Si è concluso Oro Giallo, 5° Salone internazionale dell'olio extravergine d'oliva
18 Febbraio 2009
Rimini – Si è chiusa con un grande successo la quinta edizione di ORO GIALLO, Salone Internazionale dell’Olio Extravergine di Oliva, che si è svolta a Rimini Fiera,
nel padiglione D1 (5 mila metri quadrati) dal 14 al 17 febbraio.
ORO GIALLO si è tenuta contemporaneamente alla 39esima MIA, Mostra Internazionale dell’Alimentazione, l’8° MSE Seafood&Processing (salone internazionale delle
tecnologie e dei prodotti della pesca) e l’11° Pianeta Birra Beverage & Co. (esposizione internazionale di birre, bevande, snack, attrezzature e arredamenti per pub e pizzerie).
Infine, quest’anno ha debuttato Divino lounge wine, food and more: il vino protagonista con un intero padiglione (A1). Insieme, questi appuntamenti hanno dato vita al più
importante polo europeo della ristorazione extradomestica.
I DATI
Complessivamente, quasi 1.500 aziende (tra dirette e rappresentate) hanno occupato qualcosa come 100mila mq del quartiere fieristico riminese. I visitatori professionali che
complessivamente hanno visitato le fiere sono stati 82.977 (-5,8% rispetto al 2008), dei quali 2.832 esteri.
Da sottolineare la grande visibilità mediatica dell’evento. Grazie all’autorevolezza raggiunta dall’appuntamento riminese, si sono accreditati 675 giornalisti (570 alla
precedente edizione), tra italiani e esteri. Nelle quattro giornate, inviati della stampa specializzata italiana e internazionale, della grande stampa nazionale, regionale e locale,
hanno affollato i padiglioni. I principali tg e gr nazionali hanno seguito le quattro giornate e gli eventi organizzati al loro interno, divulgando a milioni di italiani le immagini e i
contenuti della manifestazione.
LE DICHIARAZIONI
In merito alle manifestazioni, il Presidente Cagnoni commenta: “Sulle fiere del food&beverage abbiamo concentrato la massima attenzione e i massimi sforzi d’innovazione,
affinché questa stagione di generali difficoltà non intaccasse l’autorevolezza di un appuntamento che rimane, nella sua globalità, il più importante d’Europa
per l’alimentare extradomestico. All’interno delle varie aree commerciali si sono avvertiti segnali di una contrazione del mercato, ma abbiamo anche notato settori dinamici ed in
progresso. Dunque, non intendo sottovalutare i problemi, però credo che affrontarli con spirito imprenditoriale sia la miglior risposta possibile, in questo momento. La
soddisfazione degli operatori a fine salone, che conta un minor afflusso di pubblico in termini assoluti, ma una presenza sempre più qualificata, conferma la bontà delle
scelte compiute da Rimini Fiera, impegnata al fianco delle imprese per rilanciare i mercati”.
“Siamo davvero soddisfatti – spiega il direttore della Business Unit di Rimini Fiera, Patrizia Cecchi – Rimini Fiera ha raccolto una sfida difficile e, assieme alle aziende
espositrici, ha fatto quadrato vincendo le paure di affrontare un momento così difficile per tutti. I commenti degli operatori presenti in fiera lo testimoniano: i volumi di
contatti allacciati hanno superato le preoccupanti stime degli ultimi periodi. Il coraggio di investire ha premiato, tanto che dalle novità presentate agli stand sono emerse
nuove energie e opportunità economiche. Abbiamo investito molto anche sulla presenza di buyers internazionali, oltre duecento, che hanno dato vita alla “Prima borsa di
cooperazione internazionale per l’horeca” di Rimini Fiera. Per questi buyers, provenienti dai Paesi della vecchia Europa, della Nuova Europa, Nord Africa, India e Canada, sono stati
organizzati qualcosa come 1.500 appuntamenti d’affari con oltre 500 aziende espositrici, prenotatesi prima della manifestazione. Una parte importante di questa attività è
stata realizzata anche grazie alla preziosa collaborazione dell’ICE (Istituto Commercio Estero). Colgo quindi l’occasione per ringraziare tutte le aziende del food&beverage
extradomestico che continuano a credere in questo appuntamento. Voglio confermare loro che il nostro impegno per legare sempre più i saloni, per coniugare gli abbinamenti
cibo-bevande con tematiche di progettazione e design per i locali pubblici, sarà ancor più rafforzato”.
