I farmaci somministrati con i nanodiamanti

Un gruppo di ricercatori della Northwestern University (Illinois, Usa) è riuscito a mostrare come i nanodiamanti – diamanti della dimensione di un milionesimo di millimetro – siano
efficaci nella somministrazione di farmaci chemioterapici alle cellule colpite da tumore, senza gli effetti collaterali associati con gli strumenti di drug delivery utilizzati
attualmente.

Lo studio condotto alla Northwestern è stato pubblicato sulla rivista on line Nano Letters ed è il primo che si occupa dell’uso dei nanodiamanti, una nuova classe di
nanomateriali, in biomedicina. I nanodiamanti – affermano i ricercatori americani – possono giocare un ruolo chiave nel miglioramento dei trattamenti contro il cancro, limitando l’esposizione
incontrollata dell’organismo ai farmaci tossici. Piccole aggregazioni di nanodiamanti (con un range di diametro che va da 50 a 100 nanometri) hanno dimostrato di essere ideali per
trasportare un farmaco chemioterapico, poiché creano una barriera che protegge le cellule normali e svolgono la propria funzione lentamente solo dopo avere raggiunto l’obiettivo
cellulare. Oltre che per la somministrazione di farmaci anticancro, l’applicazione dei nanodiamanti potrebbe essere positiva per il trattamento della tubercolosi e delle infezioni virali.

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