ITALIA A TAVOLA 2009, VI° RAPPORTO SULLA SICUREZZA ALIMENTARE (parte 9/10)

Newsfood.com pubblica il documento integrale redatto da MDC  (Movimento Difesa del Cittadino) E LEGAMBIENTE 

Capitolo VII
L’ATTIVITA’ DEI CARABINIERI PER LE POLITICHE AGRICOLE
Fonte: Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto
L’Unione Europea eroga, ogni anno, miliardi di euro per sostenere il settore agroalimentare.
Tale volume di denaro ha da tempo attirato l’attenzione del crimine comune ma, soprattutto, di quello organizzato che ha visto in questo una duplice possibilità: da un lato una cospicua
rendita alla quale attingere per finanziare le attività illecite, a fronte di un rischio molto inferiore rispetto ai tipici reati commessi dalle organizzazioni criminali e, dall’altro, una
concreta possibilità di riciclare il provento di affari illegali.
Per raggiungere questi obiettivi il crimine si avvale di molteplici forme, dall’estorsione
– al fine di acquisire, non sempre la completa proprietà, ma anche il semplice controllo della produzione di fondi o di industrie agricole
– fino alle frodi in danno della Comunità Europea.

Quest’ultimo aspetto è strumentale per introitare denaro attraverso le false dichiarazioni di coltivazione di appezzamenti di terra, a volte neppure nella disponibilità del
dichiarante, confidando sull’assoluto silenzio dei reali detentori, intimoriti da quella forza intimidatrice che promana dal vincolo associativo di cui è fatta menzione nell’art. 416 bis
del codice penale.

In questo ambito si inserisce l’attività di contrasto dispiegata dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari che, tra i propri compiti istituzionali3, annovera, tra l’altro, i
controlli straordinari sulla erogazione e sul percepimento degli aiuti comunitari nel settore agroalimentare e della pesca ed acquacoltura.
L’Italia è un Paese che annette particolare importanza al ricco e variegato patrimonio agroalimentare di cui le produzioni tipiche nazionali costituiscono il punto di forza in un contesto
di crescente apprezzamento verso i prodotti di elevata qualità legati ad una specificità territoriale.
La pirateria agroalimentare internazionale, con sempre maggiore frequenza, utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni geografiche, marchi aziendali e ricette
che si richiamano all´Italia, ma che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

Il volume di affari del Made in Italy alimentare contraffatto nel mondo si stima ad oltre 50 miliardi di euro e rappresenta più della metà del fatturato alimentare nazionale.

Tutto questo arreca danni, non solo economici, ma anche di immagine, minacciando l’innovazione e immettendo sul mercato prodotti potenzialmente dannosi per la salute umana.

