ITALIA, FORZA E DEBOLEZZA DI UN PAESE UNICO AL MONDO
5 Maggio 2023
L’analisi nel numero 100 del trimestrale Aspenia presentato a Roma
ITALIA, FORZA E DEBOLEZZA DI UN PAESE UNICO AL MONDO
L’Italia è un Paese di primordine o meno? A questa domanda, che accompagna il nostro Paese dall’Unità ad oggi, ha inteso rispondere Aspenia, trimestrale di Aspen Institute Italia diretta da Marta Dassù,
Newsfood.com, 5 maggio 2023
L’analisi nel numero 100 del trimestrale Aspenia presentato a Roma
ITALIA, FORZA E DEBOLEZZA DI UN PAESE UNICO AL MONDO
Benito Sicchiero
L’Italia è un Paese di primordine o meno? A questa domanda, che accompagna il nostro Paese dall’Unità ad oggi, ha inteso rispondere Aspenia, trimestrale di Aspen Institute Italia diretta da Marta Dassù, in occasione della presentazione del centesimo numero dal titolo “Noi Italiani. Forza e debolezza di un Paese incompiuto” avvenuta a Roma presso l’American Academy, Villa Aurelia, coordinatrice dei lavori Lucia Annunciata. Tra i selezionati invitati il Presidente di Istituto Europa Asia e di Assoedilizia Achille Colombo Clerici.
Ricorda Giuliano Amato, che di Aspen Institute è Presidente onorario nonché fondatore di Aspenia, sin dai tempi della Comunità del Carbone e dell’Acciaio alla costituzione della Comunità Europea, l’Italia ha rivestito un ruolo di mezzo: “Se era naturale per Berlino chiamare Parigi, Roma doveva farsi viva per essere ascoltata” sintetizza.
In realtà l’Italia compete con la Germania nel ruolo di prima potenza manifatturiera del continente. “Certo la configurazione politico istituzionale dell’Italia non riesce a farle riconoscere il ruolo che le spetterebbe: perciò possiamo parlare di un paese potenzialmente grande. Mentre l’Europa è affidata a Paesi che di grande hanno soltanto la parvenza. Noi abbiamo una carta da giocare, il legame con gli Stati Uniti cui potremmo essere molto utili perché neppure loro sanno dove stanno andando”.
Per Giulio Tremonti, Presidente di Aspen Institute Italia e Presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, con l’invasione russa dell’Ucraina è definitivamente tramontata la visione di De Gaulle di un’Europa dall’Atlantico agli Urali, del trasferimento indolore dei valori capitalistici alla Russia dei quali i gasdotti erano l’emblema. Quindi, non più l’accento solo su fattori elitari economici e tecnologici, ma sulla forza della tradizione che viene dal basso. Anche Papa Francesco recentemente a Budapest ha fatto riferimento a questi valori. Se l’Europa vuole avere un futuro, e lo avrà, li deve amalgamare. “Aspen svolgere un ruolo importante in questa evoluzione” ha concluso Tremonti.
Sono seguiti gli interventi di Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo; Marco Fortis, Docente di Economia Industriale e Commercio Estero, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Giovanni Farese, Professore Associato di Storia dell’Economia, Università Europea di Roma ; Gianfelice Rocca, Presidente, Techint Group; Alberto Quadrio Curzio, Presidente Emerito, Accademia Nazionale dei Lincei; Alessandro Giuli, Presidente MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo.
Marina Valenzise, Giornalista e scrittrice, ha concluso gli interventi: “Va rovesciato l’assunto di Massimo d’Azeglio che disse ‘L’Italia è fatta, ora bisogna fare gli italiani’. Gli italiani sono fatti, sono presenti nel mondo e suscitano empatia. Emblematico il caso di Gerolamo Panzetta, da noi sconosciuto o quasi, che in Giappone rappresenta il gusto italiano nel mondo, ha venduto milioni di copie ed è seguito da milioni di telespettatori, invogliando i giapponesi ad essere come noi, belli, simpatici, amanti del bel vivere. In corea la stessa cosa è successa, con Alberto Mondi.
Conclude Valenzise: “Siamo un Paese atipico, unico al mondo, depositario di un patrimonio artistico e culturale che non ha eguali. Dobbiamo vincere il complesso di inferiorità nei confronti di altri Paesi, siamo portatori di una miscela molto speciale che va coltivata. Guardiamo al passato se vogliamo avere un grande futuro.”
Tra i principali obiettivi di Aspenia: cogliere in profondità gli aspetti della relazione tra Stati Uniti ed Europa. Aspenia è intervenuta su molte questioni strategiche, anticipando spesso i grandi mutamenti della politica e dell’economia internazionale e interpretando la trasformazione del sistema occidentale nel dopo Guerra Fredda. La rivista segue i maggiori temi della politica e dell’economia globale, l’evoluzione di aree instabili e di prioritario interesse: il Mediterraneo e il mondo arabo, la Cina e l’Asia orientale, ma anche l’America Latina e l’Africa subsahariana.
Benito Sicchiero
Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE





