“La finanza di solidarietà e il rischio di nuovi prelievi fiscali sui cittadini” by Achille Colombo Clerici
19 Gennaio 2024
“La finanza di solidarietà e il rischio di nuovi prelievi fiscali sui cittadini” –
Rubrica CASA CITTA’ E SOCIETA’ su QN IL GIORNO
“La finanza di solidarietà e il rischio di nuovi prelievi fiscali sui cittadini” – Rubrica CASA CITTA’ E SOCIETA’ su QN IL GIORNO del 19 gennaio 2024
di Achille Colombo Clerici
A Milano pullulano le iniziative di solidarietà. E’ una forma di beneficenza, di assistenza ai bisognosi praticata dai privati, che surroga l’azione pubblica nelle sue carenze.
Tuttavia in taluni casi essa rischia di trasformarsi in una occasione, ma al tempo stesso in un meccanismo, per fare soldi da gestire sul piano finanziario.
La solidarietà, quale forma di filantropia, nasce con l’uomo, come risposta alla tendenza nell’umano ad essere utile alla comunità, E si sviluppa man mano che, con l’avanzare del welfare state e con il parallelo incremento del prelievo fiscale, si sono ridotti i margini di autonomia della antica carità.
La sua maggior diffusione, nel nostro Paese, si riscontra nelle regioni settentrionali e nelle grandi città, dove la ricchezza è prevalentemente liquida e maggiormente legata all’impresa; piuttosto che in quelle meridionali e nelle campagne, dove la ricchezza è prevalentemente immobiliare, legata originariamente al possesso della terra.
Possiamo dire, dunque che la odierna solidarietà deve ricavarsi spazi all’interno di un sistema di pressione fiscale che sostanzialmente limita fortemente le persone fisiche.
Mentre le persone giuridiche, a fronte di una elargizione liberale, trovano una compensazione di bilancio e ragioni commerciali a sostenerla, non così il semplice cittadino.
I grandi filantropi ormai non sono più le famiglie, quali esponenti del mondo delle persone fisiche, ma le fondazioni, e le persone giuridiche che, per motivi commerciali (vedasi ad esempio il ritorno di immagine o la pubblicità dei prodotti), possono essere interessate a finanziare operazioni filantropico/caritative. Le campagne di fundraising, in cui i vari operatori fanno a gara a chi raggiunge i migliori risultati, ne sono testimonianza.
Tende dunque ad affermarsi una forma di finanza della solidarietà in cui lo scopo primario è quello di gestire fondi, arrivando addirittura a pensare di poter forzare l’attuale rapporto di equilibrio tra cittadino e fisco.
C’è chi è arrivato a pensare, ad esempio, che i privati non facciano sufficienti donazioni e che, dunque, al di là del sistema del 5 per mille, si debba incrementare il prelievo fiscale nelle successioni indirette, per destinare il ricavato a fondi di gestione di risorse finanziarie per la “solidarietà”. Ma questa non è solidarietà, è fiscalità mascherata.