Il Made in Italy è da tempo diventato una garanzia di qualità e sicurezza in tutto il mondo. Infatti, all’estero, sempre più spesso si trovano sugli scaffali della gdo generi
alimentari di ogni tipo pubblicizzati attraverso il cosidetto “italian sounding”.
E’ italian sounding quel prodotto che presenta un mix di nomi italiani, loghi, immagini e slogan chiaramente riconducibili al nostro Paese.
Può essere un prodotto imitativo (fake) oppure autentico, vale a dire realizzato in Italia, ma può esserlo anche in un paese diverso, fermo restando le ricette, tecnologie e materie
prime originali italiane.
Il prodotto fake ha uno scopo: indurre in errore il consumatore convincendolo che sta acquistando “italiano”. 
L’italianità è infatti un richiamo molto forte, poiché significa non solo qualità, bontà, semplicità, ma anche stile, gusto e cultura. 
Il settore alimentare non fa eccezione.
Alcune ricerche hanno acclarato che il 97% dei sughi per pasta italian sounding venduti sul mercato nord americano sono pure e semplici imitazioni; il 94% delle 3 Alle dipendenze funzionali del
Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali opera il reparto specializzato Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, istituito presso il Ministero, che: svolge – svolge
controlli straordinari:
• sulla erogazione e sul percepimento degli aiuti comunitari nel settore agroalimentare e della pesca ed acquacoltura;
• sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti a Paesi in via di sviluppo e indigenti;
– esercita controlli specifici sulla regolare applicazione dei regolamenti comunitari;
– concorre nell’attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare coordinandosi con l’Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualita’ dei Prodotti
Agroalimentari (I.C.Q.). conserve sott’olio e sotto aceto italian sounding è falso e altrettanto falso è il 76% dei pomodori in scatola italian sounding. Solo il 15% dei formaggi
italian sounding è invece autentico: tutto il resto è fake, prodotto imitativo e niente di più.
Purtroppo all’estero capita che nonostante siano segnalate le contraffazioni agroalimentari di prodotti italiani, queste vengano comunque poste in commercio, senza subire alcuna conseguenza,
poiché si ritiene che un packaging “falso italiano” non crei alcun danno per il semplice motivo che il pubblico straniero non conosce i prodotti italiani e la loro superiore
qualità.
Il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, nell’ambito della propria attività di controllo sui finanziamenti dell’Unione Europea, vuole porsi come punto di riferimento
qualificato per verificare eventuali connessioni tra gli imprenditori coinvolti in attività illecite ed i locali sodalizi criminosi, per tutelare un settore di fondamentale importanza per
l’economia nazionale.
Peraltro, il Reparto può contare sulla collaborazione di tutti i Comandi dell’Arma dei Carabinieri dislocati sul territorio, con i quali ha un costante rapporto sinergico, poiché ad
essi fornisce un supporto specializzato nello specifico settore, ricevendone sostegno in termini di uomini, mezzi e conoscenza del territorio, elementi indispensabili per condurre con efficienza
ed efficacia le attività infooperative.
Infatti, per poter compiutamente comprendere la situazione dell’agricoltura, specie in alcune aree del meridione d’Italia, è indispensabile conoscere il modus operandi della
criminalità organizzata in quel territorio. Il Comando, attraverso i suoi tre Nuclei Antifrodi di Roma, Parma e Salerno con competenza, rispettivamente, sul centro, nord e sud dell’Italia,
esercita una costante azione di prevenzione e repressione dei fenomeni criminali legati non soltanto all’infiltrazione delle maggiori organizzazioni criminali nel settore agricolo, ma anche
tutelando i consumatori e gli onesti produttori svolgendo controlli sulla tracciabilità, sull’etichettatura dei prodotti alimentari, proteggendoli da possibili tentativi di contraffazione
e preservando l’autenticità degli alimenti di qualità (DOP, IGP ecc…).
Il Reparto specializzato è dotato di un numero verde 800 020 320, al quale il cittadino può, anche in forma anonima, segnalare truffe ed altri fenomeni illeciti di cui viene a
conoscenza

ATTIVITA’ SVOLTA NELL’ANNO 2008 ATTIVITÀ DI CONTRASTO

CAMPANIA Lattiero- caseario
Il 15 aprile 2008, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, deferivano, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria, due persone ritenute
responsabili di inosservanza di un provvedimento dell’Autorità, poiché, quali responsabili di una ditta di trasporti non osservavano un provvedimento emesso dalla Dogana su
richiesta del medesimo Comando, inerente al blocco di sette containers sospetti di contenere latte bufalino importato illegalmente dall’India.

Zootecnia
Il 20 febbraio 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, unitamente a militari della Stazione CC di Apice, deferivano, in stato di libertà, alla
competente Autorità Giudiziaria, una persona ritenuta responsabile di sottrazione di cose sottoposte a sequestro e truffa, poiché alienava sei capi bovini, consegnandoli ai macelli,
omettendo di comunicare agli acquirenti che gli animali erano già sottoposti a provvedimento di sequestro.
Il 29 febbraio 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, nel corso di un controllo presso un’azienda zootecnica, sottoponevano a sequestro amministrativo un
capo bovino, poiché non identificabile per incongruenza di dati tra marchio auricolare e passaporto d’identificazione.

