La mostra prodotta dal Centro per la pace di Piacenza, mette al centro l'ascolto. Al Cantinone

Biella – Sarà inaugurata il prossimo 9 aprile alle 17 nel Cantinone della Provincia la mostra interattiva per ragazzi dagli 11 ai 16 anni «Conflitti litigi?e altre
rotture» promossa dalla Provincia di Biella in collaborazione con l’Associazione scuola aperta (Asa), con il contributo dei Comuni di Biella e Cossato e del Centro servizi per il
volontariato.

Questa mattina l’iniziativa è stata presentata dagli assessori provinciali alle politiche sociali Flavio Como, all’istruzione Annamaria Fazzari e alla pace Davide Bazzini, insieme
all’assessore all’istruzione del Comune di Biella Rinaldo Chiola e al professor Gian Maria Mello Rella, presidente di Asa.
«La distinzione necessaria tra conflitto e guerra – ha dichiarato Como introducendo i contenuti della mostra – non è solo di tipo lessicale: alla base è una diversa
concezione delle relazioni umane, laddove nel conflitto è sempre presente lo spiraglio di un chiarimento, di un confronto che porta a una soluzione. La mostra che ospiteremo dal 9 al 22
aprile, prodotta dal Centro psicopedagogico per la pace di Piacenza, mette al centro, per affrontare serenamente e senza pregiudizi ideologici il conflitto, la pratica dell’ascolto. Il
conflitto esiste quotidianamente nella nostra vita di adulti come in quella dei ragazzi, ma è proiettato verso il superamento delle differenze e non la prevaricazione: si fonda su
discussioni, a volte animate, mentre la guerra è il silenzio delle parti».

L’Associazione scuola aperta, che quest’anno festeggia i 25 anni di attività, ha promosso l’iniziativa costruendole intorno un importante percorso educativo rivolto anche a una classe
4° dell’Istituto Sella di Mosso: all’interno di un’area di progetto e dopo avere partecipato a un corso del Gruppo Abele di Torino, i ragazzi accompagneranno all’interno della mostra i loro
«fratelli minori» delle scuole medie in visita; oltre a loro un gruppo di 24 genitori di 7 associazioni biellesi, che partecipano a un analogo corso sui conflitti e faranno da
accompagnatori garantendo l’apertura al di fuori dell’orario scolastico.
«Biella – ha dichiarato Mello Rella – è la seconda città d’Italia dopo Trezzo d’Adda a ospitare la nuova versione di questa mostra interattiva nata 7 anni fa. Ai ragazzi
verrà distribuito un «diario di bordo» sul quale potranno svolgere le attività legate alla visita, con testi scritti, rappresentazioni grafiche e pagine bianche dove
produrre contenuti; agli insegnanti sarà fornito un manuale per proseguire in classe attività di riflessione e approfondimento sui temi del conflitto».

«Appuntamenti come questo – ha spiegato l’assessore provinciale Fazzari – rappresentano tappe di percorsi articolati per favorire il benessere dei ragazzi e delle loro famiglie. Il tema
dei conflitti generazionali è sempre presente, tutti ne hanno fatto esperienza nel proprio quotidiano familiare e questa mostra tenta di focalizzare l’attenzione dei ragazzi
sull’utilità dei percorsi di aggregazione e sulla necessità di conoscere cos’è veramente il conflitto per giungere a una sua soluzione. La qualità della proposta
è molto alta, comprendendo anche percorsi formativi che vanno oltre la sola presenza alla mostra proponendo riflessioni di più lungo periodo».
L’assessore Chiola ha ricordato come «anche in questa occasione l’importanza di lavorare con i giovani emerge con chiarezza. La comunicazione è un valore fondamentale, è
necessario avviare continuamente vie di relazione, favorire a ogni livello l’interazione, per riuscire a ricomporre i conflitti e i litigi nei diversi ambiti della famiglia, della scuola e
delle più generali relazioni sociali».

Infine Davide Bazzini ha ricordato: «la pace è un concetto «inflazionato»: le guerre guerreggiate non sono mai state così tante come in questo periodo storico. A
partire dai contesti più piccoli, quelli della quotidianità di ognuno, è necessario acquisire maggiori informazioni sul conflitto, capire cos’è, da dove nasce. Non
è, ad esempio, la sola assenza di conflitto ma anche la presenza di altro che va indagato e questa mostra tenta di aprire a questo livello di conoscenza».
Per favorire la visita delle scolaresche, e vista la natura interattiva del percorso che prevede un tempo di visita standard di circa 2 ore, sono stati previsti due differenti orari di
apertura: alle scuole sono stati riservati, su prenotazione, gli orari dalle 8 e 30 alle 12 e 30 e dalle 14 e 30 alle 16 e 30 dal lunedì al venerdì; il pubblico potrà
visitare la mostra dalle 17 e 30 alle 19 e 30 (da lunedì a venerdì) e dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 di sabato e domenica.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero telefonico 015/8480836 o inviare una mail all’indirizzo politicheminorili@provincia.biella.it.

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