La GDA propone un'alleanza con l'industria alimentare
9 Maggio 2008
La Grande distribuzione si impegna a tenere bassi i prezzi dei prodotti agroalimentari, ma chiede all’industria uno sforzo per accorciare la filiera e per semplificare la catena logistica,
questa richiesta delle grandi catene distributive è emersa al convegno tenutosi oggi a CIBUS 2008, organizzato da Federdistribuzione, l’organizzazione che raggruppa la maggioranza delle
imprese della Grande Distribuzione Organizzata in Italia.
Al convegno sono intervenuti Roberto Ravazzoni, a.d. Fiere di Parma; Marco Pagani, Direttore legislativo di Federdistribuzione; Stefano Galli della Nielsen; Gianni Di Falco, esperto di
sicurezza alimentare e consulente di Federdistribuzione.
Secondo Federdistribuzione, gli aumenti delle materie prime che si registrano sui mercati internazionali stanno mettendo sotto forte tensione l’intera filiera agro-alimentare ed occorre quindi
accorciare la filiera e semplificare la catena logistica, per dare segnali importanti a istituzioni politiche ed economiche, per valorizzare e migliorare le produzioni, per fornire un servizio
sempre più efficiente ed adeguato per i consumatori in termini di qualità, assortimenti e convenienza.
«In questa situazione complessa – ha detto Ravazzoni – è fondamentale ridurre la conflittualità tra imprese, specie le piccole e medie, e grande distribuzione. Le imprese
poi devono essere innovative e ‘andare veloci’ nel definire le proprie strategie: o puntano a divenire marche leader di mercato oppure scelgono la partnership con la distribuzione moderna su
marca privata, promozione di prodotti locali e prodotti di filiera».
I consumatori italiani diventano poi sempre più esigenti, come ha dimostrato la ricerca presentata da Nielsen: nelle scelte alimentari la valenza salutistica del prodotto pesa per il
62%, la fiducia nella marca per il 46% ed il prezzo per il 44%. Addirittura i consumatori italiani si dimostrano più sensibili di quelli europei sull’acquisto di prodotti alimentari che
rispettano ambiente e sostenibilità (82% vs 77% media europea). Cresce molto anche la domanda di prodotti a contenuto salutistico ( 11,3% i probiotici da bere).
Per rispondere alle esigenze dei consumatori, la Grande distribuzione italiana ha deciso, come ha riferito Di Falco, di partecipare alla definizione degli standard IFS (International Food
Standard – certificazione dei requisiti igienico-sanitari di base per i prodotti a marchio privato) per garantire prodotti sempre più sicuri. Quello della sicurezza alimentare diviene un
problema sempre più importante, anche a motivo della globalizzazione che ha portato sui mercati paesi terzi non sempre corretti nella loro proposta di prodotti alimentari.