Marchi di qualità
Il 7 maggio 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, unitamente a personale del NAS di Salerno e dell’ASL SA/3 di Capaccio, nel corso di un controllo ad un
caseificio sottoponevano a sequestro amministrativo e sanitario kg. 4.156 di cagliata bufalina congelata, del valore di € 25.000 circa, poiché detenuta in violazione al disciplinare
di produzione della mozzarella di bufala campana D.O.P., che non ne ammette l’utilizzo, nonché la cella frigorifera del valore di € 40.000,00 poiché priva dell’autorizzazione
dell’ASL per lo stoccaggio.

Il 30 giugno 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, unitamente a personale del NAS di Napoli, a seguito di controllo presso un caseificio, e delle
risultanze delle analisi di laboratorio effettuate dall’A.S.L. CE/1, veniva deferito, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria, l’amministratore unico, ritenuto
responsabile di frode in commercio e violazione della disciplina igienica della produzione e vendita di sostanze alimentari, poiché deteneva nel proprio caseificio cagliata bufalina
congelata, contenente latte in polvere e/o latte sottoposto a trattamenti termici tali da non poter essere considerato “latte fresco” in violazione alle norme del disciplinare di produzione del
formaggio D.O.P. “Mozzarella di Bufala Campana”.

Il 29 luglio 2008,  nel quadro delle indagini finalizzate alla repressione dei reati ai danni dell’Unione Europea nel settore “marchi di qualità”, effettuate da militari del Comando
Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, unitamente a personale del N.A.S. (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) di Napoli, a seguito di controllo di due caseifici, in provincia di
Caserta, e delle risultanze delle analisi di laboratorio effettuate dall’A.S.L. CE/1, venivano deferiti, in stato di libertà, all’ Autorità giudiziaria, gli amministratori unici
ritenuti responsabili di frode in commercio aggravata dall’utilizzo dei marchi e violazione della disciplina igienica della produzione e vendita di sostanze alimentari, poiché detenevano
per l’utilizzo nei rispettivi caseifici cagliata bufalina congelata, contenente latte in polvere e/o latte sottoposto a trattamenti termici tali da non poter essere considerato “latte fresco” in
violazione alle norme del disciplinare di produzione del formaggio d.o.p. “mozzarella di bufala campana.
Il 28 ottobre 2008,  in Salerno e provincia, nell’ambito dei controlli finalizzati alla tutela dei “marchi di qualità” e delle filiere “cerealicola e lattiero-casearia”, militari del
Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, unitamente a carabinieri dell’Arma territoriale, personale veterinario della A.S.L. SA/2, dei Consorzi di tutela del “Grana Padano”, del
“Prosciutto di Parma” e del “Prosciutto San Daniele”, a seguito di verifiche presso esercizi commerciali hanno deferito, in stato di libertà, alle competenti Autorità giudiziarie
due legali rappresentanti, ritenuti responsabili di tentata frode in commercio per aver posto in vendita:
– come “Grana Padano”, nr. 10 forme di formaggio “Granbiraghi” per complessivi kg 300;
– complessivi kg 550 circa di derrate alimentari (pasta fresca, lievito, salumi vari, formaggi di vario tipo) in cattivo stato di conservazione e/o scadute di validità, in violazione
all’art. 5 Legge 283/62;
– complessivi 100 kg. di formaggio “Biraghi grana cubetti”, prosciutto “gambetto Parma”, “Ruliano prosciutto crudo Parma” e “prosciutto crudo S. Daniele Brendolan”, utilizzando la denominazione
protetta senza le previste autorizzazioni consortili per l’uso delle “D.O.P.”
Inoltre, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo kg. 150 di “Grana Padano scelto” e “Grana Padano extra”, poiché non conformi alle disposizioni di legge riguardanti il
disciplinare della denominazione d’origine protetta “Grana Padano”.
Il valore della merce, pari a 1.100 kg, sottoposta a sequestri preventivi ed amministrativi, è di circa euro 28.000.

