insomma, la sfida per la lotta alla povertà in Argentina “passa anche per la creazione di un’agricoltura di qualità, che assecondi quella richiesta di biologico e pulito che viene
chiesto dai consumatori”, sostiene il milanese Franco Borelli, direttore strategico di Icei. “E’ l’unica strada per scongiurare la dipendenza alimentare dell’Argentina dall’estero”.
  

Oltre al mercato agricolo familiare, Icei gestisce altri 15 progetti nel Mercosur. Tra questi, quello per il trattamento dei rifiuti della discarica di San Martin, dove i ‘cartoneros’
(raccoglitori di cartone) lavorano in un’immensa discarica abusiva a cielo aperto a un tiro di schioppo dalle loro baracche del villaggio ‘Villa Miseria’ a 40 minuti di macchina dai palazzi in
stile francese di Buenos Aires. Ora i 7-8mila lavoratori (ma durante la crisi erano anche 30mila) che lì si sfamano smistando i rifiuti possono contare su un nastro trasportatore di 30
metri, ma nel loro villaggio avranno anche centri di assistenza sanitaria allestiti anche grazie a un progetto dell’ambasciata italiana in Argentina.

Francesco Bongarrà – Ansa.it per NEWSFOOD.com

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