Iniziativa Ue per tutelare l’olio di qualità. Presto, la norma potrebbe proteggere altri alimenti.

Iniziativa Ue per tutelare l’olio di qualità.  Presto, la norma potrebbe proteggere altri alimenti.

 

Soddisfatto il ministro Zaia:” chi comprerà una bottiglia d’olio d’oliva saprà con certezza che cosa sta
acquistando e nessuno potrà essere più ingannato da bottiglie con nomi dal suono italiano che in realtà contengono oli di diversa provenienza”

 

L’UE si muove per difendere l’olio. Da marzo, sulle bottiglie sarà indicato lo Stato d’origine della materia
prima, cioè le olive. La norma, valida per tutto il territorio dell’Unione e riguardante gli oli vergini ed extravergini, ha riscosso in Italia consensi unanimi. Molto
soddisfatti i produttori, finora penalizzati dalla circolazione nei luoghi di vendita di oli imbottigliati in Italia ma prodotti con olive estere, sia i consumatori, che da tempo
lamentavano la mancanza di indicazioni chiare e precise sul prodotto. Precisa il ministro delle politiche Agricole, Luca Zaia:” chi comprerà una bottiglia d’olio d’oliva
saprà con certezza che cosa sta acquistando e nessuno potrà essere più ingannato da bottiglie con nomi dal suono italiano che in realtà contengono oli di
diversa provenienza: basterà leggere l’etichetta. Non possono esserci oli extravergini italiani imbottigliati che costano 3,50 euro”.

E così,altri attori alimentari si stanno muovendo per difendere produzioni , chiedendo di estendere la tutela finora riservata
all’olio. Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative, chiede regole anche per la produzione e commercializzazione delle miscele di oli di oliva ed altri oli vegetali e
propone che sia indicata l’origine in etichetta anche per la passata di pomodoro. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) reclama la provenienza della materia prima per la carne di
maiale, i cereali e la frutta e verdura trasformata. Alcuni pensano addirittura di estendere la tutela ai prodotti trasformati, dai salumi ai sughi pronti, in alcuni casi mediante
autocertificazione dei produttori.

La sensazione è che in ambito europeo si sia imboccata una strada di trasparenza e difesa della specificità di
produzione, al fine di tutelare i consumatori, per renderli più consapevoli dei beni che acquistano, ed i produttori, che potranno valorizzare meglio la qualità,
difendendosi da merce inferiore. Conclude infatti Zaia: “La decisione dell’Unione Europea, ci permette di dare forza ad un nostro disegno di legge in fase di negoziato in Europa
che prevede l’obbligatorietà dell’origine in etichetta per tutti i prodotti dell’agroalimentare”.

Matteo Clerici per Newsfood.com

 

 

 

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