Il clima perugino annotato in un “Diario”

Perugia, 3 novembre 2007 – Il clima perugino degli ultimi 32 anni annotato in un “diario”: 1 gennaio 1976 – 31 agosto 2007, per un totale di 11566 giorni, questo è l’arco
temporale esaminato da Gianfranco Angeloni, Michele Cavallucci e Matteo Fiorucci i cui dati rilevati nella stazione meteo di Ponte Valleceppi, sono raccolti in un volume edito dalla Provincia
di Perugia dal titolo “Diario meteorologico di Perugia, dal 1976 al 2007” arricchito di 380 schede (una per ogni mese).

La sua presentazione è avvenuta stamani (sabato) in Provincia alla presenza di Mario Giuliacci Direttore del Centro Epson di Milano, Giulio Cozzari Presidente della Provincia di Perugia
e Sauro Cristofani Assessore all’Ambiente della Provincia di Perugia. “Con questa pubblicazione – si legge nel testo – si è cercato di realizzare, oltre alla raccolta dati, anche
l’osservazione quotidiana del tempo che ha fatto, giorno dopo giorno, nella città di Perugia negli ultimi 32 anni, attraverso la forma del diario. Una ricostruzione minuziosa della
memoria meteorologica di una città, con approfondimenti relativi ad eventi rilevanti, con il supporto di immagini satellitari”. Il volume, oltre che per soddisfare le curiosità
dei meteofili, si pone come guida per gli amministratori locali nella pianificazione degli interventi più opportuni per la difesa e la tutela dell’ambiente e del territorio e per
sfruttare al meglio tutte le potenzialità, specie nel settore agricolo.

“Le osservazioni giornaliere – ha detto Giuliacci – possono essere utilmente impiegate “on line” per interventi urgenti a difesa del territorio, magari per previsioni simulate di eventuali
piene dei torrenti e dei fiumi locali. I valori delle medie del trentennio, oltre a dare una migliore conoscenza del clima del luogo, offrono anche utili informazioni, ad esempio, sul grado di
disponibilità stagionale o annuale delle risorse idriche e, di riflesso, anche su una più oculata gestione delle stesse. Infine – conclude -, la tendenza dei vari parametri e i
tempi di ricorrenza di alcuni fenomeni, così come stimati dalla serie trentennale, consentono all’amministrazione pubblica di verificare se certe opere pensate e realizzate nel passato
siano ancora più o meno rispondenti alla loro funzione di difesa e di tutela del territorio”.

“L’opera è importante per quanto attiene all’organizzazione del nostro territorio – ha sottolineato Cozzari – per comprendere al meglio come possiamo utilizzare le risorse idriche,
sempre più preziose, per evitare gli sprechi”. Per Cristofani il volume assume una importanza “rilevante”, in quanto “mancava per il nostro territorio uno studio scientifico rivolto al
pubblico sul clima”. L’assessore si è detto “convinto” che “questi dati offriranno al dibattito locale e nazionale un valido supporto tecnico”. “Il nostro obiettivo rispetto all’ambiente
è consegnare alle generazioni un mondo almeno non peggiore di quello che abbiamo trovato. L’impegno e le attività della Provincia – continua – stanno viaggiando lungo due
indirizzi di fondo: la salvaguardia delle risorse idriche in tutte le diverse forme e la diffusione di buone pratiche per il risparmio energetico. Infatti – conclude – la vera, grande
scommessa, è quella delle forme alternative di energia. Su questo occorre un grande patto tra le responsabilità delle amministrazioni, la professionalità dei tecnici e la
sensibilità dei cittadini”.

I dati riassuntivi: a Perugia le ultime estati sono le più calde in assoluto ma anche le più piovose. Negli ultimi 16 anni in estate la temperatura media è aumentata di
1,7°C, e le stesse racchiudono ondate di calore più frequenti ed intense. Gli ultimi 16 inverni sono risultati leggermente più freddi dei precedenti 16 anni. Ovvero, le
temperature medie delle minime dei mesi invernali, sono risultate più basse do 0,17°C. La piovosità media degli ultimi 16 anni è cresciuta significativamente rispetto
al 1976-1990 di 6,3 per cento. È cambiata la sua distribuzione durante l’arco delle stagioni, in quanto piove di più in estate-autunno rispetto ad inverno-primavera. Alla luce dei
risultati raccolti gli autori suggeriscono a chi avrà il compito di governare la città un decalogo su cui concentrare le politiche dell’immediato futuro.

Leggi Anche
Scrivi un commento