La reazione del merluzzo al cambiamento climatico

Uno studio condotto da un’équipe internazionale di ricercatori dimostra che le popolazioni di merluzzo su entrambi i lati dell’Atlantico sono sopravvissute, seppur in numero ridotto,
alle condizioni climatiche estreme del passato; gli scienziati auspicano che i risultati da loro conseguiti possano migliorare la nostra comprensione della vulnerabilità del merluzzo al
riscaldamento globale futuro.

Le riserve di pesce sono già minacciate dall’eccessivo sfruttamento e il cambiamento climatico sta diventando fonte di ulteriori preoccupazioni. Un metodo per valutare la risposta di una
specie alle temperature che cambiano è quello di capire come essa ha reagito a tali eventi in passato.

In quest’ultimo studio, pubblicato negli atti della Royal Society B, gli scienziati hanno analizzato il cambiamento delle popolazioni di merluzzo dell’Atlantico (Gadus morhua) nell’ultima era
glaciale, quando sia le temperature sia il livello del mare erano inferiori rispetto ad oggi.

Gli studi sugli animali di terra hanno rivelato che in quel periodo la maggior parte delle specie terrestri si è trasferita verso sud. Condurre studi analoghi sulle specie marine
è più complicato a causa della natura tridimensionale dei mari. «Le condizioni possono variare ampiamente nell’arco di pochi metri nelle profondità marine e le
diverse fasi del ciclo di vita possono svolgersi in habitat differenti», spiegano gli scienziati.

Inoltre, il calo del livello dei mari ha fatto sì che molti habitat produttivi nelle acque basse in Europa e in Nord America abbiano semplicemente cessato di esistere. Oltre a
ciò, l’evoluzione dei modelli di circolazione oceanica faceva sì che il cambiamento di temperatura tra le zone tropicali e polari si verificasse ad una distanza molto più
breve, concedendo minor spazio alle specie temperate come il merluzzo.

Gli scienziati hanno impiegato modelli informatici per effettuare una stima degli habitat dell’era glaciale che sarebbero stati adatti al merluzzo, associandoli a studi genetici sulle attuali
popolazioni di merluzzo e a informazioni ecologiche.

Le analisi hanno rivelato che l’ambiente naturale del merluzzo durante l’era glaciale arrivava fino al nord della Spagna, ma l’area totale di habitat adatto era solo un quinto di quella
odierna. Ciononostante, le popolazioni di merluzzo hanno continuato ad esistere su entrambi i lati dell’Atlantico per tutto il periodo.

«La ricerca dimostra che le popolazioni di merluzzo sono riuscite a sopravvivere in periodi di cambiamenti climatici estremi», ha affermato il professore Grant Bigg
dell’Università di Sheffield. «Questo, però, non significa necessariamente che il merluzzo si dimostrerà altrettanto flessibile agli effetti dei futuri cambiamenti
climatici causati dal riscaldamento globale».

«Le conseguenze delle condizioni climatiche future devono essere valutate in relazione alle strutture demografiche, nonché agli importanti cambiamenti della popolazione dovuti allo
sfruttamento dell’uomo», concludono gli scienziati.

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