USA. Presto nelle farmacie CannaCola, la bibita al THC

USA. Presto nelle farmacie CannaCola, la bibita al THC

Clay Butler è l’inventore dell’ultima bevanda che sta per cercare un posto al sole nel mercato dei soft drink. Quello che distingue CannaCola (questo il nome della bibita) dalle colleghe
è il contenuto: THC tetraidrocannabinolo, componente psicoattivo della marijuana.

A dar forma al prodotto, la Diavolo Brands, azienda California di cui Butler è socio, che ad oggi ne ha creato quattro versioni:  Grape Ape (bevanda al sapore di uva), Orange Kush
(sapore all’arancia); Sour Diesel (al sapore di limone), Doc Weed (bevanda al sapor di ciliegia simile alla famosa Dr. Pepper) più la CannaCola, che sarà la bibita ammiraglia.

In base al programma dei produttori, la bibita inizierà ad essere venduta nelle farmacie del Colorado. Poi, in primavera, CannaCola sbarcherà in California. Obiettivo finale, far
diventare il drink un must, facendolo primeggiare nell’affollato settore delle bevande alla marijuana. A tale scopo, sul sito ufficiale campeggia uno slogan ad effetto: “CannaCola — Just
Say Yes” (CannaCola – basta dire sì).

L’idea di una bevanda “imparentata” colla marijuana non è passata sotto silenzio; così, Butler è stato presto intervistato dal “Santa Cruz Sentinel”, giornale californiano.
Secondo Butler, la bottiglietta singola costerà 10-15 dollari e conterrà 33 cl. Inoltre, l’uomo vuole chiarire: “Non mi drogo e non l’ho mai fatto. Ho bevuto solo due birre nella
mia vita e ancoro ricordo gli effetti. Tuttavia, sono fermamente convinto che gli adulti hanno l’inalienabile diritto di pensare, mangiare, fumare, bere, ingerire, decorare, indossare qualsiasi
cosa desiderino”.

Lo stesso tono ed argomentazioni simili arrivano da Scott Riddell, socio di Butler e fondatore della Diavolo Brands. Riddel spiega come CannaCola contenga 35 e i 65 milligrammi di THC, una dose
inferiore a quello di molte bevande simili presenti sul mercato. In ogni caso, “Il nostro prodotto ha un gusto delicato alla marijuana. I nostri concorrenti invece usano una percentuale di Thc
tre volte superiore rendendo il prodotto davvero disgustoso”.

In ogni caso, il duo Butler-Riddell ricorda come il drink sarà venduto solo da da quelle farmacie che già offrono marijuana terapeutica ai propri clienti (in Colorado, California
e Montana è legale) e potrà essere acquistata solo dalle persone in possesso di ricetta medica.

Il primo passo è però evitare le insidie della Brownie Law, progetto di legge in discussione al Congresso USA e che ha l’obiettivo di applicare pene più severe per chi
realizza prodotti come alimenti o bevande zuccherate uniti alla marijuana. l progetto, promosso dalla senatrice Dianne Feinstein, è stato approvato al Senato la scorsa estate ed è
adesso in esame alla Camera dei rappresentanti. Per Riddell, ” Questa legge è una minaccia per tutti gli alimenti che contengono Thc”.

FONTE: Wallace Braine, “Pot meets pop: Local entrepreneur plans to market line of smartly branded medical-marijuana soft drinks”, Santa Cruz Sentinel, 23/01/011

Matteo Clerici

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