La produttività di una coltura deve essere massimizzata rendendo ottimali le caratteristiche chimico-fisiche-biologiche dei terreni
4 Dicembre 2008
Roma – Massimizzare la produttività di una coltura vuol dire reintegrare il suolo che la ospita per poter garantire nel tempo un’adeguata risposta produttiva; per
farlo sono necessari interventi correttivi per rendere ottimali le caratteristiche chimico-fisiche-biologiche dei terreni. Ciò è reso possibile dall’utilizzo di
fertilizzanti. Questo è quello che emerge dall’XI Rapporto Nomisma, presentato oggi a Roma, realizzato in collaborazione con Assofertilizzanti, l’Associazione
nazionale dei produttori di fertilizzanti che fa parte di Federchimica.
La ricerca si è articolata attraverso una serie di interviste su un campione di 461 imprenditori agricoli italiani e quello che è emerso in prima battuta, è un
approccio positivo da parte degli utilizzatori nei confronti dei fertilizzanti. Grazie a un razionale piano di concimazione, infatti, basato sulla stima di fabbisogni nutritivi della
pianta e della composizione chimica del terreno, con conseguente somministrazione delle dosi opportune nel momento ottimale per il loro assorbimento, è possibile un adeguato
sviluppo delle colture che consente livelli di produttività altrimenti non raggiungibili.
Lo studio di Nomisma analizza anche il trend dell’impiego di fertilizzanti in Italia. Nel corso degli anni abbiamo assistito ad una diminuzione del loro utilizzo, grazie ad un uso
più razionale e allo sviluppo di tecniche di distribuzione e di prodotti più efficaci. Si è infatti passati dalle circa 2.100.000 tonnellate del 1981 alle 1.200.000
tonnellate del 2005; il fatto che attualmente si sono triplicati i raccolti dei cereali e raddoppiati quelli dell’ortofrutta, nonostante la riduzione dell’uso di
fertilizzanti, è quindi l’evidenza dei progressi ottenuti dall’industria del settore.
“Il Rapporto Nomisma oltre a consentire un’interessante analisi di mercato – commenta Narciso Salvo di Pietraganzili, Presidente di Assofertilizzanti – che ci permette di
capire meglio i bisogni dell’agricoltore, ha dimostrato che i fertilizzanti permettono l’incremento e la stabilità della produzione così come una migliore
collocazione commerciale del prodotto”.
Secondo gli intervistati non utilizzare i fertilizzanti significa rischiare di perdere fino al 75% del raccolto.
Il 48% gli agricoltori afferma di trarne beneficio in termini di produttività e il 43% degli intervistati dichiara che sono indispensabili anche a garantire la qualità e
la sicurezza del prodotto finale.






