L'impatto dei mutamenti climatici su viti e tartufi

Ecco l’impatto dei mutamenti climatici previsto in Toscana per i prossimi trent’anni nel settore viticolo e su quello di foreste e tartufi come emerso dai primi risultati dei progetti di
ricerca avviati da Arsia in collaborazione con l’Università.

Settore viticolo – Un ampliamento della gamma dei vitigni da coltivare con una migrazione dei vitigni a basse esigenze termiche verso quote più elevate rispetto alle attuali dove
verranno coltivati vitigni con maggiori esigenze termiche. Il Sangiovese dotato di una grande variabilità, ad esempio, potrà essere coltivato in zone più elevate; è
ipotizzabile che alcuni problemi legati alle fasi di maturazione di tale vitigno possano, con l’innalzamento previsto delle temperature, anche diminuire.
– Un progressivo anticipo del germogliamento della maturazione con la conseguente riduzione del ciclo vegetativo.
– Una minore incidenza dell’oidio dal 40 % attuale fino ad arrivare al 15%.

Per quanto riguarda l’andamento della produzione di uva da tali studi non è emersa una univoca previsione. Probabilmente ci saranno zone in cui si avrà un incremento della
produzione (zone poste a quote più elevate) e zone in cui la produzione potrà diminuire. In merito a questo, però, c’è anche da considerare che rispetto al passato
sono cambiate le tecniche di coltivazione del vigneto passando da impianti con 1.500 p/ha a 4.000/5.000 p/ha. Pertanto si può ipotizzare che la produzione complessiva del vigneto,
dovendo comunque rispettare i limiti di resa stabiliti dai d! isciplin ari di produzione, rimanga invariata anche in condizioni climatiche più sfavorevoli.

Foreste e tartufi – Gli effetti della riduzione delle piogge nel periodo primaverile-estivo e del concomitante aumento delle temperature medie, che quest’anno hanno portato ad un
anticipo di circa 20 giorni nella ripresa dell’attività vegetativa delle specie arboree, pongono seri problemi per la gestione del patrimonio forestale. E’ necessario considerare innanzi
tutto che, a differenza del settore agricolo, in ambito forestale non esistono contromisure, quali lavorazioni ed irrigazione, che possano in qualche modo ridurre l’impatto dei fattori
climatici sulla vegetazione. D’altro canto una vegetazione già provata dalla scarsezza d’acqua e da una lunga stagione vegetativa è ancora più esposta all’attacco di
organismi patogeni, molti dei quali si avvantaggiano di inverni miti e primavere precoci, organismi sui quali è particolarmente difficile, se non impossibile, intervenire sia per la
mancanza di prodotti autorizzati all’uso in ambito forestale sia per l’oggettiva impossibilità di trattare ampie aree del nostro territorio.
Negli ultimi 10-15 anni, salvo alcune eccezioni, si è assistito ad una progressiva riduzione della produzione di tartufi, in particolare del bianco pregiato, riconducibile ad una
molteplicità di fattori fra i quali possiamo annoverare anche i mutamenti climatici.

Leggi Anche
Scrivi un commento