Inghilterra: un’infermiera su tre contro il vaccino anti influenza suina

Inghilterra: un’infermiera su tre contro il vaccino anti influenza suina

In Inghilterra, un’infermiera su tre ha affermato di essere contraria alla vaccinazione contro l’influenza suina, nonostante la posizione in prima linea contro la pandemia di tale categoria
(che la rende bersaglio prioritario per il virus H1N1).

Questo è quanto emerge da un indagine del periodico “Nursing Times”, che ha evidenziato come il 30% delle infermiere si dichiari palesemente contraria all’immunizzazione, mentre il 37%
sia favorevole; tra i due schieramenti si colloca la fascia delle indecise, 33% del campione.
Interrogate sui motivi del loro rifiuto, le infermiere contrarie hanno portato diverse ragioni: la maggioranza (60%) ritiene il vaccino poco sicuro, il 39% non lo ritiene necessario dato la
modestia virale della malattia, ed il 9% prevede di non aver tempo per sottoporsi all’ inoculazione.

Tale sfiducia verso il vaccino (che fa eco a dubbi espressi sia da altri addetti ai lavori che da semplici cittadini) ha suscitato reazioni polemiche da parte della comunità medica
anglosassone.

Tra i meno diplomatici, il dottor David Salisbury, direttore d’ immunizzazione per conto del dipartimento della salute: “Esse (le infermiere) hanno dei doveri verso se stesse e sono a rischio.
Hanno il dovere di non infettare i pazienti e le loro famiglie. Penso che dovrebbero assolvere tali doveri lasciandosi vaccinare”. L’opinone del dottor Salisbury è rafforzata
dall’allarme lanciato da Sir Liam Donaldson, the Chief Medical d’ Inghilterra.

Sir Donaldson ha infatti dichiarato come l’influenza A abbia il potenziale per far ammalare (e rendere inabile al lavoro) circa il 12% del personale sanitario nazionale. Egli sottolinea inoltre
come bassi livelli di vaccinazione siano i principali responsabili delle assenze al lavoro durante il periodo dell’influenza invernale.

Inoltre, la trasmissione del virus tra membri dello staff ospedaliero ha generato alcune esplosioni di influenza durante l’inverno scorso, mettendo in crisi alcune strutture per mancanza di
lavoratori.
E, secondo gli esperti, l’influenza suina ha già superato i livelli massimi di un’influenza invernale ed il picco massimo di contagio deve ancora arrivare.

Un invito alla vaccinazione arriva anche dal dottor George Kassianos, portavoce in materia d’immunizzazione per il Collegio Reale dei Medici Generici.
Afferma Kassianos: “Più che nel passato, è importante ora che le persone siano vaccinate contro l’influenza suina. E’ estremamente importante che medici, infermiere e tutto il
personale di cura non sia contagiato, in modo da poter lavorare senza infettare i pazienti. In Gran Bretagna abbiamo la fortuna di avere abbastanza dosi del vaccino: noi professionisti della
salute dobbiamo iniettarcelo per proteggere meglio i nostri pazienti”.

Matteo Clerici

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