“In evidenza – riassume il project manager di Rimini Fiera, Orietta Foschi – la nuova manifestazione DiVino Lounge, a cui è stata affiancata l’area Grappa Italia: i vini e i
distillati hanno riscosso un importantissimo successo, creando nuove motivazioni di visita per gli operatori professionali che ogni anno affollano il salone. Anche il settore
caffè sta crescendo, grazie ad importanti contatti internazionali. Le birre, le acque minerali e le bevande, pur con alcune defezioni hanno confermano il loro interesse per
la manifestazione. Abbiamo infatti avuto importanti novità (la birra senza glutine, ad esempio), la presenza di una delegazione francese, ecc. MSE, grazie anche al supporto della
Regione Emilia-Romagna che ha organizzato alcuni convegni, si è ormai consolidata come l’unica manifestazione italiana di business per il settore ittico, importantissimo per un
Paese vocato alla pesca come quello italiano. Notevole l’affluenza di buyer della grande distribuzione, la cui venuta è stata favorita dal successo ottenuto, per il secondo anno
consecutivo, dal Gdo Buyers’ Day (quest’anno focalizzato sui prodotti surgelati). Tanti sono infatti stati i buyer che hanno intessuto relazioni commerciali e avviato nuovi progetti di
business. Intensa l’attività anche nelle aree storiche di Catering e Frigus, che hanno ormai consacrato Rimini come l’unico appuntamento specializzato d’Italia, traino per tutto
il fuoricasa. Un’affermazione innescata dai moderni stili di vita e di lavoro. Ricordiamo, inoltre, che questi sono settori di grande crescita non solo in Italia, ma anche nei Paesi
della Nuova Europa, nei quali si parla di percentuali di sviluppo ancora a due cifre”.
LA PRIMA INDAGINE FIPE-RIMINI FIERA SUI CONSUMI FUORI CASA
Sottolineiamo infine che la kermesse si era aperta con la presentazione dell’indagine realizzata dal Centro Studi FIPE (la Federazione Italiana Pubblici Esercizi) per Rimini Fiera su “I
consumi alimentari fuori casa, tra recessione e prospettive di rilancio”. L’incontro – cui sono intervenuti Edi Sommariva, Direttore generale FIPE e Giuseppe Cuzziol, presidente
Italgrob – diventerà un appuntamento stabile, un contributo per analizzare ogni anno, in apertura della manifestazione, tendenze e sviluppo del mercato alimentare extradomestico.
LE AZIENDE ESPOSITRICI DI ORO GIALLO
Rappresentavano quasi tutte le regioni italiane vocate alla produzione di olio extravergine d’oliva di qualità, tra cui Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia
ecc. Uno dei principali punti di forza riconosciuti alla manifestazione è che potevano accedere come espositori solo le aziende che portavano prodotti d’eccellenza. Motivo per
cui sono stati presentati esclusivamente prodotti ottenuti da olio extravergine d’oliva. A totale garanzia della superiorità di quanto esposto era ammesso solo il risultato della
produzione diretta. Il che significa che in fiera non era presenti, tra gli espositori, imbottigliatori di oli di altra provenienza.
IL PUBBLICO DI ORO GIALLO
I visitatori sono stati ristoratori, albergatori, gestori di pubblici esercizi, grossisti e distributori del canale Ho.Re.Ca., import/export, buyer della GDO, buyer internazionali. La
fiera si rivolgeva alla distribuzione commerciale, moderna e tradizionale, ai responsabili acquisti della ristorazione collettiva (scolastica, sanitaria, turistica, aziendale, militare,
religiosa), a cuochi, ristoratori, albergatori, gestori di bar, snack bar, pub, birrerie e take away, società di catering, ma anche da buyers del cash & carry, grossisti e
negozianti specializzati.
INCONTRI E EVENTI
Per presentare al mondo le proprie eccellenze e potenzialità, l’alimento principe della dieta mediterranea è stato oggetto di incontri, presentazioni e dibattiti. Sono
state quattro giornate in cui la cultura dell’olio è stata divulgata, facendo il punto sulle nuove tecnologie, approfondendo tematiche scientifiche, con assaggi e analisi da
parte di addetti ai lavori, del settore ristorazione e del trade.
