I giovani agricoltori della Cia di Treviso tracciano il futuro dell'agricoltura della Marca guardando all'Europa
15 Luglio 2008
In quale direzione dovranno investire le proprie risorse i giovani agricoltori trevigiani nei prossimi anni? Il tema del futuro delle giovani generazioni in agricoltura è stato
approfondito nel corso del convegno dal titolo «Riforma di medio termine della Pac: una riflessione per i giovani» che si è svolto sabato 12 giugno al
Castello di Roncade nel corso della prima «Festa dei giovani agricoltori» promossa da Cia Treviso.
A mezzo secolo esatto dalla nascita della Pac, la Politica agricola comunitaria, la Cia di Treviso ha aperto una riflessione sul futuro dell’agricoltura trevigiana, con un occhio di riguardo ai
giovani coltivatori. La domanda viene posta alla vigilia della riforma della Pac di medio termine, che entrerà in vigore a partire dal 2013, ma sarà pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea entro fine anno e non a caso si rivolge ai giovani.
L’agricoltura trevigiana, infatti, si caraterizza rispetto alle altre province del Veneto, soprattutto per la presenza di giovani. Nel 2006 nella Marca i coltivatori tra i 18 e i 40 anni,
iscritti come titolari di una azienda agricola, erano 634. A questo numero va sommato circa un migliaio di giovani agricoltori che lavorano come coaudiuvanti nelle aziende agricole di famiglia.
All’incontro hanno partecipato Denis Susanna, presidente della Cia di Treviso, Alessandro Ghiro, presidente della Cia Veneto, Enzo Mastrobuoni, responsabile nazionale dell’Area economica Cia,
Franco Manzato, assessore all’Agricoltura Regione Veneto, e Simonetta Rubinato, sindaco di Roncade.
«La prima versione della Pac – ha spiegato Denis Susanna – risale al luglio del 1958 Nel corso dei decenni si sono alternati momenti di penuria alimentare a periodi di eccedenza di
produzione. Ora la nuova verifica dello stato di salute della Pac entrerà in vigore nel 2013 e sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea entro il
2008. Per questo serve aprire subito una riflessione per dare indicazioni ai giovani, affinché possano fare scelte compatibili con la futura politica comunitaria».
L’evento ha, inoltre, ufficializzato la costituzione di Agia Treviso, l’Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia: «Lo scopo della nuova associazione che a Treviso conta
già una trentina giovani agricoltori – ha aggiunto il presidente di Cia Treviso – è quello di diventare un laboratorio di idee, di iniziative e di innovazioni
tecnologiche, in quanto le aziende condotte da giovani per competere a livello internazionale dovranno subire forti processi di modernizzazione».
Nella Marca, in particolare, i processi di modernizzazione riguarderanno le energie alternative, la formazione professionale a 360° gradi, l’export. Alla politica locale i giovani
agricoltori trevigiani chiedono un intervento sui problemi ancora aperti in Avepa, l’Agenzia veneta per l’agricoltura. In particolare gli imprenditori agricoli domandano maggiore
semplificazione per ridurre il peso dell’eccessiva burocrazia che incide sul lavoro delle aziende. Il «caso» Treviso, citato dal presidente della Cia Veneto, spinge,
inoltre, a rivedere con maggiore attenzione l’uso del suolo per mantenere le aree agricole attuali e frenare l’avanzamento di quelle urbane e industriali. I settori trainanti dell’agricoltura
trevigiana puntano alla specializzazione: la viticoltura, il radicchio, il latte, i funghi, gli asparagi, il settore della carne avicola e cunicola.
Al neo – vicegovernatore della Regione Veneto e assessore regionale all’agricoltura, Franco Manzato la Cia Treviso ha chiesto di affrontare alcune problematiche che affliggono l’agricoltura
trevigiana: i danni da selvaggina nelle aree della Pedemontana con la relativa richiesta di aumento di fondi e la maggiore celerità nelle liquidazioni; l’eliminazione del ticket
introdotto per la gestione della banca dati nazionale e dell’anagrafe bovina; la definizione dell’autorizzazione e regolarizzazione dei pozzi; la semplificazione delle procedure del piano di
sviluppo rurale.
Nel quadro, invece, della situazione e degli inerventi di mercato della Pac, in una fase delicata di cambiamento, i giovani imprenditori agricoli trevigiani chiedono di riequilibrare il
pilastro degli aiuti diretti al reddito in agricoltura. Nel 2006, infatti, gli aiuti al reddito rappresentavano l’87 per cento delle risorse della Pac. mentre i fondi destinati allo sviluppo
rurale soltanto il 13 per cento. Lo scenario che si prospetta entro il 2013 vede scendere gli aiuti diretti al reddito al 59,2 per cento e salire quelli rivolti allo sviluppo rurale al 40,8 per
cento. Dal confronto con i nuovi grandi agglomerati economici (Cina, India, paesi del Sudamerica, che si affacciano al negoziato con i paesi dell’Unione Europea anche sul terreno
dell’agricoltura) la proposta dei giovani della Cia è quella di favorire importanti alleanze per proteggere le denominazioni di origine i prodotti Dop e Igp che devono essere
salvaguardati dal rischio di imitazioni. Al tempo stesso verranno tutelati i prodotti tipici degli altri Paesi.





