La Cia: è emergenza, aziende agricole in ginocchio. Chiesto lo stato di calamità

Per assicurare la consegna di latte utilizzare i mezzi della Protezione civile, è quanto chiede la Cia-Confederazione italiana agricoltori davanti alla drammatica situazione provocata
dal blocco dei Tir; ormai, infatti, sono incalcolabili i danni per l’intero settore agroalimentare: al momento la stima, per difetto, è di oltre un miliardo di euro. Migliaia di imprese
sono in ginocchio. Sono andati distrutti migliaia di litri di latte e tonnellate di frutta e di ortaggi. Chiesto lo stato di calamità per il settore. E gli scaffali dei supermercati sono
sempre più vuoti. Difficile trovare latte, pane, frutta e verdura.

In tre giorni di protesta degli autotrasportatori -avverte la Cia- è andato perso più del 45 per cento del latte prodotto dalle stalle italiane. Un danno ingente che si va ad
aggiungere a quello registrato dal settore dell’ortofrutta. Moltissime le aziende agricole che non hanno potuto consegnare i loro prodotti. I mercati ortofrutticoli sono praticamente bloccati.
Stesso discorso per la carne e per gli animali vivi (ovini, e avicoli in particolare) il cui trasporto è impossibile.
Il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi; che ieri aveva scritto un telegramma al presidente del Consiglio Romano Prodi e al ministro dell’Interno Giuliano Amato, dei Trasporti
Alessandro Bianchi e delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro, sollecitando un pronto intervento per sbloccare una situazione che diventa ogni giorno più
estremamente difficile, ha chiesto che il trasporto dei generi alimentari di prima necessità e deperibili come il latte venga affidato alla Protezione. In questo modo, oltre al ritiro
del prodotto delle aziende, si garantiscono i consumatori, soprattutto bambini e anziani, che hanno difficoltà a trovare il latte nei negozi.

Problemi si riscontrano anche nel settore dei cereali. La farina non viene ritirata dai magazzini e così il rischio che il pane scarseggi diventa sempre più forte. In molte zone
non è stato possibile panificare.. Non solo. Molti lavori agricoli -rileva la Cia- sono bloccati a causa della carenza di gasolio, mentre si fa complessa anche l’alimentazione degli
animali. Scarseggiano mangimi, in particolare gasolio.
Altre 48 ore di blocco dei Tir -sottolinea la Cia- e per il settore agricolo sarà il tracollo, con danni gravissimi per l’intera filiera agroalimentare . Fin da adesso, comunque, la
Confederazione ha chiesto lo stato di calamità per le aziende messe in gravi difficoltà dalla protesta degli autotrasportatori.

Leggi Anche
Scrivi un commento