Ugo Testa, esperto assaggiatore e docente O.L.E.A (Organizzazione Laboratorio Esperti Assaggiatori), durante il workshop sulla “Nuova normativa su etichettatura e confezionamento
dell’olio extravergine di oliva”, si è incentrato sul provvedimento, approvato con il solo voto contrario della Grecia e l’astensione della Svezia, ora in corso di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, che sarà applicato già dal 1° luglio 2009. Testa ha evidenziato che si tratta di “uno dei rarissimi casi in cui un
regolamento comunitario recepisce una norma nazionale italiana”. Rendendo così merito alla “vittoria” del Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca
Zaia, che pochi giorni fa è riuscito nell’impresa di far modificare dal Comitato di gestione olio di oliva della Commissione europea il reg. ce n. 1019/02 riguardante
l’etichettatura dell’olio d’oliva. Ha però tenuto a precisare che se “in Europa non sarà più possibile spacciare come made in Italy l’extravergine ottenuto da
miscele di olio spremuto da olive di altra provenienza, dall’altra bisogna ora cercare di correggere qualche falla rimasta aperta nella legislazione”. E ha meglio chiarito: “E’
assurdo, ad esempio, che sull’etichettatura sia vietato accennare agli aspetti salutistici dell’olio extravergine d’oliva. Negli Stati Uniti, di contro, la Food Drug Administration
consiglia di scrivere che consumare giornalmente 23 grammi di olio extravergine d’oliva previene le malattie cardiovascolari”. Ha inoltre contestato la proibizione di inserire in
etichetta la voce di prima spremitura a freddo (come sinonimo di qualità) se l’olio è ottenuto ad una temperatura al di sopra dei 27° (alcune recenti teorie
considerano tra i 30 e i 35° la temperatura migliore). Considerando poi che l’aspetto fondamentale dell’etichettatura “è la difesa del consumatore,” ha proseguito Testa “non
si capisce per quale motivo si faccia divieto di inserire il luogo di provenienza, escludendo prodotti Dop o Igp.” Altra problematica è rappresentata dalla data del
preferibile consumo, che nella normativa non è prevista come scadenza perentoria.
Durante il convegno “Gli oli di Oro Giallo sposano le zuppe e i pani italiani – Abbinamenti a Tavola”, organizzato con l’Associazione Cuochi Romagnoli di Rimini e l’Unione Cuochi Friuli
Venezia Giulia di Cividale del Friuli (UD) è emerso che la cultura dell’utilizzo dell’olio sta aumentando. Come per il vino è dunque oggi tracciabile una sorta di
vademecum nell’abbinamento dell’olio ai piatti della cucina italiana. A tracciare le linee guida di un ideale “bignami” degli abbinamenti (che non ha valenza scientifica) sono stati
Stefano Cerni di OLEA e il famoso sommelier Bruno Piccioni: assolutamente vietato è aggiungere olio (seppur di ottima qualità) ad un già più che ricco
ragù, all’anatra romagnola, al brasato, brodetto e agnellone al forno. Mentre indispensabile è per la Costata di manzo ai ferri (olio toscano), Pasta e fagioli (pugliese),
spaghetti alle vongole (con pomodoro – olio abruzzese o marchigiano), canocchie lessate (olio umbro o romagnolo), anguilla ai ferri (olio del Garda). Un’avvertenza è però
d’obbligo: non dimenticare mai che il vecchio adagio de gustibus non disputandum resta sempre valido.
CONCORSO ORO GIALLO
Assegnati i premi del prestigioso Concorso Oli Extra Vergine di Oliva Oro Giallo 2009.
Ed è stata una sorta di partita a due, dove a primeggiare è stata l’Emilia Romagna sulla Sicilia.
Come dicevamo, a fare incetta di premi (sui 9 totali) è stata la regione ospitante (se ne è aggiudicati addirittura 4) che,
sebbene abbia ancora una produzione di nicchia dal punto di vista delle quantità
(l’intera regione copre poco più dell’1% del prodotto nazionale), si sta sempre più affermando per qualità eccelsa e genuinità del prodotto;
qualità che getta le basi in una storia millenaria e nel recupero degli antichi cultivar autoctoni.
A una lunghezza di distacco, con 3 riconoscimenti, è arrivata la Sicilia, che oggi totalizza l’8% della quota di prodotto nazionale,
ma che nel panorama generale si conferma come una delle aree emergenti per la produzione di “oro giallo”.
Gli ultimi due riconoscimenti sono poi andati a Umbria e Marche, a conferma di quanto il Centro Italia abbia a cuore
i prodotti fatti a regola d’arte.
Ma passiamo alla classifica generale, suddivisa nelle tradizionali tre categorie: Fruttati leggeri, Fruttati Medi e Fruttati Intensi.
