Interogazione del consigliere Ceravolo sul Velodromo di Crema

Cremona – Il Velodromo «Pierino Baffi» di Crema è da salvare e da riportare alla sua funzione originaria, dopo i necessari interventi di ristrutturazione, sottraendolo
ad «ogni intervento speculativo», l’auspicio è espresso da Claudio Ceravolo, consigliere provinciale del Partito democratico ed ex sindaco di Crema, in una interrogazione.

Il consigliere chiede al presidente della Provincia, Giuseppe Torchio, se non ritenga opportuno ricontattare l’assessore regionale Prosperini e il sindaco di Crema Bruttomesso per riaprire una
collaborazione con i rispettivi enti.

Con quale obiettivo?
L’interrogazione ripercorre le ultime tappe della vicenda della struttura sportiva «la cui importanza – spiega – negli anni scorsi fu indubbiamente di interesse nazionale, non locale, e
che solo una miope politica e una trascurata gestione da parte del Coni ha condannato al degrado di questi ultimi anni». In particolare Ceravolo cita il decreto del 20 novembre scorso con
cui il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha dichiarato il velodromo di interesse storico artistico, impedendo di fatto ogni intervento sulla struttura, ormai venduta a
privati, che non sia funzionale alla sua conservazione. Poi richiama l’azione della precedente amministrazione comunale contro la vendita, eseguita «senza la preventiva verifica
dell’interesse culturale, senza la dovuta autorizzazione e senza aver messo gli enti interessati nella possibilità di esercitare il diritto di prelazione. L’azione legale è
però stata ritirata dall’attuale amministrazione.
Ancora, l’interrogazione di Ceravolo richiama l’impegno dell’amministrazione provinciale a collaborare con Comune e Regione per la ristrutturazione della struttura e alla sua restituzione alla
funzione sportiva. Un impegno che «avrebbe dovuto concretizzarsi in una cessione della proprietà dal Coni al Comune di Crema e in una ristrutturazione edilizia della quale
avrebbero dovuto farsi carico Provincia e Regione; purtroppo l’assessore regionale Prosperini dichiarava il non interesse della Regione all’operazione».

A questo punto, sostiene Ceravolo, solo un forte rilancio dell’azione pubblica può sottrarre una struttura che è «un esempio di architettura sportiva e di tecnica
ingegneristica vanto dell’intera provincia di Cremona» ad un degrado inevitabile se ci si invischiasse in estenuanti procedure per far togliere il vincolo di tutela. Da qui la richiesta
di promuovere un incontro fra Provincia, Comune e Regione e, «nell’ipotesi in cui l’attuale amministrazione comunale di Crema si sottragga all’impegno di acquisire il velodromo, sul quale
poi Provincia e Regione interverrebbero con la ristrutturazione, l’interrogazione chiede se la Provincia non possa prendere in considerazione l’ipotesi di esercitare essa stessa il diritto di
prelazione sulla struttura.

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