La crisi c’è, la si vede, la si tocca con mano: conversazione tra un 62enne ed un 38enne

La crisi c’è, la si vede, la si tocca con mano: conversazione tra un 62enne ed un 38enne

18 luglio 2012
Il bicchiere è quasi vuoto ma lo dobbiamo vedere come mezzo pieno, con la speranza che possa riempirsi presto!

(Nota: questa conversazione via email è pubblicata con il consenso di entrambi.)
Il giorno 17/lug/2012, alle ore 12.27, Emanuele Arata (Logisticamente S.r.l.) ha scritto:
Ciao Giuseppe,
 
È da tantissimo tempo che non ci sentiamo: come vanno le cose?

Giuseppe:
Potrei dirti che va tutto bene ma non è così. E credo che questo valga ormai per tutti coloro che cercano di lavorare onestamente in un mondo dove tutti gli altri, a partire da chi
ci governa, barano e rubano impunemente.

Emanuele:
Ti scrivo perché stiamo organizzando in collaborazione con AILOG il convegno ‘Lean warehousing: utile e possibile’, in programma il 24 ottobre a Salsomaggiore Terme (PR):
https://www.logisticamente.it/System/NotFound.aspx?aspxerrorpath=/SupplyChain/147/convegno_gratuito_lean_warehousing_parma.aspx

Giuseppe:
Mi fa piacere per te e per coloro che avranno il tempo di partecipare ad un convegno.
 
Emanuele:
Se inviamo la scheda dell’evento per l’agenda e nelle prossime settimane qualche comunicato stampa, pubblicheresti qualcosa?
        
Giuseppe:
Un caffè ed un bicchiere d’acqua non si negano mai a nessuno. E’ un peccato però non approfittare del ns menu alla carta: Banner, articoli mirati con link a vs landing page, DEM,
ecc
L’altro giorno un “amico”, Amm. Del. di una media azienda alimentare, alla mia richiesta di inserire Newsfood.com+WebTV tra i mezzi di comunicazione da pianificare nella campagna
ADV…candidamente:-” perchè dovrei spendere dei soldi, visto che da qualche anno mi pubblichi gratis?”…

Emanuele:
Noi metteremo come al solito il logo NewsFood.com su Logisticamente.it nella home page dell’area dedicata all’evento.
  
Giuseppe:
Se ritieni che sia uno scambio equo, grazie.
 
Emanuele:
Approfitto di questa occasione per chiederti qualche informazione sui social media: ci siete? Come vi state muovendo?
        
Giuseppe:
Si, ci siamo ma per fare bene le cose occorrono risorse economiche e umane che sono ormai merce rara e molto costosa
 
Emanuele:
Lo chiedo a te perché so che sei sempre stato molto sensibile alle novità, e hai mostrato in più di una occasione di avere buon occhio.
Qui in Logisticamente abbiamo iniziato da qualche mese, per ora con qualche risultato positivo in termini di visibilità: https://twitter.com/logistica_mente
        
Giuseppe:
Il problema è proprio questo: se la maggiore visibilità non si trasforma in maggiori introiti, diventa un bel gioco, un passatempo riservato a chi può permettersi di perdere
tempo, non un’attività.
 
Emanuele:
Resto in attesa di tue nuove, nel frattempo ti ringrazio molto e ti auguro buon proseguimento di giornata.
Emanuele
        
Giuseppe:
Spero di non averti offeso o shoccato. Non sono pessimista, sono uno che vede le cose per come sono e sono incazzato nero perchè si parla, si parla, ma in concreto non si fa nulla per
risolvere il problema.

Giuseppe Danielli
Nonno di cinque nipotini,
ai quali lasciamo in eredità un mondo senza più valori
e debiti che nemmeno i loro figli riusciranno a sanare,
e Direttore di Newsfood.com

Ciao Emanuele, (mandami i comunicati – possibilmente inediti e/o in chiave di intervista a vs responsabile + foto)

Data: 18 luglio 2012 15.29.11 GMT+02.00

Ciao Giuseppe,
Ti invierò a partire da settembre i comunicati stampa di presentazione dell’evento: sarà poi a tuo giudizio scegliere se pubblicarli o meno, in relazione giustamente al valore che
questi potrebbero costituire per i tuoi lettori e quindi anche per te.
Da parte mia pubblico il link a Newsfood.com nella home page dedicata al convegno perché ritengo sia una fonte di informazione seria e valida, in un mondo che molto spesso tale non
è: https://www.logisticamente.it/System/NotFound.aspx?aspxerrorpath=/SupplyChain/147/convegno_gratuito_lean_warehousing_parma.aspx
 
Il tuo menu alla carta è molto appetibile, e cambiato qualche ingrediente, è praticamente uguale a quello che Logisticamente.it offre alle aziende che intendono promuovere soluzioni
per la logistica: in sostanza stiamo dalla stessa parte della barricata, con l’importante differenza che tu sei un imprenditore e io un dipendente.
 