Zootecnico e Conserviero
Il 13 novembre 2008,  in Castellammare di Stabia (NA), nell’ambito dei controlli finalizzati alla sicurezza agroalimentare nelle filiere “zootecnica” e “conserviera”, militari del Comando
Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari e del N.A.S. di Napoli, collaborati da personale veterinario dell’A.S.L. NA/5, a seguito di verifiche presso un esercizio commerciale hanno deferito,
in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria, il legale rappresentante ritenuto responsabile della violazione della Legge 283/62, art. 5 lett. b e c, poiché
poneva in vendita kg 120 circa di derrate alimentari in cattivo stato di conservazione, oggetto di sequestro preventivo.

Circostanza è stata altresì sottoposta a sequestro cautelativo sanitario: – carne suina e bovina macellata destinata al commercio non adeguatamente protetta in promiscuità di
scarti e rifiuti di lavorazione; – carne in scatola, conserve di pomodori pelati e passati, succhi di frutta, olio di semi e bibite rinvenuti in un locale privo di autorizzazione sanitaria, in
violazione della Legge 507/99, art. 8.

Il 28 novembre 2008,  in Castellammare di Stabia (NA), nell’ambito dei controlli eseguiti contro ogni forma di agropirateria a tutela dei “marchi di qualità” e alla salvaguardia della
salute pubblica, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, unitamente ai carabinieri dell’Arma territoriale, a seguito di verifiche presso un esercizio commerciale,
deferivano, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria, il legale rappresentante ed il direttore ritenuti responsabili di frode in commercio.
Predetti commercializzavano 5 kg. di formaggio “bergader edelpiz” con etichetta espositiva “gorgonzola piccante”, utilizzando impropriamente la denominazione protetta, e prodotti alimentari
scaduti di validità sottoposti a sequestro preventivo. Inoltre, venivano, accertate precarie condizioni igienico sanitarie e concessi 30 giorni per l’eliminazione degli inconvenienti
riscontrati.

EMILIA ROMAGNA
Marchi di qualità
Il 29 gennaio 2008, (Parma e Torino) militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari contestavano i seguenti illeciti amministrativi a quattro persone per violazioni al Decreto
Ministeriale n. 253 del 15.02.1993:
– per aver posto in vendita n. 20 prosciutti di Parma disossati sottovuoto con etichettatura non conforme omettendo di menzionare in etichetta l’indicazione “prosciutto di Parma” seguita dalla
dizione “Denominazione di Origine Protetta;
– per aver posto in vendita n. 20 prosciutti di Parma disossati sottovuoto con etichettatura non conforme omettendo di menzionare in etichetta sia la data di produzione che il sigillo
previsto;
– per aver posto in vendita n. 20 prosciutti di Parma disossati sottovuoto con etichettatura non conforme omettendo di menzionare in etichetta la dicitura di identificazione del lotto. Somma
complessivamente contestata € 4.131,64.
Il 15 febbraio 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, deferivano, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria, due persone
ritenute responsabili del reato “vendita di prodotti industriali con segni mendaci”.

Predette, all’interno di un ipermercato, ponevano in vendita venti tranci di prosciutto recanti la dicitura “prosciutto crudo Parma” privi della “corona ducale” (contrassegno identificativo del
prodotto a denominazione di origine protetta).
Circostanza militari operanti procedevano al sequestro di complessivi kg. 43,20 di prosciutti, del valore commerciale di 908,00 euro.

Il 20 febbraio 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, presso una ditta lattiero casearia procedevano al sequestro amministrativo, per complessive tonnellate
61,600, delle seguenti tipologie di prodotto: – formaggio da grattugia reibekase etichettato “typ grana”;
– formaggio “pecorino curado”;
– formaggio in polvere, per violazioni relative a indicazione geografiche e denominazioni di origine nonchè tracciabilità degli alimenti.
Corso attività i Carabinieri rinvenivano altresì ulteriori ingenti quantità di prodotti caseari in pessimo stato conservazione e, pertanto, richiedevano l’intervento del NAS
di Parma che procedeva al sequestro cautelativo sanitario di tonnellate 60,500 di formaggio gorgonzola e taleggio.
Valore della merce stimata in circa € 1.000.000.

