La biologia del cancro alle ovaie

Una nuova ricerca spiega i motivi per cui pazienti con un cancro alle ovaie, malgrado essere state sottoposte al medesimo intervento chirurgico e al medesimo trattamento postoperatorio, abbiano
esiti tanto diversi.

L’analisi eseguita dagli scienziati dell’Università di Uppsala (Svezia), pubblicata sull’International Journal of Gynecological Cancer, mostra come la differenza tra la vita e la
morte in queste pazienti sia dovuta in molti casi a una differente proprietà biologica dei tumori. “Si tratta di una scoperta – afferma Ingiridur Skirnisdottir, coordinatore dello studio
– che conferma come una diagnosi effettuata allo stadio iniziale del cancro alle ovaie possa avere un impatto elevatissimo nelle possibilità di sopravvivenza delle pazienti”. Attualmente
meno del 30% dei casi è diagnosticato nelle fasi iniziali, ovvero quando il tumore è confinato alle ovaie (fase 1) o la diffusione è limitata alla pelvi (fase 2). La
conoscenza dei marcatori biologici di questa tipologia di tumore e l’esplorazione di terapie specifiche attraverso l’analisi del Dna potrebbe migliorare la capacità di diagnosi in fase
iniziale.

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