CATEGORIA FRUTTATO LEGGERO
PRIMO CLASSIFICATO: IL BORGO DEL MELOGRANO SOCIETA’ AGRICOLA SRL DOP Colline di Romagna (EMILIA-ROMAGNA)
SECONDO CLASSIFICATO: FRANTOIO PAGANELLI DOP Colline di Romagna (EMILIA-ROMAGNA)
TERZO CLASSIFICATO: OLEIFICIO PASQUINONI SNC Olio extravergine mosto (EMILIA-ROMAGNA)
CATEGORIA FRUTTATO MEDIO
PRIMO CLASSIFICATO: AZIENDA AGRICOLA DECIMI DI SEGOLONI ROMINA (UMBRIA)
SECONDO CLASSIFICATO: AZIENDA AGRICOLA PACIONI BARBARA Extravergine “Goccie di frantoio” monovarietale di Raggia (MARCHE)
TERZO CLASSIFICATO: FRANTOIO PAGANELLI Extravergine “Solatio” (EMILIA-ROMAGNA)
CATEGORIA FRUTTATO INTENSO
PRIMO CLASSIFICATO: VIRAGI’ S.A.S. DOP Monti Iblei (SICILIA)
SECONDO CLASSIFICATO: AZIENDA AGRICOLA DOMENICO BONANNO (SICILIA)
TERZO CLASSIFICATO: BAGLIO INGARDIA DI INGARDIA M.G. E R.M. SOC. SEMP. (SICILIA)
Tra gli addetti ai lavori il premio, che giunto alla quinta edizione viene assegnato tra tutti i partecipanti a ORO GIALLO, è considerato un riconoscimento di grande prestigio
anche grazie alla rigidità della selezione e all’autorevolezza delle Istituzioni coinvolte nelle preventive analisi dei prodotti; analisi che devono essere necessariamente
superate per aver le porte spalancate all’area espositiva. L’ente che provvede alle attente analisi sensoriali, fatte alla cieca (ovvero senza sapere di chi è il prodotto),
è l’Università di Bologna (facoltà di Cesena) supportata, in questa delicata attività, da OLEA (Organizzazione Laboratorio Esperti Assaggiatori).
I CORSI
Sempre gremiti di operatori interessati a saperne di più sull’olio extravergine d’oliva, i corsi di analisi sensoriale e la degustazione tematica, che sono stati organizzati
più volte al giorno, in fiera. Grande partecipazione anche per i corsi dedicati a formare e informare su come si riconosce la qualità. Il titolo? Il Gusto di Oro Giallo –
Gli oli regionali, tenuti da docenti di eccezione quali Barbara Alfei, Lorenzo Cerretani, Giorgio Sorcinelli e Stefano Cerni (esperti assaggiatori di O.L.E.A). E notevole interesse
è stato manifestato alla presentazione della pubblicazione del Comune di Cattolica “L’Oro azzurro. Il cibo come cultura”, a cura di Gigliola Casadei. Il pubblico ha poi espresso
grande apprezzamento per la mostra fotografica O.L.E.A. dal titolo “L’Albero degli Dei” immagini di Giorgio Sorcinelli.
MERCATO DELL’EXTRAVERGINE D’OLIVE IN PILLOLE
Dopo due anni di riduzione delle produzioni, la campagna olearia 2008-2009 nel nostro Paese è in ripresa, con un incremento stimato nell’ordine del 10% rispetto ai 5,7 milioni di
quintali prodotti nel 2007. Minore la crescita della produzione industriale, che nei primi dieci mesi del 2008 è stata del 3,8% (peraltro superiore a quella dell’1%
dell’agroalimentare nel suo complesso).
Sostanzialmente stabili i consumi domestici, sia per quantità che per spesa. Tale stabilità è determinata da un incremento delle vendite di olio extravergine di
oliva ( 1,9%), a fronte di una flessione di quelle di olio di oliva cosiddetto “normale” (-3,1%) e di sansa (-19%). Interessanti le dinamiche di comportamento degli acquirenti. Per
l’olio extravergine di oliva c’è stato un aumento della base dei compratori e un incremento dell’acquisto medio. Per l’olio di oliva, invece, pur a fronte di un maggior numero di
acquirenti, si è avuto un calo dell’acquisto medio e una minore frequenza dello stesso.
Positive infine le esportazioni, che hanno visto salire del 2% la domanda estera di olio extravergine e vergine e crollare del 15% quella di olio di sansa.
(Fonti: nostra elaborazione su dati Istat – Ismea e ACNielsen)
Il prossimo appuntamento con ORO GIALLO è a Rimini Fiera nel febbraio 2010.