In questo, mi occupo prevalentemente dei contenuti e delle relazioni con altri media, cercando di essere il meno possibile impegnato in mansioni commerciali, proprio per evitare di dover avere a
che fare con personaggi tipo quello che tu stesso mi hai citato.
 
Ricordo benissimo che ai tempi della prima crisi, ovvero il 2008, fra le righe dei tuoi messaggi c’era un’energia ben diversa rispetto all’amarezza di oggi: ora non so se le riflessioni che
seguono siano più o meno amare delle tue, in ogni caso mi fa piacere condividerle perché da tanti anni ci incrociamo in rete, e anche se non ci siamo mai conosciuti di persona ho
fatto spesso tesoro di ciò che hai realizzato quando è uscito Newsfood.com
 
Credo che la Storia ci abbia insegnato che un’unione monetaria ha senso solo se fatta seguire in tempi brevi da un’unione politica: questo non è avvenuto, e ora ci toccano le conseguenze.
In un’ottica di lungo periodo sarebbe stato meglio averla avuta prima questa crisi: forse in quanto europei oggi non avremmo sulla coscienza gli oltre 8.000 morti di Srebrenica, oppure la gara
fra nazioni allo sciacallaggio della Libia (evidentemente non abbiamo ancora perso il vizio).
 
In Italia il sistema di potere fondato sul familismo e sulle clientele non è mai stato un mistero: il fatto è che nella cosiddetta Prima Repubblica c’era gente che comunque aveva
competenze vastissime e una visione politica maturata all’interno di partiti veri, di quelli nei quali esistevano una gavetta e un percorso di formazione, nei quali si dibatteva, si mettevano ai
voti la linea e il programma e si sceglieva la guida.
 
Il sistema di potere che si è andato instaurando dal 1994 sino ad oggi è maturato sotto agli occhi di tutti, che hanno riconfermato alla guida del nostro Paese una persona e un
certo modo di intendere la politica per ben tre volte nell’arco di 18 anni, accettando di buon grado tutte le storture possibili che la furberia italica, già parte del nostro DNA, è
riuscita ad inventarsi.
 
Passo sopra alle leggi ad personam, all’incitamento alle furberie che da sempre hanno tolto risorse al nostro Paese (lavorate in nero, non pagate le tasse, eccetera), all’erosione costante dei
diritti di una democrazia partecipativa (vogliamo parlare della legge elettorale, che è fatta su misura per un’oligarchia?): ciò che più mi preoccupa, è che siamo in
una crisi da dopoguerra senza avere però quegli strumenti meravigliosi che maturano nelle comunità umane nel fronteggiare periodi di difficoltà.
 
Mi riferisco alla solidarietà, alla consapevolezza che quel che faccio nel mio giardino si ripercuote anche in quello del vicino, all’ascolto reciproco. E alla memoria, cosa che oggi
nessuno possiede più: credo che la maggior parte di noi, anche se avesse la possibilità di scegliere fra persone valide e oneste o incompetenti e disoneste, probabilmente non le
saprebbe distinguere.
 
Non ho figli, ma mi ha molto toccato la frase con cui hai chiuso il tuo messaggio: la mia generazione (ho 38 anni) sarà condannata a lavorare sino a schiattare, sempre che il lavoro riesca
a mantenerselo, cosa tutt’altro che scontata.
Se avessi dei nipotini, credo che leggerei loro dei libri sui paesi stranieri, nell’intenzione di fornire loro gli strumenti per decidere cosa fare del loro futuro, perché secondo me
l’Italia farà come ha sempre fatto: punterà sull’  “uomo della Provvidenza” di turno, e nessun elettore protesterà mai per gli sprechi pubblici, purché ne abbia
un utile privato.
 
Soprattutto, la classe politica farà scelte che le possano assicurare i voti dei cosiddetti ‘indecisi’, quelli che alla fine decidono sia per me sia per te. Primo Levi li chiamerebbe ‘zona
grigia’, Gramsci ‘indifferenti’, Gaber ‘dittatura di centro’. Insomma, fai te.
 
Forse mi sono un po’ allargato e me ne scuso, ma mi ha fatto piacere leggerti e confrontarmi con te, anche se gli argomenti stavolta non sono affatto lieti.
 
A risentirci presto, e speriamo con qualche nota lieta, nel frattempo grazie di cuore.
Emanuele
 

Giuseppe:
Potremmo andare avanti all’infinito ma il tempo manca e non concluderemmo nulla…
Chiosa finale:
non è dal 1994 che le cose vanno storte ma da qualche millennio, da quando qualcuno ha scoperto che, sfruttando il lavoro degli altri, si faticava di meno e si guadagnava di
più.
 

Giuseppe Danielli

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