Il 25 febbraio 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari procedevano alla contestazione degli illeciti amministrativi, previsti dalla Legge n. 26 del
13.02.1990, nei confronti del legale rappresentante di un esercizio commerciale poichè poneva in vendita n. 3 confezioni di prosciutto crudo affettato recante etichettatura ingannevole,
indicante impropriamente qualità tipiche del “Prosciutto di Parma DOP”. Marchi di qualità

Il 10 novembre 2008,  in Reggio Emilia, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, nell’ambito di controlli finalizzati alla tutela dei “marchi di qualità” e
del “made in Italy”, presso una ditta procedevano al sequestro amministrativo di 180,78 quintali di burro poiché confezionato e commercializzato evocando illecitamente la D.O.P.
“Parmigiano Reggiano”
– in violazione delle disposizioni previste dal Reg. CE 510/2006 e D. Lgs. nr. 297/2004
– che sarà sottoposto ad analisi di laboratorio per appurarne la genuinità. Nella circostanza venivano, inoltre, sequestrate 589 bobine, 258 scatole metalliche e 218 rotoli di
nastro adesivo utilizzati per il confezionamento del burro, indicanti impropriamente la suddetta D.O.P.

Il 12 novembre 2008,  in Castelfranco Emilia (MO), militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, unitamente ai Carabinieri dell’Arma territoriale, coadiuvati dagli agenti
vigilatori del consorzio parmigiano reggiano nel prosieguo dei controlli, disposti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, finalizzati alla tutela dei “marchi di
qualità”, presso una ditta, procedevano al sequestro penale n. 30 forme di parmigiano reggiano d.o.p, poiché i dati identificati del prodotto, corrispondevano ad una partita oggetto
di furto. Il valore della merce posta sotto sequestro ammonta a euro 9.000,00 circa.

LAZIO oleario
Il 21 novembre 2008, in Roma, nel quadro delle attività finalizzate alla repressione delle frodi in commercio ed alla sicurezza agroalimentare nel settore “oleario”, militari del Comando
Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, a seguito di un’ ispezione presso un fornitore di prodotti alimentari deferivano, in stato di libertà, alla competente Autorità
Giudiziaria, il legale rappresentante ed un venditore ambulante ritenuti responsabili di frode poiché commercializzavano olio adulterato come olio extra vergine di oliva.
Nella circostanza venivano sottoposti a sequestro penale 4.000 litri di cui parte:
– di prodotto oleoso già confezionato;
– di olio di semi;
– di prodotto oleoso allo stato sfuso, per un valore complessivo di euro15.000 circa.
Sono in corso le analisi di laboratorio per accertare l’eventuale nocività alla salute pubblica dell’olio sequestrato.

Marchi qualità
Il 26 novembre 2008, in Pomezia (RM), nell’ambito di controlli finalizzati alla tutela dei “marchi di qualità”, militari del militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e
Alimentari, unitamente ai carabinieri dell’Arma territoriale, presso una ditta, sottoponevano a sequestro amministrativo quintali 28 di prodotto denominato “puff curls cornetti e palline di mais
ai quattro formaggi” e n. 174 bobine film per confezionamento poiché, sulle confezioni, veniva impropriamente indicata la denominazione di origine protetta “grana”.

PIEMONTE
Marchi di qualità
Il 29 gennaio 2008,  (Parma e Torino) militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, contestavano i seguenti illeciti amministrativi a quattro persone per violazioni al
Decreto Ministeriale nr. 253 del 15.02.1993:
– per aver posto in vendita n. 20 prosciutti di Parma disossati sottovuoto con etichettatura non conforme omettendo di menzionare in etichetta l’indicazione “prosciutto di Parma” seguita dalla
dizione “Denominazione di Origine Protetta;
– per aver posto in vendita n. 20 prosciutti di Parma disossati sottovuoto con etichettatura non conforme omettendo di menzionare in etichetta sia la data di produzione che il sigillo
previsto;
– per aver posto in vendita n. 20 prosciutti di Parma disossati sottovuoto con etichettatura non conforme omettendo di menzionare in etichetta la dicitura di identificazione del lotto.
Somma complessivamente contestata € 4.131,64.

