La misura dell'occupazione non regolare nelle stime di contabilità nazionale

L’Istat diffonde le stime sul volume di lavoro, coerenti con gli aggregati economici che contribuiscono alla formazione del prodotto interno lordo realizzato nel periodo di riferimento,
l’aggiornamento delle serie completa il processo di ricostruzione delle stime, conseguente alla revisione generale dei conti nazionali i cui risultati sono stati pubblicati a partire da
dicembre 2005.

Le stime dell’occupazione presentate sono coerenti con i dati nazionali diffusi a marzo 2007 e con quelli regionali del gennaio 2008.

Le stime riguardano l’occupazione espressa in termini di occupati interni, posizioni lavorative e unità di lavoro. Ciascuna delle suddette misure fornisce una diversa informazione del
contributo del fattore lavoro al processo di produzione: gli occupati interni rappresentano il numero delle persone fisiche occupate; le posizioni lavorative stimano il numero delle
attività svolte da ciascun occupato; le unità di lavoro (ULA) misurano il numero teorico di lavoratori a tempo pieno. In ciascuna delle diverse misure di occupazione è
possibile distinguere la componente regolare da quella non regolare.

I dati a livello nazionale sono disponibili in serie storica (dal 1980 le unità di lavoro e dal 1991 gli occupati interni e le posizioni lavorative), con un dettaglio pari a 30 settori
di attività economica (corrispondenti alla classificazione NACE-Rev.1.1) e con informazioni distinte per ciascuna posizione nella professione (dipendente e indipendente). Stime regionali
sulle unità di lavoro non regolari sono fornite per quattro macrobranche a partire dal 2001, anno base delle nuove serie dell’occupazione.

Le nuove serie di dati sostituiscono ed aggiornano quelle presentate il 16 dicembre del 2005 nella Statistica in breve «La misura dell’occupazione non regolare nelle stime di
contabilità nazionale».

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