La Cia Abruzzo sulle ultime vicende giudiziarie
16 Luglio 2008
«Il terremoto giudiziario che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni della politica e della classe dirigente abruzzese rischia di sommare al
danno d’immagine, arrecato alla nostra Regione, anche gravi ripercussioni economiche per i cittadini e le attività produttive». E’ quanto sottolinea il presidente
regionale della Cia Abruzzo Domenico Falcone.«La particolare e delicata fase che viveva e vive la nostra Regione alle prese con il grave problema del rientro dal deficit sanitario,
dell’eccessiva tassazione per i cittadini e le imprese, della definizione degli interventi relativi al Fondo per le Aree sottoutilizzate (Fas) e dell’avvio di importanti strumenti della
programmazione comunitaria (Piano di sviluppo rurale), richiede, ad avviso della Cia Abruzzo, un generale senso di responsabilità capace di separare gli aspetti giudiziari da
quelli attinenti l’ordinaria amministrazione. Nel confermare la massima fiducia nell’operato della magistratura con l’auspicio che la vicenda arrivi ad una celere definizione, la Cia
Abruzzo – afferma Falcone – rivolge un pressante invito alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali affinché si facciano carico, ognuno per la propria parte, di dare
continuità e concretezza alle necessarie azioni per una risposta positiva alle legittime aspettative della collettività regionale, cittadini ed operatori
economici».
«Una fase di stallo o di vuoto istituzionale e politico, in attesa del ritorno alle urne, rischierebbe di mettere in ginocchio l’intera regione
pregiudicandone le reali possibilità ed opportunità per riprendere un percorso di rilancio, consolidamento e sviluppo.Questo pericolo, ad avviso della Cia Abruzzo,
potrà essere scongiurato – sostiene il presidente regionale – solo attraverso un’azione forte e comune; lo scatto d’orgoglio di una classe dirigente che, superando divisioni,
schieramenti e sterili contrapposizioni, si faccia carico, nell’interesse generale, dei reali problemi della collettività regionale».
«In questo contesto di carattere generale, la Cia d’Abruzzo esprime una forte preoccupazione per il danno che un eventuale vuoto istituzionale
arrecherebbe all’agricoltura. La mancata attivazione, attraverso l’emanazione dei bandi da parte della Giunta regionale, delle misure del Piano di sviluppo rurale rappresenterebbe, in
maniera irreversibile, la perdita di oltre 50 milioni di euro di finanziamenti pubblici (comunitari, nazionali e regionali) già stanziati per l’anno 2008. Cifra che affiancata da
altrettante risorse private rappresenta – conclude Falcone – un necessario ed irrinunciabile investimento per rafforzare il mondo rurale abruzzese e rendere più competitiva
la nostra agricoltura nel processo di miglioramento qualitativo delle produzioni e nell’azione di difesa e valorizzazione, nell’interesse della collettività , dell’ambiente e del
territorio».