PUGLIA
Vitivinicolo
L’ 8 ottobre 2008, in Trinitapoli (FG), militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, presso una azienda vitivinicola, venivano sequestrati, ai sensi dell’art. 13 della Legge
689/81, cinque silos della capacità complessiva di 6.000 hl, ceduti in locazione da una società di Segrate (MI), poiché le modalità di detenzione del prodotto
vitivinicolo in giacenza e la documentazione rinvenuta non consentivano di appurare la natura del prodotto.

Il 09 ottobre 2008,  in Minervino Murge (BA), a seguito di servizi di appostamento ed ispezione presso una azienda, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari
sequestravano hl 410 di pasta di mosto ottenuto dalla trasformazione di q.li 426 uva bianca da tavola, poiché destinata illegalmente alla vinificazione, in violazione art. 2 D. Lgs. n.
260/2000. Il valore del prodotto sottoposto a sequestro è risultato pari a euro 3.000,00.

Il 04 dicembre 2008,  in Ginosa (TA), nell’ambito dei controlli finalizzati a contrastare i reati ai danni dell’UE nel settore “vitivinicolo”, militari del Comando Carabinieri Politiche
Agricole e Alimentari, durante un’ispezione presso un’azienda vitivinicola procedevano al sequestro di 623 bottiglie di vino da tavola e 19 bobine di etichette riportanti indicazioni non conformi
del vitigno e dell’origine geografica in violazione del Reg. CE 1493/99. Il valore della merce sottoposta a sequestro è risultato pari a euro 1.500 circa.

Cerealicolo e lattiero-caseario
Il 23 ottobre 2008,  nell’ambito dei controlli finalizzati alla tutela dei “marchi di qualità”, della “filiera cerealicola” e “lattiero-casearia”, militari del Comando Carabinieri
Politiche Agricole e Alimentari, presso un pastificio procedevano al sequestro amministrativo di n. 1.690 confezioni da 400 grammi – per complessivi kg 676 – di pasta fresca ripiena “cappelletti
crudo e grana”, ivi prodotti e confezionati, in violazione del D. Lgs. 297/04 e del disciplinare di produzione del “Grana Padano, in quanto utilizzavano la denominazione protetta senza la
prevista autorizzazione consortile (Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano) per l’uso della “d.o.p. Grana Padano”.
Inoltre, sono state sequestrate n. 120.000 etichette recanti la denominazione protetta.
Il valore delle confezioni di pasta sequestrata è risultato pari a euro 10.000 circa.

SICILIA Oleario
Il 1° luglio 2008, in Trapani, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, effettuavano ispezioni presso tre aziende olearie riscontrando violazioni alla normativa
relativa alla tracciabilità e conservazione dei prodotti alimentari. Posti sotto sequestro amministrativo prodotti alimentari per un valore di euro 67.000.

TOSCANA Oleario
Il 18 aprile 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari deferivano, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria, due persone,
ritenute responsabili di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze non genuine come genuine e della violazione dell’art. 5 della Legge 283/62 relativa alla disciplina igienica
della produzione e della vendita di sostanze alimentari e di bevande.

Ittico Il 7 maggio 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari presso una ditta eseguivano un decreto di sequestro emesso dalla competente Autorità
Giudiziaria, di kg 2.583,833 di pesce spada in trance confezionato, partita importata da Singapore, poiché dalle risultanze delle analisi di laboratorio effettuate presso l’A.S.L.
risultava la presenza di mercurio.
Contesto attività militari deferivano, in stato di libertà, alla medesima A.G. il rappresentante legale della società per aver detenuto a scopo commerciale sostanza
alimentare nociva per salute pubblica.

