Ingannare la mente per soddisfare lo stomaco e mangiare meno
14 Luglio 2010
Convincersi di mangiare porzioni generose toglie la fame, in quanto il cervello può ingannare il corpo.
Questa l’idea dietro ad una ricerca dell’Università di Bristol (Regno Unito), diretta dal dottor Jeff Brunstom e presentata alla conferenza annuale della Society for the Study of
Ingestive Behavior, (SSIB) in corso a Pittsburgh.
La squadra del dottor Brunstom ha condotto alcuni esperimenti con soggetti umani.
Nel primo test alcuni volontari hanno consumato il frullato di frutta, dopodiché sono stati divisi in 2 gruppi. Al primo gruppo è stata presentata la metà della
quantità di frutta con cui il frullato sarebbe stato preparato, mentre al secondo ne è stata presentata una quantità maggiore di quella che sarebbe poi stata usata per la
preparazione. Infine, tutti loro stati invitati a valutare il senso di sazietà, immediatamente dopo e passate 3 ore dal pranzo.
I ricercatori hanno notato come coloro che avevano osservato la più grande quantità di frutta evidenziavano un senso di pienezza “Significativamente maggiore”. Insomma, si era
verificato una sorta di effetto placebo mentale: tanto più ci si convince che l’alimento sazierà, tanto più ci si sentirà sazi.
Nel secondo test, gli studiosi hanno lavorato ancora con diversi gruppi di volontari, fornendo a tutti una dose di zuppa. Ogni dose conteneva la stessa quantità reale di cibo, ma era
stata modificata, gonfiandola con dell’aria, in maniera diversa. Anche questa volta i volontari hanno dovuto esprimere il senso di sazietà, subito e 3 ore dopo. Ed ancora, il senso di
pienezza è stato determinato dalla percezione personali più che dall’effettiva quantità di cibo.
Allora, tali risultati indicano che il controllo della fame possa essere (almeno fino ad un certo punto) questione di percezione. Commenta il dottor Brunstrom: “Quanto un alimento possa essere
saziante non dipende unicamente da quanto sia grande la porzione e dal contenuto energetico. Molto dipende dalle precedenti esperienze con quel cibo, e dalle nostre credenze e aspettative di
sazietà, che hanno un effetto immediato sulle dimensioni delle porzioni che selezioniamo e sul senso di sazietà o appetito che percepiamo dopo aver mangiato”.
Secondo l’esperto, il lavoro condotto potrebbe favorire nuove tecniche che contrastino sovrappeso ed obesità. Ad esempio, “Per aumentare gli effetti della sazietà, ad esempio, si
potrebbero evidenziare le proprietà degli alimenti utilizzando sulle confezioni etichette che riportano la scritta ‘allevia la fame'”.
Fonte: “Could our minds be tricked into satisfying our stomachs?”, University of Bristol, 13/07/010
Matteo Clerici
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