Il 29 ottobre 2008,  in Livorno, nell’ambito delle indagini finalizzate al contrasto delle frodi alimentari nel settore “ittico”, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e
Alimentari deferivano, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria, il legale rappresentante ed il responsabile di “assicurazione controllo e qualità” di una
ditta ritenuti responsabili di detenzione di alimenti nocivi per la salute pubblica destinati al commercio.
Al riguardo, venivano posti sotto sequestro complessivi 5.000 kg. di pesce spada di provenienza da Singapore, in trance e confezionato, poiché, a seguito delle analisi effettuate presso
l’A.S.L. n. 6 di Livorno, risultavano positivi alla presenza di mercurio.

TERRITORIO NAZIONALE
Marchi qualità
Il 9 ottobre 2008,  provincia Lodi e Treviso, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, nel corso dei controlli finalizzati alla tutela dei “marchi di
qualità”, procedevano al sequestro amministrativo di:
– 11.508 confezioni di tortellini ripieni di prosciutto crudo e grana padano da gr. 250
– per complessivi kg. 2.877 – recanti la dicitura “tortellini ripieno prezioso con prosciutto crudo e grana padano”; – diciassette rotoli di etichette (film plastificato) indicanti “tortellini
ripieno prezioso con prosciutto crudo e Grana Padano”, utilizzate per il confezionamento e la commercializzazione, senza la prevista autorizzazione consortile (Consorzio per la tutela del
formaggio Grana Padano) per l’uso della “D.O.P. Grana Padano”, per le violazioni sancite dal:
– Reg. CE 510/2006, “protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari”;
– D.lgs nr. 297/2004, “disposizioni sanzionatorie in applicazione del Reg. (CEE) n. 2081/1992 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti
agricoli e alimentari”.

Sicurezza agroalimentare
Dal 29 al 31 ottobre 2008,  nelle province di Salerno, Benevento e Modena, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, ambito attività di controllo disposta dal
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sulla “sicurezza agroalimentare”, nel settore del commercio all’ingrosso ed al dettaglio, anche mediante siti web – on line, deferivano,
in stato di libertà, alle competenti Autorità giudiziarie cinque persone ritenute responsabili di tentata frode in commercio, per aver posto in vendita: presso un esercizio
commerciale:
– come “grana padano” kg. 31 di formaggio “Granbiraghi”;
– come “prosciutto di origine italiana” kg. 330 di disossato a marchio “principino” e “nuova stelad”, prodotti in Austria e Belgio;
– complessivi kg. 600 circa di derrate alimentari in cattivo stato di conservazione, in violazione all’art. 5 legge 283/62; presso un esercizio commerciale:
– 25 kg. di prosciutto affettato “branchi prosciutto di Parma”, e 12 kg. di prosciutto affettato “branchi prosciutto San Daniele”, utilizzando la denominazione protetta senza le previste
autorizzazioni consortili; presso un esercizio commerciale:
– come “prosciutto crudo Parma” e “San Daniele D.O.P.” complessi 9 kg. di prosciutto crudo affettato, utilizzando la denominazione protetta senza le previste autorizzazioni consortili; presso una
ditta:
– come “prosciutto di origine italiana” complessivi 150 kg di prosciutto, in realtà prodotto in Belgio; presso un esercizio commerciale:
– come “gorgonzola” 11 kg. di formaggio “bergarder”;
– come “prosciutto di Parma” complessivi kg. 6 di prosciutto nazionale;
– kg. 10 di formaggio “grana padano”, non conforme al disciplinare di produzione della denominazione d’origine protetta “grana padano”. Veniva, inoltre deferita, in stato di libertà, una
persona, ritenuta responsabile di frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci, per aver detenuto nei magazzini: – kg. 280 di formaggi e salumi di vario
tipo poiché ricondizionati, riconfezionati, rietichettati, artigianalmente senza alcuna autorizzazione, e commercializzati, anche a mezzo “negozio virtuale, su internet”, nonostante la
scaduta validità;
– kg. 13.419 di prosciutti e formaggi in cattivo stato di conservazione, in violazione dell’art. 5 lett. “b” legge 283/62. Gli operanti sottoponevano a sequestro cautelativo circa kg. 15.000 di
derrate alimentari per un valore complessivo di euro 265 mila.
Dal 12 al 14 novembre 2008,  militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, nell’ambito di controlli finalizzati alla tutela dei “marchi di qualità” e del “made in
italy” disposti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sottoponevano a sequestro amministrativo, in violazione delle disposizioni previste dal Reg. Ce 510/2006 e D.lgs. Nr
297/2004:
– in Parma, presso un consorzio agrario, 249 quintali di burro, confezionato in panetti e scatole metalliche di diverso peso evocanti illecitamente la DOP “Parmigiano Reggiano”; inoltre, 74
bobine di film plastificato, 111.540 scatole metalliche, kg. 305 di materiale cartaceo illustrativo, utilizzati per impacchettare il burro e indicanti impropriamente la predetta
denominazione;
– in Reggio Emilia, presso un centro di commercio lattiero
– caseario, 4.2 quintali di burro, confezionato in panetti e scatole metalliche di diverso peso evocanti illecitamente la DOP “Parmigiano Reggiano”;
– in Monterotondo (RM), presso un centro di commercio lattiero – caseario, 3.2 quintali di burro, confezionato in panetti e scatole metalliche di diverso peso evocanti illecitamente la DOP
“Parmigiano Reggiano”.
Il valore complessivo della merce sottoposta a sequestri è di euro 190.000 circa. Marchi qualità e sicurezza alimentare
Il 17 e 18 novembre 2008,  nell’ambito dei controlli finalizzati alla tutela dei “marchi di qualità” e della “sicurezza alimentare” disposti dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, a seguito di verifiche presso ditte ed esercizi commerciali: deferivano, in stato di libertà, alle
competenti Autorità giudiziarie:
– in Castellammare di Stabia (NA), il legale rappresentante ed il direttore commerciale di un supermercato, ritenuti responsabili di tentata frode in commercio poiché commercializzavano
formaggio “Biraghi” come “Grana Padano”, sottoposto a sequestro preventivo, esposto su uno scaffale riportante impropriamente l’etichetta “Biraghi grana cubetti”, utilizzando così la
denominazione protetta senza le previste autorizzazioni consortili. Inoltre, presso il medesimo esercizio si procedeva al sequestro amministrativo di un deposito, di circa 150 mq, disponendone lo
sgombero da derrate alimentari, poiché sprovvisto delle previste autorizzazioni e tenuto in modo non conforme alle disposizioni di legge in materia igienico sanitaria;
– in Salerno, la legale rappresentante di un supermercato ritenuta responsabile della violazione all’art. 5 Legge 283/62, poiché commercializzava derrate alimentari in cattivo stato di
conservazione e/o scadute di validità. Inoltre, a causa delle pessime condizioni igienico strutturali dei locali del supermercato i militari determinavano la chiusura amministrativa “ad
horas” dell’attività commerciale ed il sequestro probatorio;
– in Modena, procedevano al sequestro amministrativo di 384,10 quintali di burro, del valore di euro 300.000 circa, poiché confezionato e commercializzato evocando illecitamente la D.O.P.
“Parmigiano Reggiano” e “Grana Padano”, in violazione delle disposizioni previste dal Reg. CE 510/2006 e D. Lgs. nr. 297/2004. Nella circostanza venivano inoltre sequestrate 178 bobine complete
di laminati utilizzati per il confezionamento del burro, indicanti impropriamente le suddette D.O.P.

(continua a leggere vedi parte 10/10)

Redazione Newsfood.com  Estratto da : Italia a tavola 2009 VI° rapporto sulla sicurezza alimentare  a cura di MDC e Legambiente  (scarica pdf integrale)

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